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La stampa italiana ha rilanciato la notizia, diffusa originariamente dal quotidiano britannico Daily Mail, secondo la quale il governo Kiev ha consegnato una medaglia a un pensionato ucraino che, lo scorso marzo, avrebbe abbattuto un cacciabombardiere russo tipo Sukhoi Su-34 colpendolo col suo fucile da caccia.

Valeriy Fedorovych, questo è il nome del “cecchino” ucraino, è stato premiato lo scorso 22 agosto dalle guardie di frontiera ucraine per la sua impresa compiuta nei dintorni di Chernihiv, in una fase del conflitto in cui le forze aerospaziali russe (le Vks – Vozdushno-Kosmicheskiye Sily) erano impegnate attivamente nel sostegno all’avanzata terrestre lungo il fronte settentrionale, poi abbandonato dalle forze di Mosca per concentrarsi sul Donbass e nel settore meridionale.

Il pensionato ucraino, in un video mostrato dalla propaganda di Kiev, mostra orgogliosamente anche alcuni detriti del Su-34 insieme al fucile che avrebbe usato per abbatterlo, e il Daily Mail non esita a definire la storia come una delle tante di “straordinario eroismo” da parte dei civili ucraini davanti “alla barbarica invasione di Putin”.

La storia, a nostro giudizio, è stata inventata per scopi propagandistici in un momento in cui l’esercito ucraino si trova impegnato in un’operazione nel fronte meridionale che sta incontrando molta resistenza, nell’attesa di sferrare quella che sarà la vera e propria controffensiva.

Una storia che, probabilmente, serve per il morale delle truppe (che risulta essere comunque abbastanza alto) e dei civili, questi ultimi prostrati ormai da più di sei mesi di conflitto. Una storia, però, che fa acqua da tutte le parti e per affermarlo basta guardare ai dati tecnici del Su-34 insieme al particolare profilo di volo che si tiene durante una missione di attacco terrestre.

Il Su-34, chiamato “Fullback” in codice Nato, è un velivolo progettato per l’attacco al suolo derivato dal Su-27. Il caccia può raggiungere la velocità di 1900 km/h ad alte quote e di 1300 al livello del mare, con un raggio d’azione di 4mila chilometri. Oltre ad avere la possibilità di utilizzare diversi carichi bellici, per un peso complessivo di circa 12 tonnellate, ha una cabina di pilotaggio che dispone di una corazza in titanio (alcune fonti parlano di 17 millimetri di spessore) pesante 1,48 tonnellate dalla caratteristica disposizione a due posti affiancati in un ambiente totalmente pressurizzato (pertanto i piloti non sono costretti ad indossare maschere durante tutto il volo). Altra peculiarità, che ci serve a capire le dimensioni del velivolo, è la possibilità per l’equipaggio di alzarsi dalle postazioni di volo per andare in “bagno” o in una piccola “cucina“, comodità presenti solo in velivoli più grandi. Il Su-34, infatti, conserva ben poco del Su-27 da cui deriva: sebbene le linee generali lo ricordino molto, il Fullback è più grande misurando 23,3 metri di lunghezza per 14,7 di apertura alare, e con un’altezza complessiva di 6,09 metri.

Il caccia è pensato per attaccare bersagli terrestri e navali a bassa quota, e pertanto, oltre a una suite elettronica particolare in grado di effettuare il jamming dei sistemi di difesa avversari, è pensato per resistere al fuoco di armi leggere. Grazie al suo particolare carrello, con gli elementi principali dotati di due ruote in tandem ciascuno, e alla struttura rinforzata è in grado di operare da basi “austere” e da piste semipreparate, secondo la classica dottrina sovietica di impiego dei caccia da attacco al suolo.

Si ritiene che le Vks dispongano tra i 100 e i 120 Su-34, anche se il conflitto in Ucraina ha ridotto il numero totale a causa degli abbattimenti subiti, però, dai sistemi missilistici antiaerei ucraini, compresi quelli spalleggiabili forniti dall’Occidente come gli Stinger. Diverso è affermare di poter abbattere un cacciabombardiere che vola a poche decine di metri dal suolo per sfuggire ai missili avversari e prossimo alla sua velocità massima con un fucile da caccia. Oltre ai problemi di gittata efficace, che nel caso di alcune carabine può arrivare a poco meno di un paio di centinaia di metri, viene da chiedersi come abbia potuto effettuare il puntamento, stante appunto le caratteristiche di volo già espresse. Ci risulta anche difficile pensare che un singolo colpo di fucile, qualora per un caso estremamente fortunato il pensionato fosse riuscito a colpire il caccia, abbia potuto causare un danno di tale entità da causare la perdita del velivolo, che come abbiamo visto è nato per l’attacco al suolo quindi pensato per resistere a uno degli ambienti di combattimento più duri, se pur con caratteristiche di sopravvivenza non paragonabili a quelle del vetusto A-10 statunitense.

Molto probabilmente i rottami raccolti da Fedorovych sono quelli di uno dei Su-34 abbattuti dal tiro contraereo dell’esercito ucraino, e l’anziano cacciatore ci ha ricamato sopra una storia che il governo ucraino ha deciso di sfruttare a livello propagandistico al pari delle voci circolate sul “Fantasma di Kiev”, il fantomatico pilota da caccia che avrebbe abbattuto “decine” di aerei russi nelle prime fasi del conflitto. Ci sentiamo di affermare che l’unica cosa vera in tutta questa storia, oltre ai detriti del Su-34, è la medaglia ricevuta da Fedorovych: testimonianza in questo caso, più che dello spirito combattivo della popolazione civile comunque evidenziato da episodi di ben altra natura, di una propaganda che sta assumendo sfumature alquanto parossistiche.

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