Damasco è sempre più una città ‘normale’, fatto salvo ovviamente tutto quel che comporta l’essere capitale di uno Stato in guerra; nei giorni scorsi anche Daraya è tornata ad essere una città siriana, con la bandiera della Repubblica Araba di nuovo issata presso il locale municipio e con la volontà dei suoi cittadini di riprendere un’esistenza dignitosa dopo quattro anni di guerra.Per approfondire: In Siria si apre il fronte curdoLa presa di questa città da parte dell’esercito di Bashar Al Assad è non solo strategica, ma anche simbolica; Daraya infatti è una città importante nel contesto urbano di Ghouta Ovest, ossia dei quartieri e dei municipi che lambiscono Damasco ad ovest dal suo centro e che si affacciano sull’autostrada che collega la capitale siriana con Beirut. La caduta di questo centro nelle mani dei ribelli e dei terroristi, avvenuta tra il 2012 ed il 2013, ha voluto significare un punto importante nell’attacco diretto ad Assad da parte dei suoi nemici; grazie al controllo di Daraya infatti, i gruppi armati hanno iniziato a controllare proprio l’autostrada per il Libano, imprigionando anche gli stessi abitanti del centro della capitale siriana. Dopo quella battaglia, ad un certo punto è sembrato che la stessa Damasco fosse in bilico e che la sua difesa era oramai vera e propria impresa ai limiti di ogni possibilità; adesso però, Daraya è tornata nel pieno possesso del governo siriano grazie ad una lenta e paziente avanzata, che è andata di pari passo con quella che sta ancora procedendo nel Ghouta Est, dove la ‘sacca’ ribelle appare sempre più sbriciolata e dove si sta provando a portare nuovamente nelle mani dell’esercito siriano il controllo di città come Duma, Irbin e Jobar, al fine di porre definitivamente sotto sicurezza la capitale.Prima la difesa proprio dell’autostrada e della ‘cintura’ ovest del centro di Damasco, poi l’avanzata attorno Darayya e quindi un lungo assedio che ha logorato il morale dei terroristi ed ha impedito loro rifornimenti di ogni genere; alla fine, gli stessi gruppi armati hanno preferito la resa mentre dal canto suo il governo, per evitare ulteriore spargimento di sangue tra i civili ha offerto ai ribelli la possibilità di allontanarsi con le famiglie nella zona di Idlib, controllata da quel gruppo che fino a luglio si chiamava Al Nusra, in cambio ovviamente della consegna delle armi e della resa.Per approfondire: Perché Al Nusra cambia nomeE così, dopo quattro anni lo stato siriano si riappropria di Daraya; eccezion fatta per la cittadina di Al Moadamyeh, in cui comunque vige una tregua e non si spara più da circa un mese, l’intera zona ovest di Damasco è ora al sicuro ed in mano alle forze governative e questo, oltre che per il significato simbolico sopra descritto, è importante anche a livello pratico: dalla capitale verso il Libano l’autostrada non è più esposta ad avamposti ribelli e terroristici, gli stessi cittadini di Damasco si possono riappropriare di una zona della loro città troppo vicina a quel municipio teatro di una delle battaglie più lunghe di questa disgraziata guerra.Una vittoria sul campo che non ammette repliche; l’esercito siriano sta progressivamente, lentamente ma in modo sempre costante, mettendo in sicurezza tutta l’area della capitale, presupposto indispensabile per poter poi procedere nella riconquista delle altre zone del paese in mano ai terroristi di Al Nusra ed Isis.Per approfondire: La Siria ha un problema. E non è IsisCon la conquista di Darayya, inoltre, i comandi dell’esercito possono disimpegnare da questa importante città migliaia di uomini e centinaia di mezzi, dislocandoli in altre località; in tal proposito, si parla già di un invio delle unità impegnate fino a pochi giorni fa nella sacca del Ghouta Ovest presso quella più insidiosa del Ghouta Est, altre invece potrebbero essere spedite nella provincia di Latakia, al fine di accelerare nel progetto di conquista delle ultime roccaforti ribelli di quella zona ed accedere alla provincia di Idlib, lì dove il ‘califfato’ di Al Nusra sta in pianta stabile da più di diciotto mesi.Mentre la diplomazia stenta, specialmente in questa ultima settimana di agosto, mentre nel nord della Siria si sta giocando una vera e propria partita a scacchi tra Russia, USA e Turchia, con i curdi e le sorti dello stato islamico di mezzo, il governo siriano sta cercando intanto di consolidare la sicurezza in quelle zone strategiche dove è vitale sventare ogni tipo di minaccia terroristica; la conquista di Darayya in tal senso, è un passo notevole, così come lo sono le avanzate nel Ghouta est e ad Aleppo. Proprio dalla seconda città siriana, emergono altre novità; dopo l’offensiva dei terroristi, in cui si è provato a togliere l’assedio da parte dell’esercito siriano, le forze fedeli ad Assad stanno reggendo impedendo ai ribelli di penetrare all’interno del perimetro di Aleppo da loro controllato. I continui raid aerei russi e siriani, fanno presagire ad un’altra nuova offensiva governativa volta a recuperare altro terreno in quella che fino al 2011 era la capitale economica del paese.Intanto comunque, nella stessa Damasco in questi giorni gli abitanti possono iniziare a godersi un clima più tranquillo che sa più di città normale che di grande capitale assediata; un altro passo, l’ennesimo di questo 2016, dopo la conquista di Palmyra e le avanzate ad Aleppo e nel Ghouta, verso la restaurazione di un clima di normalità anche se, e questo i siriani lo sanno bene, ancora tanto altro resta da fare sul campo come sul tavolo dei negoziati.

GILET GIALLI: UN ANNO DOPO
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