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La Russia non vuole che la Finlandia e la Svezia aderiscano all’Alleanza Atlantica ed ha minacciato, come ricordato dalla Bbc, “conseguenze politiche e militari” qualora ciò accada. Mosca è contraria all’allargamento della Nato ma non potrà impedire ad Helsinki e Stoccolma di decidere per l’adesione. Le fonti riferiscono che la Finlandia potrebbe presentare la propria domanda nel corso delle prossime settimane e la Svezia potrebbe farlo subito dopo. Giusto in tempo per il vertice Nato che si svolgerà a Madrid il 29 ed il 30 giugno. Su questo scenario grava, però, un grande punto interrogativo. La domanda deve essere ratificata dai Parlamenti nazionali (e controfirmata dai Capi di Stato) di tutti i Paesi membri (ben 29) e ciò potrebbe richiedere fino ad un anno. In quest’arco temporale il Paese candidato non è ancora un membro Nato e qualora (scenario  improbabile) la Russia decidesse di usare le maniere forti per dissuadere Finlandia e Svezia dichiarerebbe guerra, indirettamente, ad un’Unione Europea priva della tutela americana. Ecco cosa potrebbe succedere in questo caso.

Una clausola poco conosciuta

C’è una clausola, poco conosciuta, del Trattato sull’Unione Europea (Tue) che prevede la mutua difesa dei membri del blocco. Si tratta dell’articolo 42, comma 7, come riportato da Europea Today, secondo cui “se uno Stato membro è vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio, agli altri Stati membri incorre l’obbligo di aiuto e assistenza con ogni mezzo in loro potere”, in linea con l’articolo 51 della Carta Onu. Le parole sono meno vincolanti di quelle dello statuto Nato e lasciano aperte diverse strade agli Stati Membri. Un intervento militare diretto non sarebbe automatico né scontato perché i Paesi possono decidere come fornire “aiuto ed assistenza”. In pratica potrebbero inviare missioni di assistenza logistica oppure civili limitandosi semplicemente a questo. Certo, molti Stati Membri dell’Unione Europea (con l’eccezione di Austria, Cipro, Finlandia, Malta, Irlanda e Svezia) fanno anche parte della Nato “che, per quelli che ne sono membri, rimane il fondamento della loro difesa collettiva e il forum per la sua implementazione” e ciò rende necessario consultarsi con i partner nordatlantici. La clausola è stata attivata (peraltro senza effetti pratici) solamente una volta, in seguito agli attentati che ebbero luogo in Francia nel 2015.

Qualcosa potrebbe accadere in Finlandia

Stephen Biddle, analista esperto di politiche difensive presso il Council of Foreign Relations, ritiene che un’invasione della Finlandia potrebbe rivelarsi complessa per Mosca. “La Russia” secondo Biddle “ha quasi esaurito le forze da combattimento a causa delle operazioni in Ucraina e non ne ha molte a disposizione per un intervento su larga scala in Finlandia”. “L’esercito finlandese” chiarisce l’analista ” è molto meglio addestrato e più motivato di quello russo”. Le parole di Biddle, riportate da Newsweek, sono chiare ma l’analista, pur escludendo un’invasione, ritiene che qualcosa potrebbe accadere. “Posso immaginare che la Russia colpisca la Finlandia con missili, artiglieria oppure attacchi aerei in modo da creare un conflitto che inibisca la NATO dall’ammetterla” suggerisce Biddle “ma mi sembra molto improbabile che possa avere luogo una conquista totale partendo da queste basi”. I precedenti storici sono inoltre sfavorevoli alla Russia. Ian Johnson, professore di Storia Militare all’Università di Notre Dame, ha ricordato a Newsweek come “le forze sovietiche o russe abbiano provato tre volte ad invadere la Finlandia dal 1918 senza riuscire a sconfiggerla completamente nonostante la disparità di popolazione tra i due Stati”.

 

 

 

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