La geopolitica della corsa allo spazio
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In questo momento le manovre militari della Russia si concentrano in due aree chiave dell’Ucraina: nel quadrante orientale, che comprende l’intero Donbass, e in quello meridionale, più nello specifico lungo la fascia costiera che si estende per tutto il Mar d’Azov fino alla città di Kherson.

Eppure c’è chi continua a dirsi preoccupato per un possibile, nuovo cambio di programma di Mosca. Il timore più grande è che l’esercito russo possa, presto o tardi, tornare a puntare dritto sulla capitale Kiev, proprio come avvenuto durante i primi giorni del conflitto.

Più che una paura, quella espressa da Vitali Klitshhko, sindaco di Kiev, è una considerazione dettata da alcuni, presunti indizi. “La Russia spera ancora di prendere il controllo della capitale ucraina”, ha dichiarato Klitschko al forum economico mondiale di Davos. “Non è un segreto che la priorità della Russia sia occupare l’intera nazione e l’obiettivo principale di Mosca è ancora la capitale dell’Ucraina, il cuore del Paese”, ha aggiunto il primo cittadino della capitale ucraina.



Kiev nel mirino di Mosca?

Klitschko ha quindi proseguito nella sua invettiva contro Mosca. “È chiaro che non si tratta di un’operazione militare speciale, come sostiene la Russia. Si tratta del genocidio del popolo ucraino con bambini, donne e anziani uccisi”, ha tuonato il sindaco trattenendo a stento la commozione.

Dal suo cellulare, il primo cittadino della capitale ucraina ha poi fatto ascoltare alla platea le sirene d’allarme che “suonano due-tre volte al giorno a Kiev”. “È difficile capire, e spiegare qui a Davos, come le persone possano perdere la propria casa in un attimo – o perdere improvvisamente amici, parenti o genitori. E tornare alla vita normale non è facile. Ci sono ancora persone che trascorrono mesi nei rifugi”, ha raccontato.

Klitschko ha quindi raccontato che molte persone gli chiedono se possono rientrare nella capitale: “Io rispondo che è una loro responsabilità perché non possiamo garantire la sicurezza. Non abbiamo molti servizi, ma stiamo facendo del nostro meglio”. L’intervento del sindaco è terminato con la rievocazione del massacro di Bucha (“Il mondo intero ha visto le prove” del massacro russo “dalle città satellite come Bucha”) e l’interrogativo sui piani del Cremlino. “Abbiamo bisogno delle armi perché non sappiamo quanto i russi vogliano espandersi”, ha concluso Klitschko.

Le prossime mosse dell’esercito russo

Insomma, il sindaco di Kiev sostiene che la Russia abbia ancora intenzione di conquistare non solo la capitale dell’Ucraina ma l’intero Paese. La tesi di Klitschko, a dire il vero, sembra poggiare molto sull’emotività, sulla paura e sul terrore vissuti sulla pelle di chi ha temuto l’assalto di Mosca alla propria città.

Le forze del Cremlino, infatti, danno la sensazione di aver ridimensionato i loro piani e di volersi concentrare su obiettivi più concreti, come la conquista del Donbass e degli ultimi tasselli rimasti sulla fascia costiera.

Difficile, comunque, ipotizzare cosa voglia fare la Federazione Russa nel lungo periodo. Quasi sicuramente, almeno nell’immediato, nell’agenda dei russi c’è la presa definitiva del Donbass, seguita probabilmente da un affondo sul quadrante meridionale. Resta un importante interrogativo: Mosca tenterà l’assalto a Odessa per poi tagliare l’Ucraina completamente fuori dal mare e unire i territori conquistati con la Transnistria? Molto dipenderà da come andranno le operazioni militari sul campo e come si comporterà la resistenza ucraina.

Nel caso in cui i russi dovessero centrare tutti gli imminenti obiettivi, per di più senza perdite troppo gravi, allora non è da escludere una fantasmagorica nuova fase della guerra. Una fase che potrebbe consentire ai russi di espandersi ulteriormente nel cuore dell’Ucraina ma difficilmente nei dintorni di Kiev

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