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Quante probabilità ci sono che la Bielorussia possa entrare in guerra al fianco della Russia, contro l’Ucraina e le potenze occidentali? Se qualche mese fa rasentavano lo zero, oggi questa ipotesi non è affatto da escludere.

Anche perché la temperatura è sempre più calda, a maggior ragione dopo le ultime dichiarazioni rilasciate da Aleksandr Lukashenko. Il presidente bielorusso ha dichiarato che qualche giorno fa Minsk ha sventato un attacco missilistico ucraino contro le proprie strutture militari. Lukashenko, che non ha fornito prove a sostegno di questa affermazione, si è semplicemente limitato a ribadire che la Bielorussia non vuole la guerra ma che è pronta a combattere qualora il suo territorio dovesse essere invaso.

Al netto dell’uscita dell’alleato di Vladimir Putin, le autorità di Kiev sono preoccupate per le notizie di una crescente chiamata alle armi di coscritti bielorussi, in una mobilitazione militare non dichiarata che sta facendo temere una possibile entrata in guerra della Bielorussia. “L’ipotesi di un ingresso diretto in guerra della Bielorussia aumenterà proporzionatamente ai successi russi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.



“Ci stanno provocando”

Lukashenko ha spiegato che i suoi militari avrebbero intercettato e neutralizzato un attacco missilistico proveniente dal territorio ucraino. “Ci stanno provocando”, ha dichiarato il presidente bielorusso. “Grazie a Dio, i sistemi antiaerei Pantsir sono riusciti a intercettare tutti i missili lanciati dalle forze armate ucraine”, ha quindi proseguito Lukaschenko, ribadendo che nella cosiddetta “operazione militare speciale” russa in Ucraina non sono coinvolte truppe del suo Paese. La Cnn ha cercato di capirne di più ma, a quanto pare, l’esercito ucraino non avrebbe risposto alle richieste di commento fornite dall’emittente.

Al di là delle parole, oltre il confine settentrionale ucraino sono stati segnalati movimenti sospetti. Lo Stato Maggiore di Kiev ha denunciato una “mobilitazione nascosta”, nonché esercitazioni per i nuovi coscritti programmate per le prossime settimane. Il quotidiano online Zerkalo, vicino all’opposizione bielorussa, ha sottolineato che numerosi lettori della regione di Gomel, al confine con l’Ucraina, segnalano l’arrivo di ordini di presentarsi alle autorità militari per arruolamento nell’esercito.

La posizione della Bielorussia

La Bielorussia è una fedele alleata della Russia. Dal suo territorio sono partiti attacchi missilistici e aerei russi contro l’Ucraina mentre, lo scorso 24 febbraio, le forze di Mosca sono entrate in Ucraina anche dal confine bielorusso. In ogni caso, fino a questo momento Minsk non è entrata direttamente nel conflitto.

Eppure, nei primi giorni del conflitto i bombardieri russi Tu-22 Backfire hanno utilizzato lo spazio aereo bielorusso per lanciare attacchi coordinati di missili da crociera contro obiettivi situati all’interno del territorio ucraino. L’aeronautica ucraina ha dichiarato che una settimana fa sei bombardieri russi Backfire che sorvolavano lo spazio aereo bielorusso hanno lanciato 12 missili da crociera Kh-22 contro obiettivi localizzati a Kiev, Chernihiv e Sumy. “Oggi veniamo criticati per essere l’unico paese al mondo a sostenere la Russia nella sua lotta contro il nazismo. Sosteniamo e continueremo a sostenere la Russia”, ha recentemente dichiarato Lukashenko. Quest’ultimo ha inoltre fatto sapere che le forze armate bielorusse hanno l’ordine di tenere sotto tiro i centri del potere nelle capitali occidentali.

Ricordiamo che a giugno Putin ha svelato che avrebbe presto consegnato alla Bielorussia sistemi missilistici Iskander-M in grado di lanciare missili con testate nucleari. Dal canto suo, Lukaschenko ha tuonato che Minsk e Mosca devono essere pronte a schierare anche “l’arma più seria” per difendersi da attacchi esterni. Il timore che un casus belli qualunque possa coinvolgere anche la Bielorussia è sempre più grande.

A conferma di quanto ricostruito, Il Regno Unito ha annunciato nuove sanzioni contro la Bielorussia, compreso un blocco commerciale di un valore di circa 60 milioni di sterline, per il suo ruolo e l’appoggio alla Russia nell’invasione dell’Ucraina. Le sanzioni sono state annunciate dal ministero degli Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo di sua Maestà. Queste consistono nel divieto di importare acciaio e ferro bielorussi e di esportare in Bielorussia prodotti petroliferi raffinati, tecnologia avanzata e beni di lusso. Le sanzioni entreranno in vigore nelle prossime ore e prevedono anche il divieto per le aziende bielorusse di emettere azioni a Londra.

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