Occhio alla successione delle dichiarazioni: prima il presidente Zelensky lamenta che gli americani non hanno passato le solite informazioni di intelligence e non hanno avvertito Kiev del bombardamento dell’altra sera (per la cronaca: è stato il singolo attacco russo a base di missili ipersonici Zirkon più massiccio di sempre: 25 ordigni su Kiev e altri parti del Paese); poi interviene il ministro degli Esteri Andrij Sybiha per dire che no, è tutto normale; infine arriva Sergiy Beskrestnov, consigliere di Zelensky per i temi della Difesa, per annunciare che SpaceX, l’azienda di Elon Musk, ha introdotto delle limitazioni al funzionamento del “pacchetto militare” dei servizi Starlink (StarShield) per l’Ucraina. L’altalena delle dichiarazioni testimonia del fatto che a Kiev c’è un’oggettiva difficoltà a leggere le mosse della Casa Bianca.
Dopo la pugnalata alle spalle di Donald Trump, con l’annuncio dell’accordo sul gasolio con Vladimir Putin, che implica la sospensione delle sanzioni contro la Russia fino all’aprile del 2027, e la conseguente brusca interruzione dei colloqui tra gli emissari di Zelensky e quelli di Trump a Miami, la questione dei satelliti e della connessione messi a disposizione da Musk non era stata apertamente sollevata da nessuno tranne che da… Musk. Il quale, peraltro, si era limitato a un sibillino “Zelensky è andato troppo oltre”.Concetto di difficile interpretazione, se applicato a un Paese invaso e quotidianamente sottoposto a bombardamenti sempre più intensi. Ma tant’è. In vista delle elezioni di metà mandato Trump deve recuperare consenso: gli è indispensabile far calare il prezzo dei carburanti per trasportatori e agricoltori, due fasce della popolazione tipica del suo elettorato, e dunque vale tutto. Con la relativa chiamata a raccolta di fedeli e fedelissimi, come Musk.
Nessuno, sul lato americano della questione, ha mai minacciato apertamente l’Ucraina di ritirare la condivisione di informazioni di intelligence e di limitare (o addirittura annullare) i servizi di Star Link. Però di voci ne corrono tante. Secondo autorevoli media Usa, sarebbero stati proprio Steve Witkoff e Jared Kushner, gli inviati prediletti di Trump, a minacciare il provvedimento nell’infelice incontro di Miami, con un tono quasi da ricatto: o smettete di colpire le raffinerie russe oppure noi… E poi, soprattutto, ci sono le lamentele dei comandanti ucraini al fronte che, guarda combinazione, proprio in questi ultimi giorni, hanno cominciato a registrare problemi nelle comunicazioni e, ancor più, nella gestione dei droni. Sia quelli ‘attacco, indispensabili per colpire le infrastrutture russe e tenere a bada le truppe russe al fronte, sia quelli intercettori, non meno preziosi quando si tratta di respingere i missili russi, ora perdono il segnale quando raggiungono una certa velocità, ovvero nel momento decisivo, e non possono quindi essere diretti sul bersaglio.
La reazione di Zelensky
Quando Trump ha fatto il famoso annuncio sul gasolio, a cui nei giorni successivi ha aggiunto le famose invettive su Putin che vuole un accordo più di Zelensky, sul fatto che in Ucraina bisogna tenere elezioni e sull’Ucraina che dovrebbe avere un nuovo presidente, Zelensky non ha perso tempo: ha avuto colloqui telefonici con i leader di mezza Europa e poi è volato a Londra, dove sa di avere in Andy Burnham un fedele alleato. Gli europei, però, possono fornire armi e denaro, magari sforzarsi di fare di più. Ma non sono in grado di sostituire un’architrave della resistenza ucraina come Star Link, indispensabile per le forze armate ma anche per una vasta gamma di usi civili, dalla gestione degli ospedali e dei pazienti al traffico ferroviario. E, cosa di fondamentale importanza, impenetrabile ai russi.
Anche la storia dello sbarco di Star Link in Ucraina lo dimostra. Il 24 febbraio 2022, primo giorno dell’invasione, la Russia sferrò un attacco informatico contro la rete satellitare KA-SAT GEO di ViaSat, utilizzata dalle forze armate ucraine, oltre a colpire con mezzi più convenzionali le infrastrutture delle comunicazioni del Paese. Quell’evento, oltre a dimostrare fin da subito che la guerra portava con sé un carattere tecnologico molto accentuato, accelerò l’arrivo di Starlink in Ucraina. Pochi giorni dopo, il 26 febbraio il Vice Primo Ministro ucraino e Ministro della Trasformazione Digitale Mykhailo Fedorov (poi, dal gennaio 2026 e per soli sei mesi, Ministro della Difesa), chiese a Elon Musk (molto tipicamente, con un post su X) di attivare il servizio Starlink in Ucraina. Musk reagì immediatamente: il 27 febbraio l’Ucraina già otteneva l’accesso alla rete e il giorno dopo riceveva il primo lotto di terminali.
Da allora Star Link è diventato non UN mezzo di comunicazione dell’Ucraina ma IL mezzo che permette non solo di comunicare, combattere e far funzionare gli impianti civili ma di tenere insieme il Paese. Le disfunzioni registrate in questi giorni (anche se, a quanto pare, solo nel settore militare) vanno dunque interpretate come un ammonimento degli americani. Se non vuole conseguenze peggiori, Zelensky deve allinearsi e consentire a Trump di abbassare i prezzi dei carburanti (la Russia, prima della guerra, era titolare del 10% del gasolio commercializzato nel mondo) prima delle elezioni di metà mandato.
La minaccia americana, vera o presunta che sia, tra l’altro, è particolarmente pesante pesante in questa fase. Non solo perché la superiorità russa nel settore missilistico viene contrastata con sempre maggior fatica dalle difese ucraine, che hanno bisogno di tutti i mezzi possibili per resistere. Ma anche perché, per uno Star Link che rischia di spegnersi, c’è un Rassvet che sta per accendersi. Il sistema satellitare cui i russi lavorano da diversi anni è ormai una prospettiva concreta. 16 satelliti russi sono già in orbita e operativi, Roskosmos e il ministero della Difesa progettano di aver circa 300 entro la fine il’anno prossimo. Quote molto lontane dalle migliaia di satelliti del sistema Star Link ma più che sufficienti per coprire l’Ucraina e dirigere i colpi contro i bersagli più delicati. L’Ucraina e il suo leader Zelensky hanno vissuto molti momenti difficili ma questo, oggettivamente, li supera tutti.
Riferimenti
Per la dichiarazione di Musk: https://youtu.be/ByzIcT6yK5g?si=Fqk4KZUDU3GOOIOK
Per le dichiarazioni di Trump: https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/10/12/ucraina-trump-accordo-putin-zelensky-1131277
Per l’uso di Star Link: https://www.google.com/search?client=safari&rls=en&q=why+star+link+is+so+important+to+ukraine&ie=UTF-8&oe=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:6845186a,vid:rwxz19Wn2s8,st:0
Per il sistema Rassvet: https://it.insideover.com/guerra/guerre-spaziali-la-russia-schiera-rassvet-e-minaccia-starlink.html
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