La geopolitica della corsa allo spazio
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Continuare a rifornire l’Ucraina di armi e di tutto l’aiuto necessario per fronteggiare l’esercito russo, oppure lasciare che Mosca si impadronisca di un pezzo d’Ucraina e accettare, di fatto, una vittoria militare del Cremlino. Non ci sono altre opzioni sul tavolo, con gli Stati Uniti che sembrano ormai essersi orientati sulla prima opzione. Il prezzo da pagare, per Washington e i suoi alleati, si chiama però conflitto prolungato, con annesso il rischio di un’escalation involontaria.

Sembra che simili prospettive, simili alla long war afghana, non impensieriscano più di tanto l’amministrazione democratica guidata da Joe Biden, visto che il presidente statunitense ha appena aumentato gli aiuti militari a Kiev, scegliendo di destinare un ulteriore miliardo di dollari per la sicurezza dell’Ucraina, nella più grande tranche di assistenza Usa mai autorizzata fino ad oggi. Sulla stessa scia degli Stati Uniti, anche diverse nazioni europee, come Germania e Slovacchia, pronte a spedire le loro armi avanzate, tra cui sistemi di lancio multiplo ed elicotteri.

Le conseguenze di questa strada, tuttavia, potrebbero essere piuttosto pesanti, non solo per Kiev ma per il mondo intero. Il blocco occidentale dà la sensazione di esser pronto a rischiare un’escalation involontaria con la Russia – che più volte ha minacciato reazioni, nel caso di invio di armi pesanti all’esercito ucraino – ma anche un effetto destabilizzante della guerra sulla fame nel mondo e sull’economia globale.



Verso una guerra prolungata?

Il Washington Post ha parlato, a questo proposito, di guerra prolungata. È uno scenario sempre più probabile ma che merita di essere approfondito. Le nuove armi hanno spinto Zelensky ad una promessa audace: riconquistare tutti i territori dell’Ucraina controllati dalla Russia, anche le aree annesse da Mosca prima dello scorso 24 febbraio. Il punto è che le intenzioni del presidente ucraino appaiono a dir poco velleitarie.

Nonostante gli ingenti aiuti ricevuti, infatti, la maggior parte degli analisti sostiene che, al massimo, Kiev può ambire ad ottenere una situazione di stallo. La battaglia nel Donbass, in fase di svolgimento da ormai diverse settimane, ha mostrato l’altro volto dell’esercito russo. Mosca, seppur pagando costi piuttosto alti, continua a rosicchiare porzioni di territorio ucraino nella più classica delle guerre di attrito.

Come spiegato in apertura, se questa è la fotografia militare, gli Stati Uniti possono continuare a offrire all’Ucraina speranze più o meno realistiche – sostenendo uno status quo potenzialmente sanguinoso con le suddette conseguenze globali che comporterebbe – o, in alternativa, staccare la spina, consentendo a Mosca di prevalere. In tutti i casi ci sarebbero dei contraccolpi da mettere in conto.

Una scelta difficile

Un alto funzionario del dipartimento di Stato Usa ha detto al Wp che i funzionari dell’amministrazione Biden avevano discusso in merito alla possibilità di un conflitto prolungato, con effetti di ricaduta globale, da prima di febbraio, ovvero prima dell’inizio della guerra. L’amministrazione Biden spera adesso che le nuove armi, unite all’effetto delle successive ondate di sanzioni e all’isolamento diplomatico della Russia, possano fare la differenza in un’eventuale conclusione negoziata della guerra.

Gli stessi funzionari, inoltre, sarebbero intenzionati a bloccare Vladimir Putin perché un’eventuale vittoria del Cremlino in Ucraina, secondo loro potrebbe incoraggiare il presidente russo ad attaccare altri vicini o addirittura colpire i membri della Nato. Detto altrimenti, gli Stati Uniti intenderebbero contrastare Mosca a qualunque costo. Anche a costo di affrontare una recessione globale e una crisi alimentare nel mondo probabilmente senza precedenti.

La prospettiva di una conclusione negoziata del conflitto, intanto, sembra ancora lontana, con Putin che appare intenzionato ad impadronirsi dell’intera regione del Donbass, per poi offrire un cessate il fuoco che congelerebbe il controllo russo su quelle aree. “La mia preoccupazione è che la Russia da un lato e gli ucraini ei loro partner dall’altro stiano perseguendo obiettivi reciprocamente incompatibili“, ha spiegato Samuel Charap, un esperto di Russia presso la RAND Corporation. Le conseguenze? Un testa a testa continuo, in vista di una guerra prolungata che potrebbe trasformarsi in un conflitto a bassa intensità.

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