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Recentemente è rimbalzata nelle agenzie stampa la notizia che il Regno Unito sarebbe in procinto di fornire all’Ucraina i missili “Storm Shadow”, ovvero dei vettori da crociera a medio/lungo raggio lanciabili dai cacciabombardieri. Il quotidiano britannico The Guadian riferiva martedì 9 maggio che la Gran Bretagna e un gruppo di alleati europei sperano di fornire all’Ucraina missili da crociera a lunga distanza, di portata simile a quelli che gli Stati Uniti hanno finora rifiutato di fornire a Kiev, il che potrebbe consentire a Kiev di colpire più in profondità nella Crimea occupata o nello stesso territorio delle Federazione più di quanto stiano già facendo con l’ausilio di droni.

Un documento governativo finito nelle mani del Guardian afferma che Londra chiede ai produttori di armi occidentali di offrire “missili o razzi con una gittata di 100-300 chilometri” tramite il fondo internazionale per l’Ucraina, gestito congiuntamente da Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia .

Le capacità specificate sono in linea con il missile “Storm Shadow” che ha una portata di “oltre 250 chilometri” secondo quanto riferito dal suo produttore, il gruppo europeo Mbda, che li fabbrica per Regno Unito e Francia. Un anonimo funzionario britannico ha affermato che i requisiti dell’appalto erano “piuttosto coerenti” con lo “Storm Shadow”, sebbene abbia sottolineato che non sia ancora stata presa alcuna decisione definitiva.

Kiev ha cercato a lungo missili a lungo raggio per colpire le concentrazioni di truppe nemiche e gli hub logistici in profondità dietro la linea del fronte, ma la Casa Bianca ha sempre rifiutato di fornire all’Ucraina armi che potrebbero essere usate per colpire ben addentro i confini della Russia, temendo un’escalation del conflitto.

Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a fine febbraio si è lamentato con il capo dell’esercito, il generale Valeriy Zaluzhny, poiché l’Ucraina “non ha missili a lungo raggio in grado di raggiungere gli schieramenti di truppe nemiche in Russia”. In effetti, proprio in quel periodo, il londinese Times riferiva che Kiev era pronta a usare missili britannici per colpire la Crimea, e si pensava che il candidato migliore fosse proprio lo “Storm Shadow”, per via della sua portata che potrebbe anche raggiungere i 560 chilometri (con profilo di volo lo-lo) nelle versioni usate da Francia e UK, mentre per quella da esportazione la gittata è data “oltre i 250 chilometri”.

Se però andiamo a guardare ancora più indietro nel tempo, già a novembre del 2022 erano circolate le prime voci in merito alla possibilità di fornire l’Ucraina di missili da crociera, che potrebbero venire lanciati dai suoi velivoli previo adeguamento dei sistemi di bordo, così come avvenuto per i missili antiradiazioni Agm-88 “Harm” utilizzati in guerra dai MiG-29 e Su-27 ucraini.

Questa questione non è da sottovalutare: come già spiegato proprio per parlare degli “Harm” usati dagli ucraini, i missili di fabbricazione occidentale sono pensati per i velivoli occidentali, quindi necessitano di un software di bordo per poterli utilizzare al meglio e di relativi cablaggi. Per quanto riguarda quest’ultimo fattore, basterebbe un adattatore da montare sui piloni del cacciabombardiere, mentre il primo è di più complessa gestione, perché richiede che il personale tecnico occidentale – in questo caso di Mbda – metta fisicamente le mani sul “cervello” del velivolo.

L’adeguamento dei MiG-29 e Su-27 ucraini per il missile Agm-88 è stato complesso, per via della stessa caratteristica del vettore che è pensato per colpire sorgenti radar avversarie e ha diverse tipologie di funzionamento/ingaggio, anche se riteniamo che gli “Harm” usati in Ucraina, proprio per via della complessità dell’aggiornamento delle componenti elettroniche dei velivoli ucraini, siano settati solo in una particolare modalità che potrebbe essere quella pre-briefed, in caso si conoscano le posizioni approssimative dei radar ostili, o Ruk/Too (Range Unknow / Target Of Opportunity) che viene usata quando non si conosce la posizione del bersaglio ma solo la sua direzione e si ha una stima della sua distanza. I tecnici statunitensi potrebbero aver risolto le problematiche relative ai sistemi di bordo dei caccia ucraini integrando nell’abitacolo un tablet collegato al missile per effettuare il puntamento.

Per gli “Storm Shadow” ci potrebbero essere delle problematiche simili, in quanto un vettore da crociera deve essere adeguatamente puntato ed è anche possibile impostarne la rotta seguendo dei waypoint precisi, ma alcuni ritengono che l’adeguamento sui caccia ucraini, che potrebbero essere i già citati MiG-29 e Su-27 uniti ai Su-24, potrebbe essere più semplice appunto perché il missile ha una modalità di funzionamento meno complessa rispetto agli “Harm”.

Se si procedesse alla fornitura di “Storm Shadow” all’aeronautica ucraina, sarebbe necessario quindi lavorare su un caccia di Kiev che, molto probabilmente, sarebbe portato in Polonia dove ci sono gli stabilimenti della Wzl a Varsavia e a Bydgoszcz, e lo stabilimento della Pzl a Mielec, che risultano essere stati coinvolti nell’adeguamento dell’Agm-88 con il MiG-29.

Come per ogni tipologia di armamento inviata al fronte, a fare la differenza sarà il numero: una manciata di missili da crociera non ribalterà le sorti del conflitto, come i missili russi non hanno costretto Kiev alla resa. Lo “Storm Shadow” è un’arma ben rodata: il suo battesimo del fuoco è stato nel 2003 durante l’invasione dell’Iraq, successivamente è stato impiegato contro la Libia di Gheddafi nel 2011 ed è stato utilizzato anche contro l’Isis in Siria, sebbene, in quest’ultimo caso, nella sua versione navalizzata (Scalp Naval).

Dal punto di vista politico lo “Storm Shadow” non romperebbe di fatto un tabù legato ai sistemi a lungo raggio, in quanto, sebbene i razzi degli Himars abbiano una portata massima di 80 chilometri, gli Stati Uniti hanno deciso di inviare in Ucraina le Glsdb (Ground Launched Small Diameter Bomb) che possono arrivare sino a 150 chilometri di portata, ma sicuramente la possibilità di quasi raddoppiare la distanza massima a cui si possono colpire obiettivi sarebbe sicuramente vista da Mosca come una minaccia ulteriore al territorio della Federazione, sebbene riteniamo che in questo momento non abbia molte carte da giocare per rispondere sul campo di battaglia, considerando anche che l’opzione peggiore (il nucleare tattico o un attacco verso le basi Nato usate per adeguare i caccia) sia fuori discussione perché né la Russia né gli Stati Uniti vogliono e possono permettersi un conflitto esteso, sebbene nel mondo militare, come sempre accade, si prendano in considerazione tutte le ipotesi, anche quelle più lontane dal realizzarsi.

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