La geopolitica della corsa allo spazio
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Guerra /

Il conflitto in Ucraina è stato e continua a essere una finestra mediatica per i missili anticarro, o propriamente detti Atgm (Anti Tank Ground Missile). In particolare l’attenzione giornalistica si è concentrata sui sistemi statunitensi Javelin e su quelli britannico-svedesi Nlaw (acronimo di Next generation Light Anti-tank Weapon), forniti da Stati Uniti e Regno Unito durante il conflitto ma anche nei mesi precedenti: sappiamo infatti che Washington ha cominciato le spedizioni di Javelin almeno dal 2017, quando l’allora presidente Donald Trump approvò la più grande vendita di armamenti a Kiev che comprendeva anche 210 esemplari (e 35 lanciatori) dell’ormai noto missile anticarro designato ufficialmente Fgm-148.

Questi sistemi missilistici portatili hanno dimostrato la loro efficacia durante il conflitto nel contrasto alle colonne corazzate e meccanizzate russe, mettendo fuori combattimento Mbt (Main Battle Tank) russi anche di nuova generazione come i T-80 e 90. Ci sono giunte diverse immagini e riprese video di carri di questo tipo colpiti e distrutti da missili antitank, che vengono utilizzati da piccole unità di fanteria ucraine sfruttando tattiche di guerriglia in piccoli attacchi offensivi “mordi e fuggi”, ma anche da parte di formazioni più grandi (a livello battaglione/brigata) impegnate nella difesa degli obiettivi delle avanzate russe.

A disposizione dell’esercito di Kiev, però, non ci sono solo Javelin ed Nlaw, che si uniscono a diversi modelli di lanciagranate controcarro del tipo Rpg e Panzerfaust: nell’elenco dei missili anticarro ucraini ci sono anche prodotti di fabbricazione sovietica/russa e locale.

Un utilizzo così intensivo di sistemi Atgm non è mai avvenuto in un conflitto simmetrico: in Siria, dove i sistemi anticarro in mano agli insurgent sono stati utilizzati spesso contro gli Mbt di Damasco, ci trovavamo davanti a un conflitto di tipo asimmetrico, e comunque il numero di questi sistemi impiegati era molto diverso.

Per via del carattere ibrido dell’attuale guerra, che dal lato ucraino vede l’utilizzo anche di tattiche di guerriglia, è possibile definirla di tipo “semi-simmetrico”, e ancora una volta è proprio l’utilizzo di truppe regolari o irregolari armate di Atgm che operano come gruppi di fuoco mobili non solo lungo la linea del fronte a farci optare per questa definizione.

Le forze armate ucraine possono contare anche su un certo numero di Atgm Stugna-P/Skif di moderna concezione e fabbricazione autoctona, e su scorte ereditate dall’Unione Sovietica (poi Russia) che comprendono 9K115 Metis e Metis-M, 9M113 Konkurs e 9K111 Fagot.

Cominciando dai sistemi russi, i più vecchi – insieme ai Konkurs – sono i Fagot (o AT-4 Spigot in codice Nato) sviluppati alla fine degli anni ’60 come un’evoluzione dei precedenti 9K11 Malyutka, entrati in servizio a partire dal 1972. Il 9K111 utilizza un lanciatore riutilizzabile ed è di tipo filo guidato con guida Saclos (Semi-Automatic Command to Line Of Sight), che significa che l’operatore deve continuare a tenere puntato il suo obiettivo. Lo stesso tipo di lanciatore del Fagot, può essere utilizzato anche per il Konkurs. Il 9K111 può essere utilizzato contro qualsiasi veicolo corazzato tranne che nella parte frontale dei moderni carri armati: il missile, con la sua testata Heat (High Explosive Anti Tank o a carica cava) può penetrare dai 400 ai 600 millimetri di corazzatura di acciaio compatto (in gergo Rolled Homogeneous Armour – Rha) a seconda delle versioni. La portata massima è compresa tra i 2 e i 2,5 chilometri e in condizioni di visibilità ottimali il sistema di guida garantisce buone possibilità di colpire il bersaglio anche quando è in movimento. Il sistema di lancio del Fagot pesa meno di 40 chilogrammi e quando il carico è suddiviso su più persone può anche essere trasportato su lunghe distanze dalla fanteria. Il 9K111 è stato anche montato su vari veicoli corazzati da combattimento come il cacciacarri 9P148 e i Bmp-1P e Bmd-1P. Il 9K111 risulta essere ancora in produzione in Russia e dovrebbe pertanto rimanere in uso a lungo anche se sono disponibili sistemi più moderni. Il Konkurs (AT-5 Spandrel in codice Nato) è stato progettato negli stessi anni del Fagot ma è entrato in servizio a partire dal 1974.

