Non si sa chi abbia realmente colpito il convoglio umanitario ad Aleppo, provocando la morte di almeno 21 persone. Ovviamente, non appena è stata diffusa la notizia, si è registrato il solito botta e risposta tra Stati Uniti e Russia. Il dipartimento della Difesa Usa ha negato che un drone Us Predator abbia operato nella zona di Urum al Kubra mentre il ministero della Difesa di Mosca ha detto che nessun velivolo russo era presente nell’area al momento del raid. La partita si è giocata quindi su un possibile attacco aereo. Ma la verità potrebbe essere un’altra.Per approfondire: Convoglio Onu, le ipotesi sull’attaccoSecondo quanto dichiarato oggi da Ramzy Ezzeldin Ramzy, portavoce dell’inviato Onu Staffan de Mistura, le Nazioni Unite non hanno elementi per confermare o smentire che l’attacco contro il convoglio in Siria sia stato causato da un raid aereo. In questo modo, seppur in “diplomatichese”, l’Onu ha tolto elementi a sostegno agli Usa, che fin da subito, si erano affrettati a lanciare la notizia che i responsabili dell’attacco erano o i russi o le forze del regime siriano.Questo è quello che attiene al folle bombardamento di lunedì 19. Ma nel fine settimana c’era stato un altro raid che ha creato non poco scalpore. Gli aerei della coalizione a guida Usa hanno colpito “per errore” una postazione dell’esercito siriano nei pressi di Deir el-Zor, uccidendo oltre 80 militari fedeli a Bashar al Assad.Gli Usa hanno minimizzato la faccenda, parlando genericamente di errore. Ma c’è anche chi, come il senatore dello Stato della Virginia Richard Black, ha preso carta e penna per scrivere all’ambasciatore siriano alle Nazioni Unite per chiedere scusa al popolo siriano a nome di tutta l’America. Nel messaggio del senatore si legge: “Mi unisco al popolo siriano in lutto per la perdita dei soldati ed esprimo le mie più sentite condoglianze alle loro famiglie. Mentre non posso dire se questo sia stato o meno un attacco deliberato, le linee del fronte a Deir el-Zor sono state relativamente statiche per anni, e gli aerei che hanno attaccato le loro posizioni erano equipaggiati con dispositivi di mira Gps mira. Sono disgustato dalla possibilità che l’attacco possa essere stato volutamente lanciato per sostenere le truppe dell’Isis per sopraffare i valorosi difensori della città. Prego che questo non sia stato il caso”.