Il generale John Hyten, a capo del Comando Strategico delle Forze armate Usa (STRATCOM), ha reso delle dichiarazioni che hanno immediatamente scatenato la stampa nazionale e internazionale. A margine di una conferenza tenuta all’Halifax International Security Forum, in Nuova Scozia, il comandante che si occupa dell’arsenale nucleare americano, rispondendo a una domanda dei presenti, ha ritenuto opportuno ricordare che di fronte a un ordine illegale proveniente dal presidente Usa, il suo dovere sarebbe quello di informare il presidente, in qualità di commander-in-chief, del fatto che si tratterebbe di un ordine non legittimo e dunque sarebbe necessario trovare strade diverse rispetto a quella voluta dal capo della Casa Bianca. E che sarebbe obbligato a rifiutare un tale ordine. “Penso che alcune persone credano che siamo stupidi”, ha detto Hyten in risposta a una domanda su questo possibile scenario. “Non siamo persone stupide, pensiamo molto a queste cose, quando hai questa responsabilità, come fai a non pensarci?”. “Do consigli al presidente, lui mi dirà cosa fare”, ha aggiunto Hyten. “E se è illegale, indovina cosa accadrà? Dirò ‘signor Presidente, l’ordine è illegale’. E indovina cosa farà? Dirà ‘Cosa sarebbe legale?’ E troveremo delle opzioni, con un insieme di capacità per rispondere a qualsiasi situazione, e questo è il modo in cui funziona. Non è così complicato.”
La domanda chiaramente era posta in modo che si potesse far uscire qualche frase che, se estrapolata, avrebbe messo in moto la macchina mediatica tesa a screditare Trump di fronte al Pentagono. È evidente che sia stata posta per quel motivo. Soltanto pochi giorni fa, il predecessore del generale Hyten, l’ex capo di SRATCOM Robert Kehler, aveva dichiarato al Senato che gli operatori dell’arsenale strategico Usa avrebbero dovuto opporsi a qualsiasi ordine illegale e che il sistema di comando e gerarchico è fatto apposta per evitare che accada che un militare sia obbligato a rispondere positivamente a un ordine manifestamente illegittimo. Frasi che non hanno nulla di rivoluzionario, ma che semplicemente confermano come il sistema politico-militare americano è chiaramente improntato su una catena di comando che fa sì che un ordine illegale non debba essere obbligatoriamente messo in atto a meno che non vi sia un errore. Errore per cui, come ha sostenuto Hyten, fa sì che successivamente si finisca in carcere. Ma tanto è bastato per montare un caso, soprattutto nella stampa internazionale va detto, per mostrare al mondo una sorta di bocciatura di Trump da parte del Pentagono.
In realtà le cose sono ben diverse, e basta leggere i virgolettati e vedere il video della conferenza. È tutto molto più semplice e meno complottistico di quanto si voglia far credere, ma la stampa, soprattutto quella contraria a prescindere a questo presidente degli Stati Uniti, doveva per forza montare un caso. L’unico dato interessante, è che i forum internazionali della sicurezza sentano il bisogno di discutere su un tema che finora nessuno aveva esposto in questi termini, e cioè l’uso dell’arsenale nucleare americano. Quello che va analizzato è soprattutto la facilità con cui la presidenza Usa e la crisi coreana abbiano sdoganato a livello mediatico l’utilizzo dell’armamento nucleare che, fino a pochissimi anni fa, era considerato addirittura più di una extrema ratio, quasi a livello di semplice minaccia. Oggi invece esiste effettivamente una possibilità meno remota, seppur lontana, che qualcuno decida di porre fine a un conflitto servendosi della bomba atomica. E chiaramente tutto questo è legato al conflitto latente fra Corea del Nord e alleati degli Stati Uniti, mentre sullo sfondo c’è la militarizzazione della penisola e il continuo scontro diplomatico fra Kim e Trump, cui fanno seguito le esercitazioni militari delle forze armate Usa e sudcoreane i test missilistici del regime di Pyongyang. Ovviamente, l’utilizzo da parte del presidente Usa di frasi come quella di scatenare “fuoco e ira” sulla Corea del Nord non aiuta a disinnescare, si passi il gioco di parole, questa bomba a orologeria che è la penisola coreana. Ma più che questo, sembra interessare il pettegolezzo, la voglia di mostrare un Pentagono lontano dalla presidenza Usa. Niente di più falso, anzi, semmai è l’esatto opposto. Con i generali che circondando il presidente Trump, forse questa è la Casa Bianca più militarizzata degli ultimi decenni.