Una parte dell’esercito israeliano rischia di non ricevere più fondi dagli Stati Uniti. Si tratta del battaglione Netzah Yehuda, un’unità delle Forze di difesa israeliane (Idf) che da anni è accusata di violazione dei diritti umani nei confronti dei civili palestinesi. La Casa Bianca, decidendo di sanzionare il Netzah Yehuda, ha infastidito il premier Benyamin Netanyahu e ha aperto la strada a un nuovo fenomeno perché mai prima d’ora gli Stati Uniti avevano ipotizzato di sanzionare una sezione dell’esercito israeliano. Per ora la decisione Usa è in sospeso ma il battaglione rimane sotto la lente d’ingrandimento.
Le possibili sanzioni e la reazione israeliana
Il Congresso degli Stati Uniti, ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti militari. Si tratta di 95 miliardi destinati a Ucraina, Taiwan e Israele. 26 miliardi andranno proprio a Tel Aviv. Da questi 26 miliardi però sarà forse escluso il battaglione Netzah Yehuda. Infatti il Segretario di Stato americano Anthony Blinken in conferenza stampa al G7 di Capri, ha annunciato che sta per imporre sanzioni proprio contro il battaglione. Questo significa che nel caso non potrà più ricevere qualsiasi tipo di assistenza o addestramento militare statunitense. È una legge del 1997, scritta dall’allora senatore Patrick Leahy, che proibisce che gli aiuti statunitensi vadano a unità o gruppi militari che commettono gravi violazioni dei diritti umani. Attraverso questa legge Washington ha imposto sanzioni a diversi gruppi paramilitari in molti Paesi stranieri, come Kenya, Messico, Libia e molto altro. Solo Israele, per quanto accusata svariate volte di violazione dei diritti umani, non è mai stata soggetta alla “Leahy Law”.
I leader israeliani hanno criticato le sanzioni e Netanyahu ha reagito direttamente sui social scrivendo un post in cui dichiara che lavorerà “contro l’imposizione di sanzioni ai cittadini israeliani. In un momento in cui i nostri soldati combattono i mostri del terrore, l’intenzione di imporre una sanzione a un’unità dell’Idf è il massimo dell’assurdità e una bassezza morale”, ha concluso, annunciando che il suo governo “agirà con tutti i mezzi contro queste mosse”. Secondo l’ex ministro della Difesa Benny Gantz il battaglione “è parte inseparabile dell’Idf”. Ma cos’è il Netzah Yehuda e cosa ha fatto per venire sanzionato?
Che cos’è il Netzah Yehuda
Netzah Yehuda, precedentemente noto come Nahal Haredi è un battaglione della Brigata Kfir delle Forze di Difesa Israeliane nato nel 1999. Il suo nome significa “Giudea per sempre” e con Giudea si intende il nome biblico con cui gli israeliani si riferiscono a gran parte della Cisgiordania occupata. Il battaglione è un reparto militare creato appositamente per consentire agli ultraortodossi di arruolarsi nell’esercito, creando condizioni compatibili con le loro attività religiose nella stretta osservanza della Halakha, ovvero quell’insieme di leggi religiose ebraiche che derivano dalla Torah scritta e orale.
Dalla sua creazione il battaglione è campo fertile per attirare estremisti di destra, perlopiù coloni che portano avanti le ideologie religiose e nazionaliste alla base del sionismo religioso. Tra questi il gruppo estremista “Giovani della Collina” noto per aver creato colonie illegali in Cisgiordania. All’inizio contava solo 30 soldati ma a partire dal 2009 è cresciuto fino ad arrivare a 1.000 soldati.
Il battaglione gode di leggi speciali e accoglie le numerose esigenze religiose dei soldati. Vengono seguite le rigorose leggi alimentari ebraiche e non sono ammesse donne oltre alle mogli dei soldati che comunque sono divise dal complesso maschile. Ai soldati viene dato tempo extra per le preghiere e le lezioni quotidiane della Torah. Il carattere religioso lo si ritrova anche nella strategia con cui gestire e controllare i palestinesi. Secondo il sionismo religioso infatti, l’appropriazione della terra è riconosciuta come una missione santa e questo giustifica l’uso della violenza. Il battaglione si è macchiato di diversi episodi di brutalità e di violazione dei diritti umani, tanto che nel 2005, nel momento del ritiro degli insediamenti da Gaza, l’esercito israeliano scelse di non farlo partecipare per timore che non obbedisse agli ordini. È però in Cisgiordania che agisce con maggiore ferocia.
Il caso Omar Abdelmajed Assad
Uno dei casi per cui è tragicamente famoso il battaglione è quello del 78enne Omar Abdelmajed Assad. Nel gennaio del 2022, durante un’incursione nel villaggio di Jiljilya in Cisgiordania, membri di Netzah Yehuda hanno arrestato Assad nel cuore della notte, dopodiché lo hanno imbavagliato e lasciato tutta la notte al freddo per terra. È stato ritrovato dopo alcune ore privo di vita, probabilmente per un infarto. Tre dei comandanti sono stati ritenuti colpevoli di cattiva condotta ma non sono stati puniti né processati dal tribunale militare in quanto la morte di Assad non era riconducibile all’arresto effettuato dal battaglione.
Il caso Omar Assad è solo uno dei tanti abusi di potere perpetrati dal battaglione che in queste ore è nel mirino statunitense. Se dovesse essere sanzionato segnerebbe la fine della totale impunità a cui è soggetta Israele.

