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Guerra

Nella mente dello “zar”

Entrare nella mente di un’altra persona è difficile. E se questa persona è Vladimir Putin, la cosa appare ancora più complessa, diventando praticamente impossibile. Ma in tempo di guerra, mentre i carri armati circondano Kiev e i missili piombano su...
Vladimir Putin (ANSA)

Entrare nella mente di un’altra persona è difficile. E se questa persona è Vladimir Putin, la cosa appare ancora più complessa, diventando praticamente impossibile. Ma in tempo di guerra, mentre i carri armati circondano Kiev e i missili piombano su Kharhiv, Mariupol e sui vari fronti della guerra in Ucraina, tutto il mondo inizia a domandarsi cosa voglia Putin. E in generale se ci siano degli indizi, delle minime tracce con cui è possibile decifrare la mente dell’uomo che guida il Cremlino.

L’articolo cancellato

L’ultimo elemento che è stato oggetto di studio è un misterioso articolo pubblicato il 26 febbraio alle otto del mattino dall’agenzia russa Ria Novosti, in cui un esperto di strategia scriveva: “L’Ucraina è tornata in Russia, l’epoca della diaspora del mondo russo sta volgendo al termine”. Un discorso trionfale, che è stato immediatamente cancellato come errore, ma che per molti analisti svelerebbe qualcosa di decisamente interessante. Quell’articolo, dicono, non doveva essere pubblicato, ma rispecchierebbe i pensieri di Putin riguardo il suo piano di guerra: e cioè finirlo in circa 48 ore e con un trionfo senza spargimenti di sangue. Una vittoria che doveva essere poi celebrata da tutti i media russi e in cui si dimostrava la correttezza delle affermazioni con cui il presidente aveva annunciato la cosiddetta “operazione militare speciale”, e cioè una guerra contro l’establishment ucraino per ricompattare lo “spazio russo”. Uno scenario in cui si accusavano l’Occidente e in particolare l’Europa di ingratitudine e di avere provato a mettere la Russia all’angolo con pessimi risultati, mentre nasceva un nuovo mondo multipolare.

L’articolo cancellato, ma poi rilanciato da alcuni siti, ha scatenato immediatamente le analisi di tanti osservatori, che hanno intravisto in questo testo un primo buco nel muro che circonda il Cremlino: Putin voleva una guerra rapida convinto di assecondare le aspirazioni dell’unificazione del popolo russo. Una convinzione che a questo punto non sarebbe solo propaganda, come suggerito da alcuni osservatori, ma un vero e proprio obiettivo strategico che il presidente vuole raggiungere a ogni costo. Anche appunto con la guerra.

Gli analisti studiano gli indizi

Questo articolo è però solo uno degli indizi utilizzati dagli osservatori per comprendere cosa si cela nella mente dello “zar”. Un uomo che finora è sempre apparso freddo, quasi glaciale, ma allo stesso tempo che dava modo di essere visto e quindi capito. Mentre ora lo si accusa di vivere in una sorta di bunker, isolato dal mondo e per cui diventa sempre più difficile interpretare i pochi gesti e le poche affermazioni che fa in pubblico.  La guerra all’Ucraina è stata un gesto così di rottura da avere fatto interrogare tanti su qualsiasi elemento che potesse dare un segnale dei veri pensieri del presidente russo. Perché tanti che hanno studiato Putin negli ultimi anni non si aspettavano una decisione così netta sull’invasione. E forse andavano rivisti anche gli strumenti con cui si analizzava il leader di Mosca.

Tanti esperti hanno iniziato a studiare i movimenti delle mani o la posizione in cui ha parlato durante i discorsi alla nazione per riconoscere Donetsk e Luhansk e poi per attaccare l’Ucraina. Altri sono incuriositi dalla lontananza fisica con gli interlocutori, che dimostrerebbe una presunta ipocondria. Altri hanno invece provato a leggere una sua particolare inclinazione dal modo in cui ha parlato agli uomini più potenti della sua amministrazione, a cominciare dal modo in cui ha pubblicamente rimproverato il direttore dell’intelligence estera. Altri hanno letto gli sguardi delle persone che lo ascoltavano, come quello del generale Gerasimov, del ministro Sergei Shoigu, o gli occhi della direttrice della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina. I primi due, mentre guardavano il presidente dichiarare l’allerta delle forze di deterrenza. La donna, invece, mentre era a una riunione sull’economia convocata ieri dal capo del Cremlino.

Intelligence psicanalitica

L’interesse quasi da psicanalisi nei confronti del capo dello Stato russo è diventato centrale anche a Washington, dove addirittura sembra che la Casa Bianca abbia sguinzagliato agenti e analisti di tutte le intelligence per capire lo stato di salute mentale di Putin. Penetrare la roccaforte del Cremlino per ottenere informazioni sensibili sul presidente sembra impossibile, ma sono in tanto Oltreoceano a chiedersi come sia in questo momento il leader russo, come si comporti, quali siano le sue speranze o aspettative. Uno studio psicologico su cui si interrogano anche esperti e agenzie di sicurezza. Alcuni esperti sostengono che le fonti parlino di un presidente “altamente preoccupante e imprevedibile”, anche se nella Fbi c’è chi sospetta che siano notizie appositamente manipolate per rendere ancora più difficile capire la ratio della guerra di Putin. James Clapper, ex capo della National intelligence, ha addirittura detto di essere “preoccupato per la sua lucidità mentale e il suo equilibrio”, altri parlano di una persona ormai completamente isolata, disconnessa dalla realtà e convinta delle sue affermazioni.

Insomma, una vera e propria caccia al pensiero di Putin. Una sfida che non serve solo a prevenire le sue prossime mosse, ma anche a capire cosa abbia portato il presidente russo a questa guerra e a questo nuovo livello di scontro con l’Occidente. E per capirlo, sono tutti convinti di dover indagare su ogni aspetto: qualsiasi indizio potrebbe far capire cosa ha in testa l’uomo più potente della Russia. Anche se molto spesso si tende a cercare elementi e risposte su cui forse sarebbe meglio aspettare: perché la distinzione tra propaganda e realtà. da una parte e dall’altra, si fa sempre più sottile quando c’è di mezzo una guerra.





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