Il 9M113 è più grande, più potente e ha una portata doppia rispetto al 9K111, ma il suo design è simile e utilizza lo stesso sistema filoguidato Saclos. Il missile Konkurs può essere utilizzato contro qualsiasi veicolo corazzato, ma l’armatura frontale dei carri armati moderni potrebbe comunque rappresentare un problema. Risulta che sia in grado di penetrare uno spessore di acciaio compatto spesso tra i 750 e 800 millimetri, e la sua versione migliorata, la M, può anche annullare l’effetto delle corazze reattive. La portata massima è di 4 chilometri e di 2,5 in condizioni notturne. Anche per il Konkurs il sistema di lancio pesa complessivamente intorno ai 40 chilogrammi, ma poiché i missili 9M113 sono più pesanti e spesso viene utilizzato un grande mirino per la visione notturna, il Konkurs è meno mobile del Fagot, pertanto il lanciatore viene normalmente trasportato su un veicolo. Anche questo missile viene montato su alcuni mezzi corazzati di supporto per la fanteria e anticarro, come i Bmp-2. Il 9M113 è ancora in produzione e viene utilizzato anche se sono disponibili sistemi più moderni come il Kornet.

9K115 Metis e Metis-M sono i sistemi di fabbricazione russa più moderni presenti nell’arsenale ucraino. Il Metis (AT-7 Saxhorn in codice Nato) è stato sviluppato nel corso degli anni ’70 ed ha cominciato a entrare in servizio circa dal 1979 ed è nato dall’esigenza di avere un sistema maggiormente mobile rispetto al Fagot. Anch’esso è del tipo filoguidato Saclos ed il suo lanciatore è riutilizzabile. Sebbene possa essere gestito da un solo operatore, il sistema richiede tre persone per trasportare il lanciatore e cinque missili in totale. Il missile 9M115 del Metis è dotato di una singola testata a carica cava che può penetrare 460 millimetri Rha, pertanto non è in grado di essere efficace contro carri armati contemporanei e moderni colpiti sulla parte frontale. La portata massima di un chilometro ma la possibilità di ingaggiare bersagli a cortissimo raggio (40 metri) rende il 9K115 adatto per l’uso in combattimento urbano. Il sistema, complessivamente, è molto leggero rispetto ai precedenti: il missile pesa 5,5 chilogrammi (6,3 nel contenitore) e il lanciatore si aggira intorno alla decina, rendendo così il Metis il sistema più maneggevole in uso alle truppe russe, o ucraine in questo caso. Il Metis-M ha cominciato a entrare in servizio nel 1992 come miglioramento del suo predecessore: la portata è stata leggermente aumentata, passando a due chilometri, e grazie alla sua doppia carica cava in tandem è in grado di penetrare fino a 800 millimetri Rha dietro corazza reattiva. Pesi e ingombri sono simili al 9K115 Metis (circa 13 chilogrammi per 980 millimetri di lunghezza).

Il fiore all’occhiello della difesa ucraina, per quanto riguarda i sistemi Atgm, è però rappresentato dal missile Skif/Stugna-P se non altro perché si tratta di un sistema di produzione locale. Nel 2005, il Luch Design Bureau ha iniziato a sviluppare un nuovo sistema di missili guidati anticarro tipo Stugna allora in uso. Il nuovo missile, designato come Stugna-P, è stato preso in carico nel 2011 dal ministero della Difesa ucraino e nel 2015 ne è stata avviata la produzione in serie. Il sistema ha una portata di ingaggio diversa a seconda del sistema di guida: con il Mon-I può individuare un bersaglio sino a 6,5 chilometri durante il giorno, mentre con il sistema turco Eye-Lr S sino a 15 chilometri. Il missile in sé viene dato in grado di perforare una corazza sino a 800 millimetri di spessore con corazza reattiva sino a 4mila metri e può distruggere bersagli corazzati su qualsiasi terreno in varie condizioni climatiche a una distanza minima di 100. Sappiamo anche che è efficace contro obiettivi in volo lento a bassa quota, come elicotteri. L’unità di lancio dello Stugna-P è composta da un treppiede, un contenitore missilistico, un dispositivo di guida e un computer utilizzato per controllare tutte le operazioni di sparo. Lo Stugna-P può lanciare missili da 130 e 152 millimetri, i più comuni dei quali sono i RK-2S, RK-2OF, RK-2M-K e RK-2M-OF. Possono essere equipaggiati con diversi tipi di testate tra cui a carica cava in tandem, a frammentazione altamente esplosiva o termobarica. Gli ingombri sono piuttosto contenuti: il missile ha una lunghezza di 1360 millimetri e un peso (comprensivo di sistema di lancio) di 29,5 chilogrammi.

La caratteristica principale e innovativa del sistema è la possibilità di puntare il missile sul bersaglio indirettamente e di sparare da posizioni nascoste, il che riduce il rischio per il personale di essere colpito, ed è dotato anche di tecnologia “fire and forget” selezionabile, che dà la possibilità di puntare il missile, sparare e non dover tenere il bersaglio costantemente inquadrato. Il sistema ha una versione da esportazione designata Skif che differisce dallo Stugna-P solo per un sistema di puntamento realizzato dalla società bielorussa Peleng.

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