“Non è una grande operazione: vi svelo i segreti della controffensiva ucraina”

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La controffensiva ucraina è in pausa. Dopo un inizio confuso nelle prime settimane di giugno, l’esercito di Kiev ha interrotto le operazioni. Piani militari imponenti come quello concepito dal governo ucraino insieme a Stati Uniti e Nato per riprendere i territori occupati dalla Russia prevedono di norma degli stop provvisori per riorientare le forze. E se invece quella partita con tanto clamore (russo) non fosse la preannunciata controffensiva? Una mossa Kansas City per turbare il nemico e fuorviarlo con movimenti e bombardamenti di ricognizione (cosiddetti probing). A pensarlo è Bohdan Myroshnykov, uno dei blogger militari ucraini più seguiti su Telegram e Twitter con oltre 100mila contatti in totale. “L’esercito sta combattendo a sud per migliorare la posizione tattica, ma al momento non si tratta di una grande operazione”. ”. Chi lo dice? I militari. E l’impressione è che le truppe di Zelensky possano, nelle prossime settimane, prendere di mira un altro fronte, inatteso ma non per questo meno caldo. Mobilitando così riserve e brigate con addestramento occidentale strategicamente importanti finora rimaste in standby. Spiazzando, in ultima analisi, l’irrequieto comando russo.


Che rapporto ha con l’esercito ucraino?

Io assisto le nostre Forze Armate, quindi ho molti contatti tra i militari. Anche prima ne avevo parecchi, ma con l’inizio dell’invasione su larga scala della Federazione russa, il loro numero è aumentato.

Voi blogger vi affidate alle informazioni ufficiali dell’esercito tanto quanto alle ricerche Osint (Open Source Intelligence, ndr)?

L’80% delle informazioni proviene direttamente dai nostri soldati. Il resto sono fonti aperte, sia nostre che russe. Dopotutto, sono un politologo di formazione, quindi so come analizzare le intenzioni del nemico, di cui spesso parla apertamente.

Qual è la principale differenza tra i blogger militari ucraini e russi?

La differenza tra i blogger ucraini e quelli russi è significativa. I nostri blogger sono indipendenti, mentre i russi sono propagandisti, spesso reclutati dall’Fsb. Inoltre, molti dei nostri blogger presentano le informazioni così come sono, senza abbellimenti. A volte anche troppo pessimisti. Invece, i blogger russi hanno sempre detto e continuano a dire “va tutto bene” e “Prenderemo Kiev in 3 giorni”.

Bohdan Myroshnykov

C’è un blackout mediatico che dovete rispettare sui movimenti delle truppe e sulla controffensiva?

Ci imponiamo l’autocensura. Funziona così: se ci sono informazioni esclusive dal fronte, ma la loro divulgazione prematura rappresenta un pericolo per i nostri soldati, allora non le pubblicheremo finché non ci sarà l’autorizzazione dei militari o perlomeno una conferma ufficiale. Il governo non persegue una politica di censura, e questo è un bene, anche in tempo di guerra. Noi stessi capiamo quando è il caso di tacere.

Quanto è ampio il ritardo tra ciò che accade sul terreno e la diffusione di informazioni online?

Nel mondo dei social network, le informazioni si diffondono molto rapidamente. Pertanto, non ci sono quasi lacune. Ma ci sono lacune tra gli eventi sul campo e la conferma ufficiale. Ed è giusto così. Difesa o attacco, non fa differenza, ci sono compiti diversi che richiedono tempo. Per questo motivo, le conferme ufficiali possono richiedere alle volte fino a due settimane.

Cosa sta accadendo a sud? È davvero cominciata la grande controffensiva?

A sud si sta combattendo per migliorare la posizione tattica delle nostre forze armate. Al momento non si tratta di una grande operazione.