Guerra /

Immagini satellitari mostrano che la Corea del Nord sta smantellando alcuni siti utilizzati per i test e lanci di missili. Come riporta il sito 38 North – poi ripreso anche dal New York Times – durante l’ultimo sorvolo su Sohae i satelliti hanno ripreso lo smantellamento di alcune strutture fondamentali per il lancio di vettori in quella che è la base ufficialmente adibita a porre in orbita i satelliti di Pyongyang.

In particolare dalla riprese si nota che la struttura atta a preparare i missili per il lancio – che scorre su binari – ed il vicino edificio utilizzato per effettuare i test dei motori a razzo, sono in fase di smantellamento: il tetto e le strutture di supporto sono state parzialmente rimosse e numerosi veicoli sono presenti nel sito, incluse una grossa gru. In un’immagine di un paio di giorni dopo il primo passaggio satellitare si nota la continua presenza di tali veicoli e mezzi dimostrando che i lavori di smantellamento fanno progressi, come dimostrato anche dal fatto che un angolo della struttura è stato completamente smontato e le sue parti sono ben visibili disposte sul terreno – messe quindi consapevolmente in bella mostra per i satelliti. Nelle immagini dei due passaggi si nota, però, che i due bunker per lo stoccaggio del carburante/ossidante e l’edificio principale sono rimasti intatti.

La Corea del Nord sta davvero perseguendo il disarmo nucleare?

La propaganda di Kim Jong-un ha più volte ribadito che il Paese ha raggiunto la capacità di portare un attacco nucleare sulla totalità del suolo americano: i missili intercontinentali tipo “Hwasong” 14 e 15 sono a tutti gli effetti dei vettori in grado di colpire gli Stati Uniti, ma la reale portata deve essere valutata al massimo carico bellico. Molto probabilmente solo il missile “Hwasong 15” è in grado di raggiungere gli Stati Uniti continentali con una testata atomica ed il fattore che rende un’analisi delle reali possibilità di attacco nordcoreane alquanto difficoltosa è la stessa metodologia con cui i vettori vengono sviluppati: la Corea del Nord non segue un programma di sviluppo – fatto di diversi test prima della dichiarazione di operatività – al pari di quello occidentale o russo. Pertanto qualsiasi lancio missilistico viene considerato come una vera e propria esercitazione e tanto basta al Regime per parlare di raggiunta operatività.

Verosimilmente la Corea del Nord non possiede ancora un numero consistente di missili operativi in grado di colpire gli Usa ma i lavori per implementare questa capacità potrebbero essere proseguiti in segreto: recentemente, infatti, sempre tramite ricognizione satellitare, è stato notato che Pyongyang ha continuato i lavori di ingrandimento di un complesso industriale destinato alla fabbricazione di missili a combustibile solido. Secondo l’intelligence americana la Corea del Nord avrebbe anche continuato a produrre esplosivo nucleare per il proprio arsenale aumentando la produzione di uranio arricchito.

Tutto questo è avvenuto in pieno clima di distensione post vertice di Singapore, pertanto è ragionevole supporre che Kim Jong-un mostri da un lato la volontà di adeguarsi alle linee generali dell’accordo bilaterale con Trump, dall’altro, come la storia della Corea del Nord ci insegna, tenga una “riserva strategica” da usare diplomaticamente qualora i rapporti con Washington e con Seul dovessero degenerare. Del resto la storia dei rapporti tra i due Paesi è fatta di sospetto e accuse di tradimento reciproche, ed è difficile che improvvisamente decenni di scontri diplomatici – e militari – vengano improvvisamente dimenticati, soprattutto a nord del 38esimo parallelo.