Mentre quasi tutti i Paesi del mondo sono alle prese con l’emergenza coronavirus, la tensione torna a salire nei rapporti tra Israele e Siria. Nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile, alcuni missili partiti dallo spazio aereo libanese si sono diretti verso la città siriana di Homs. A riportare la notizia del raid è stata l’agenzia di stampa siriana Sana, che non ha però fatto menzione di quale fosse il reale target dell’operazione militare.
Il raid contro le forze iraniane
Il primo a parlare dell’attacco durante la notte è stato il ministro della Difesa, che ha specificato che il sistema antiaereo era stato in grado di intercettare alcuni dei missili partiti dal Libano riducendo i danni che il raid avrebbe potuto causare in territorio siriano. Il Ministro non ha dato ulteriori informazioni circa la natura delle strutture colpite dai missili, ma ha assicurato che nelle prossime ore verrà lanciata un’indagine per valutare i danni causati da quella che è stata definita una vera e propria aggressione.
Secondo il governo siriano tuttavia non c’è alcun dubbio su chi sia il responsabile di quest’ultimo raid. Damasco ha subito addossato la responsabilità al vicino Israele, accusandolo di aver usato ancora una volta il Libano per i suoi scopi militari: è la seconda volta in un mese che Israele avrebbe lanciato un raid contro la Siria dal territorio libanese. A sostenere la tesi dei siriani ha inoltre contribuito la notizia riportata dai media del Libano, secondo cui alcuni jet israeliani avrebbero sorvolato la zona a nord di Beirut, restando nello spazio aereo libanese il tempo necessario per condurre il presunto attacco contro la Siria. Anche sulla stampa israeliana sono ovviamente comparsi i primi articoli riguardanti il raid su Homs, ma manca ancora una conferma ufficiale da parte delle autorità di Israele circa la responsabilità dell’attacco: un’ammissione che difficilmente arriverà, come già successo in passato. Anche l’ultima operazione contro la Siria infatti è rimasta ufficialmente senza un mandante, nonostante Damasco avesse anche in quell’occasione puntato il dito contro Tel Aviv.
Resta inoltre il mistero su quale sia stato il vero target di quest’ultimo attacco. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio siriano per i diritti umani – la Ong con base a Londra – i razzi partiti dal Libano erano diretti contro le postazioni iraniane presenti sul territorio siriano. A confermare la tesi dell’Osservatorio è lo stesso Hezbollah, che tramite il canale tv Al-Mayadeen ha affermato che l’obiettivo dell’attacco erano proprio le basi che si trovano nella zona est di Homs. D’altronde le precedenti operazioni – rivendicate o meno da Israele – partite sempre dal Libano erano dirette contro le milizie sciite che sostengono il presidente Bashar al Assad e la cui presenza non è gradita al Governo israeliano. Israele infatti non ha mai fatto mistero della sua avversione nei confronti dei soldati filo-iraniani presenti in Siria e ha più volte fatto intendere ad Assad e Putin che non è disposto a tollerare un aumento dell’influenza di Teheran in Medio Oriente.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



