Iran attacca Israele: le fasi dell’attacco

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LIVE – Dopo una giornata di relativa calma, le notizie hanno iniziato a rincorrersi tra loro a partire dal tardo pomeriggio di questo sabato: prima l’annuncio della chiusura di scuole e uffici in tutto il territorio israeliano, poi la “breaking news” relativa a un gabinetto di guerra d’emergenza fissato per mezzanotte in una delle sedi della Difesa israeliana, infine il discorso di Benjamin Netanyahu alla nazione in cui è stato ribadito “di essere pronti a ogni scenario”. Si è capito cioè che, ancora una volta, Israele e l’intero medio oriente avevano più o meno improvvisamente ricominciato il conto alla rovescia per un possibile attacco iraniano.

Soltanto che, a differenza degli ultimi giorni, gli allarmi questa volta sembrerebbero veritieri: dall’Iran, hanno avvisato fonti mediatiche israeliane, poco dopo le 22:00 ora locale sarebbero partiti diversi droni diretti verso lo Stato ebraico. L’esercito è stato posto in stato di allerta, mentre altri Paesi della regione hanno preso le proprie contromisure: la Giordania ad esempio, ha chiuso lo spazio aereo per il timore che gli ordigni lanciati da Teheran possano arrecare problemi alla propria sicurezza. Un’ulteriore conferma che qualcosa di grave si sta agitando sui cieli del medio oriente.

L’Idf conferma l’attacco in corso da parte iraniana

Quando a Tel Aviv erano quasi le 23:00, sui media locali è apparsa una nota del portavoce dell’esercito israeliano, Daniel Hagari. Nelle sue parole si è avuta la prima conferma ufficiale da parte dello Stato ebraico dell’attacco partito dall’Iran contro il proprio territorio: “Confermiamo che decine di droni sono stati lanciati dall’Iran verso il nostro territorio – si legge nelle dichiarazioni di Hagari – mentre vi parlo, gli ordigni stanno attraversando lo spazio aereo iracheno. Prima di raggiungere Israele, impiegheranno molte ore”. Il portavoce dell’Idf ha inoltre aggiunto che “sono state prese tutte le misure necessarie per difenderci”, compreso il disturbo del segnale Gps per intercettare i droni.

Sul Times of Israel, si parla però non solo di aerei senza pilota ma anche di missili balistici già lanciati o in procinto di essere lanciati: “L’Iran contro Israele non sta usando soltanto droni – è ribadito negli articolo del quotidiano israeliano – ma anche altri ordigni”. La conferma al Times sarebbe arrivata da alcuni ufficiali israeliani impegnati nei programmi di difesa avviati subito dopo i primi segnali di attacco. Gli attacchi di droni lanciati sarebbero almeno tre: i primi ordigni dovrebbero raggiungere lo spazio aereo israeliano alle ore 2:00 di Tel Aviv, l’1.00 in Italia.

L’allerta in tutta la regione

Tutti i Paesi confinanti con Israele sono in stato di allerta. La Giordania ha chiuso lo spazio aereo, l’Iraq ha decretato la mobilitazione di tutte le proprie forze armate: da un lato c’è l’esigenza di evitare incidenti tra i velivoli civili e gli ordigni lanciati dall’Iran, dall’altro ovviamente vige anche tra le priorità anche quella di prepararsi a ogni eventualità. Compresa quella dell’escalation. Anche perché intanto dalla pagina X del governo israeliano, è stato ribadito che Israele risponderà a ogni attacco e dunque le prossime ore potrebbero essere decisive per comprendere l’evolversi della situazione.

In allerta ovviamente anche le forze Usa nella regione. Il presidente Biden ha ordinato ai propri uomini sul campo di seguire passo dopo passo la vicenda e trovarsi pronti in caso di necessità. Aerei e navi statunitensi risultano in queste ore in azione dal Golfo Persico fino al Mediterraneo: la nottata appena iniziata potrebbe essere molto lunga e potrebbe segnare l’inizio di una fase non necessariamente breve. Lo stesso Biden, così come anticipato dai network statunitensi, dovrebbe tenere un discorso nelle prossime ore dopo essere rientrato alla Casa Bianca.

I raid israeliani nel sud del Libano e in Siria

I media israeliani hanno mostrato, poco dopo la notizia del primo attacco iraniano, la riunione del gabinetto di guerra presieduto da Netanyahu tenuto in uno dei bunker usati per le emergenze. Da qui i vertici dello Stato ebraico stanno esaminando la situazione e prendendo le prime contromisure: tra queste, occorre annoverare i raid in corso nelle regioni meridionali del Libano e in alcune aree della Siria non lontane dal Golan.

I bombardamenti sono stati descritti da fonti libanesi come molto intensi e sono iniziati nella tarda serata di sabato. Nel mirino degli ordigni israeliani, obiettivi di Hezbollah situati non lontano dal confine con Israele. Probabilmente l’obiettivo dell’Idf è quello di evitare l’attivazione dei miliziani sciiti libanesi, i quali con i propri razzi potrebbero saturare o comunque rendere meno efficace il sistema Iron Dome.

Caccia in volo

Ad attivarsi in queste ore non è stata solo la difesa israeliana: molti network Usa infatti, hanno riferito del decollo di almeno due caccia statunitensi diretti all’interno dello spazio aereo iracheno. L’obiettivo dei velivoli sarebbe quello di intercettare già sopra il territorio dell’Iraq i droni diretti in Israele ed “alleggerire” quindi il peso sul sistema difensivo già operativo in Israele. Assieme ai caccia Usa, in volo ci sarebbero almeno due aerei militari francesi e diversi mezzi britannici. Questi ultimi avrebbero intercettato alcuni droni al confine tra Siria e Giordania.

I primi droni su Israele

Come previsto, alle 2:00 ora locale (ore 1:00 italiana) i primi ordigni hanno fatto la loro comparsa sui cieli israeliani. Gli allarmi anti aerei hanno risuonato nel nord del Paese, anche per via dei razzi lanciati da Hezbollah, a Gerusalemme e nel sud. Esplosioni sono state riportate ad Haifa, principale città del nord di Israele, fonti locali hanno parlato anche di ordigni caduti nel deserto del Negev, non lontano da Beersheva. Qui, nei pressi della località beduina di Arad, un bambino di dieci anni sarebbe rimasto ferito dopo l’impatto di un drone. Almeno cento droni invece, stando alle dichiarazioni riportate dalla radio militare, sarebbero stati abbattuti al di fuori dello spazio aereo israeliano anche con l’aiuto degli alleati.

Il sistema Iron Dome ha contribuito a intercettare molti ordigni piovuti sulle aree israeliane in cui è stata attivata l’allerta aerea. Si prevedono però nuovi attacchi nelle prossime ore, anche perché dall’Iran sarebbero almeno tre le ondate di droni avviati contro il territorio dello Stato ebraico. Negli Usa, dove è stato annullato il discorso del presidente Biden, non sono pochi i funzionari che hanno rivelato ai media la possibilità che l’azione iraniana, con il trascorrere della nottata, possa mette in difficoltà parte delle difese israeliane.