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Da qualche ora sta rimbalzando sui social un video, in bassa risoluzione, di un treno blindato russo in movimento in quella che si suppone sia la zona limitrofa alla città di Melitopol, importante crocevia nel sud dell’Ucraina sulla direttrice che va dalla penisola di Crimea alla città portuale di Mariupol, che resiste dal primo giorno di guerra agli assalti russi e da qualche giorno è completamente circondata.

Il convoglio è relativamente corto, e i vagoni, insieme alla locomotiva, vedono dipinta la, ormai classica, lettera “Z” che distingue le forze di invasione di Mosca, insieme ad altri simboli a cui abbiamo cercato di dare una spiegazione. In particolare il treno blindato è formato da un vagone militare con armi non meglio definite, da una locomotiva, da un vagone con pezzi di artiglieria antiaerea e serventi, da un vagone merci seguito da uno passeggeri, da un altro pianale con un telone mimetico che copre forse un mezzo, da un vagone corazzato e da un’altra locomotiva.

Il convoglio non è completamente mimetizzato, e risulta evidente sia “misto”, ovvero composto da carrozze civili e vagoni militari. Anche la lettera “Z” è stata dipinta alquanto frettolosamente, lasciando quindi intendere che tutto il treno sia stato allestito un po’ speditamente e inviato verso il fronte.

La visione di un treno simile risulta alquanto anacronistica se guardiamo agli scenari della guerra moderna, del resto i treni armati erano già obsoleti all’inizio della Seconda Guerra Mondiale: quelli italiani, ad esempio, armati di pezzi di artiglieria di medio calibro o antiaerei, trovarono impiego nei primi mesi di guerra sul fronte francese, ma quando furono trasferiti in Sicilia, in previsione dello sbarco angloamericano, non riuscirono a entrare in azione per via della supremazia aerea alleata.

Nel conflitto ucraino in corso, la Russia, sebbene non abbia ottenuto la superiorità aerea se non in modo puntuale e saltuario, è comunque pressoché l’unica ad avere ancora un’aeronautica propriamente detta in quanto i cacciabombardieri ucraini rimasti attivi dopo le prime fasi della guerra sono pochi, e impiegati sui fronti più importanti per il contrasto all’avanzata russa.

Pertanto un treno armato dovrebbe guardarsi relativamente poco dalla minaccia aerea, ma non avrebbe scampo davanti alla guerriglia che, lentamente, sta prendendo forma in alcuni settori dell’Ucraina occupata affiancando le classiche operazioni militari organizzate dalle brigate corazzate e meccanizzate dell’esercito ucraino. Basterebbe infatti un ATGM tipo Javelin a metterlo fuori combattimento. Non abbiamo poi idea di che tipo di mezzi o armi ci siano sul treno, fatta esclusione per l’armamento difensivo rappresentato dai pezzi di artiglieria antiaerea, quindi non possiamo sapere lo scopo dell’allestimento di questo convoglio. Sembra troppo corto per essere un treno di rifornimenti logistici, o per il trasferimento di truppe e mezzi, ma in un breve video diffuso da Zvedza Tv si afferma che sia stato usato per l’evacuazione di 248 stranieri, di cui 40 ucraini, dalla regione di Kherson alla Crimea. I militari russi hanno organizzato un’uscita sicura per i cittadini di Turchia, Egitto, Azerbaigian, Pakistan, Svezia, Italia, Brasile, India e Marocco. Probabilmente si tratta di propaganda, però non è escluso che possa avere avuto anche questo fine.

Sappiamo che la Russia ha una lunga tradizione di utilizzo delle ferrovie per questa finalità, dettate da due motivazioni. La prima è di natura geografica: la Federazione è uno Stato di estensione continentale, e le ferrovie sono il mezzo più conveniente per collegare un capo all’altro del Paese con sicurezza. La seconda è di natura contingente: la Russia non ha una flotta di aerei da trasporto paragonabile a quella statunitense. I velivoli di questo tipo nelle Vks (Vozdusno-Kosmiceskie Sily), le forze aerospaziali russe, ammontano a circa 410 esemplari, divisi per diverse tipologie di carico, con la più grossa fetta rappresentata da 150 Il-76. Per fare un paragone, gli Stati Uniti possono contare su più di 500 velivoli sommando solo i 221 C-17 in servizio ai 310 C-130, quindi non considerando tutti gli altri.

Pertanto Mosca guarda con particolare attenzione alla sua rete ferroviaria, considerata strategica al pari delle linee energetiche o di quelle di navigazione, al punto che nei vari distretti militari in cui è divisa la Federazione è presente un comando preposto per la gestione della stessa, che non è paragonabile alle unità del genio ferrovieri di stampo occidentale proprio per quanto detto sino qui.


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CAUSALE: Reportage Ucraina
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Il treno blindato visto nella zona di Melitopol, che riteniamo dovrebbe essere partito dalla Crimea, potrebbe avere anche un secondo significato. Mosca, in questo conflitto, sta dimostrando tutte le sue limitazioni nel settore della logistica: si registrano serie difficoltà nell’approvvigionamento di rifornimenti delle truppe al fronte sia per una carenza effettiva degli stessi, sia perché le linee sono vulnerabili in quanto costrette a usare il reticolo stradario. Inoltre gli stessi mezzi appaiono scarsi, anche per la reazione ucraina che ha colpito i convogli, tanto che la Russia sta mobilitando anche risorse civili per “tappare i buchi”. Il trasporto ferroviario “tattico” – perdonateci l’utilizzo di questo termine un po’ improprio – potrebbe anche essere quindi una scelta obbligata per cercare di mantenere aperta la catena di re-supply, ma dimostra ancora una volta le difficoltà della Russia di mantenere l’offensiva su un territorio vasto come l’Ucraina e soprattutto seguendo quattro linee di invasione principali (considerando doppia quella su Kiev) contemporaneamente.





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