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Paul Kagame, il presidente del Ruanda, è stato rieletto al terzo mandato lo scorso anno con i 98% dei voti. Ma lui non ci ha visto nulla di strano. Anzi ha affermato al Council on Foreign Relation this tank di New York: “Sarei potuto arrivare al 100%”. Nel paese l’opposizione viene punita in maniera spietata. Un caso è quello di Diane Rwigara, una giovane donna d’affari, accusata “d’incitamento all’insurrezione”. Il governo ha anche ritenuto responsabili la zia e il fratello che vivono all’estero. E anche la madre Adeline Rwigara è stata arrestata nella capitale Kigali. Il pubblico ministero Faustin Nkusi afferma che Rwigara “aveva intenzione di imbrogliare il paese e la sua leadership con bugie”. “Rwigara aveva infatti affermato – sottolinea Nkusi – che la gente sta morendo di povertà in Ruanda e questa è un’affermazione falsa che incita all’insurrezione”. Alcune statistiche riportano però che più di un bambino su tre è a rischio malnutrizione in Ruanda.

Kagame ha governato il paese dal 1994, ha guidato un esercito ribelle tutsi che ha fermato il genocidio e rovesciato il regine hutu. Nel 1994 80.000 tutsi e hutu moderati sono stati uccisi dagli estremisti hutu. Ma Kagame è stato elogiato per aver portato stabilità economica nel paese, per aver guidato un governo disciplinato ed eliminato la piccola corruzione. Ma attivisti per i diritti umani lo accusano di sopprimere gli oppositori e di imbavagliare i media indipendenti. E in molti sono preoccupati perché pare che voglia rimanere al potere all’infinito. E’ stato designato presidente nel 2000, è stato riconfermato alle elezioni presidenziali del 2003, a quelle del 2010 e a quelle del 2017. Il suo ultimo mandato doveva concludersi nel 2017, ma un emendamento costituzionale approvato nel 2015 potrebbe consentirgli di rimanere in carica fino al 2034.

Nei confronti di Rwigara è stata orchestrata una campagna diffamatoria. Dopo che ha annunciato la sua candidatura sono state diffuse sue foto in cui lei si mostrava nuda. Ma lei ha ribattuto dicendo che erano ritoccate e false. Poi è stata squalificata dalla competizione elettorale perché è stata accusata di aver raccolto firme falsificate per la sua candidatura. Il governo ha anche escluso un altro candidato, Gilbert Mwenedata, che è fuggito dal Ruanda dopo essere stato fermato dalla polizia.

Il Ruanda ha messo all’asta i beni di famiglia di Rwigara. Sono stati venduti macchinari nel settore del tabacco dal valore di quasi 2 milioni di dollari, in una precedente asta altri beni avevano fruttato più di 500 milioni di franchi ruandesi. Il padre di Rwigara era un importante uomo d’affari che si era già scontrato con il governo che gli aveva chiesto di consegnare allo stato parte dei suoi affari e lui si era rifiutato. Nel 2015 è morto misteriosamente in un incidente automobilistico, e la famiglia dichiara di essere convinta che sia stato assassinato. E alcuni mesi prima che Rwigara annunciasse la sua candidatura un suo amico che aveva osato criticare il governo è scomparso. Anche lui misteriosamente.

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