L’innalzamento dell’età dai 27 ai 30 anni come età massima per la chiamata alla leva era prevista già da tempo. Ciò che non era previsto invece era il mantenimento del limite minimo dei 18 anni. La Duma, la Camera Bassa del parlamento russo, nei giorni scorsi ha approvato la proposta di legge volta ad aumentare la platea di coloro che possono essere richiamati nell’esercito. Il testo originale prevedeva l’innalzamento del limite minimo dai 18 ai 21 anni, riferimento però scomparso nel documento finale.

Il nuovo disegno di legge sulla chiamata alla leva

In Russia è da diversi mesi che si parla della volontà, sia del parlamento che del Cremlino, di innalzare l’età massima per il richiamo alla leva. Una volontà senza dubbio figlia anche dell’andamento della guerra in Ucraina. Ufficialmente non sono previste nuove mobilitazioni, come quella parziale di settembre, ma nei prossimi mesi la situazione potrebbe cambiare. Da qui l’esigenza, avvertita dalla classe dirigente russa, di mettere mano ai limiti di età per la leva, fino a oggi di 27 anni.

Il compromesso, volto a non indispettire eccessivamente l’opinione pubblica, riguardava il contestuale innalzamento dell’età minima. Il disegno di legge approdato alla Duma alcuni mesi fa, in particolare, parlava di un limite minimo di 21 anni a fronte degli attuali 18. Così come sottolineato dal sito Meduza, nelle prime due letture alla Camera bassa il testo prevedeva il passaggio dai 18 ai 21 anni per l’età minima. La sorpresa è arrivata nelle scorse ore, dopo l’approvazione in terza lettura del provvedimento: il limite minimo è rimasto invariato.

Questo vuol dire che adesso l’esercito può attingere da una più vasta platea di precettabili. Circostanza importante a prescindere o meno dalla chiamata alla mobilitazione. Il mancato innalzamento della soglia minima di età potrebbe creare non poche perplessità tra l’opinione pubblica. Nei primi giorni di guerra, la scoperta tra le vittime attorno a Kiev di militari di appena 18 anni aveva già destato molto clamore tra i russi. Da qui la possibilità di critiche contro la versione approvata dalla Camera.

L’ultima parola spetta al Cremlino

La legge però non è ancora entrata in vigore. Manca infatti il via libera definitivo della Camera Alta. Il testo potrebbe essere discusso già nelle prossime ore. Appare molto probabile tuttavia che si arrivi all’approvazione del documento nella versione uscita dalla Duma.

Per l’approvazione definitiva servirà infine la firma del presidente Vladimir Putin. Un passaggio formale quest’ultimo, ma politicamente rilevante. Sarà il Cremlino a validare e quindi a rendere operativo l’ampliamento della platea di cittadini reclutabili per la leva. Con tutte le eventuali conseguenze politiche del caso.