La geopolitica della corsa allo spazio
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Zelensky “non voleva dare ascolto” agli avvertimenti americani alla vigilia dell’invasione russa del suo paese, ha spiegato Joe Biden in occasione di un evento di raccolta fondi svoltosi a Los Angeles. Parole che “hanno bisogno di una spiegazione“, hanno risposto da Kiev e che ovviamente hanno coinvolto anche le forniture di armi.

Nella fase più delicata della guerra in Ucraina va in scena un inaspettato botta e risposta tra Kiev e Biden, con gli ucraini per niente felici delle ultime esternazioni del presidente statunitense. Che si sia trattata di una svista o di semplice verità, l’inquilino della Casa Bianca, principale protettore di Volodymyr Zelensky, ha creato non pochi imbarazzi. Non solo per la piccata reazione degli ucraini ma anche, e soprattutto, per la leggerezza con cui il presidente statunitense ha dimostrato, – per l’ennesima volta – di affrontare le questioni di politica estera.

Andiamo con ordine. Tutto è partito con un discorso di Biden piuttosto critico nei confronti di Kiev, tra le linee quasi un richiamo. “Molti pensavano che io esagerassi” nel lanciare l’allarme su un attacco russo contro l’Ucraina prima che questo iniziasse, aveva affermato il leader democratico. “So che molte persone pensavano che stessi esagerando, ma sapevo, e avevamo dati” secondo cui Putin “avrebbe varcato il confine. Non c’erano dubbi. E Zelensky non voleva a sentirlo, né molte altre persone “, aveva quindi aggiunto lo stesso Biden.



La replica di Kiev

Certo, Biden ha alleggerito la sparata contro Kiev puntando il dito contro Vladimir Putin, reo di cercare di cancellare la cultura, la nazione ucraina, ma ormai il danno era fatto.

Il primo commento proveniente dall’Ucraina è arrivato dalla bocca del portavoce presidenziale Sergei Nikiforov, il quale ha ricordato che Zelensky chiese ai partner occidentali sanzioni preventive contro la Russia prima che questa invadesse l’Ucraina, ma non fu ascoltato. Secondo Nikiforov, il presidente Zelensky ebbe tre o quattro conversazioni telefoniche con Biden. I leader si scambiarono opinioni e valutazioni sulla situazione in merito alla minaccia dell’invasione russa.

“Pertanto, la frase “non voleva sentire” probabilmente necessita di chiarimenti. Inoltre, se ricordate, il presidente invitò i partner a introdurre un pacchetto di sanzioni preventive per spingere la Russia a ritirare le truppe e ridurre la tensione. E in questo caso possiamo dire che i nostri partner ‘non vollero sentircì”, ha aggiunto il portavoce.

Armi e informazioni

Non siamo arrivati al gelo tra Kiev e Washington, ovviamente, ma i rapporti si sono parzialmente alterati, almeno nell’immediato. Forse lo erano già per altre questioni, a cominciare dall’invio di armi pesanti, richiesta insistente di Zelensky frenata da Biden, e dalla condivisione delle informazioni. A quanto pare, infatti, l’intelligence Usa si sarebbe lamentata per le poche notizie trasmesse dall’esercito ucraino in relazione alla situazione militare (difficile per la Casa Bianca, nel buio quasi più totale, calibrare l’invio di armi e rifornimenti).

La ciliegina sulla torta è arrivata con un tweet di Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Zelensky. “Se avessimo iniziato a ricevere armi pesanti a gennaio, la situazione sarebbe potuta essere diversa”, ha cinguettato Podolyak, spiegando, in evidente risposta alle ultime affermazioni di Joe Biden, che “abbiamo saputo dell’invasione non solo dall’Occidente, ma anche dalla nostra intelligence”.

“E l’Ucraina si sta preparando dall’anno scorso – ha aggiunto – Ma mentre gli altri ci davano tre giorni, la nostra intelligence ha detto che avremmo resistito. Resta quindi da chiedersi ciò che gli altri Paesi, conoscendo i piani di Mosca, hanno fatto per fermare l’invasione”. Per Biden si profila l’ennesima gaffe.

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