La geopolitica della corsa allo spazio
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L’avanzata russa nel Donbass prosegue senza sosta. L’inerzia della guerra, nella cosiddetta fase due del conflitto e nel quadrante orientale dell’Ucraina, sembrerebbe essere cambiata in favore di Mosca. L’ultimo annuncio dell’ambasciatore del Lugansk in Russia, Rodion Miroshink, rende bene l’idea di che cosa sta accadendo in quest’area.

Miroshink, citato dall’agenzia Tass, ha dichiarato al programma Soloviev Live che ci sarebbero circa 8.000 prigionieri di guerra ucraini detenuti nelle autoproclamate Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk. “Ci sono molti prigionieri. Certo, ce ne sono di più sul territorio del Donetsk, ma anche noi ne abbiamo a sufficienza, e ora il numero totale si aggira intorno agli 8.000”, ha affermato il funzionario.

“Sono tantissimi, e letteralmente non si può dire che non ci siano più prigionieri. Sono moltissimi, e ogni giorno se ne aggiungono letteralmente centinaia”, ha aggiunto lo stesso Miroshnik. Se i suddetti numeri dovessero essere confermati, allora la situazione per Kiev inizierebbe ad essere seriamente complicata. A dire il vero le autorità ucraine, compreso Volodymyr Zelensky, hanno parlato di un’offensiva estremamente feroce della Russia ad est, e questo coinciderebbe, almeno in parte, con le ultime affermazioni delle milizie filorusse presenti nel Donbass.

L’offensiva russa nel Donbass

Il capo dell’amministrazione militare-regionale di Lugansk, Serhiy Haidai, ha spiegato che le l’esercito russo si sta concentrando sul Donbass e che sta radunando tutte le forze possibili per sferrare l’attacco decisivo alla regione. Mosca sta bombardando a tappeto l’intera area e può contare su un numero molto elevato di truppe.

Il governatore ha poi evidenziato che si stanno svolgendo pesanti combattimenti alla periferia di Severodonetsk, dove “la situazione è moltodifficile”, con bombe aeree che vengono sganciate sulla città e attacchi di artiglieria e lanciarazzi.

Nel frattempo il leader della repubblica popolare di Donetsk, Denis Pushilin, ha rilasciato interessanti dichiarazioni nel corso di un’intervista pubblicata dall’agenzia di stampa Ria Novosti. A quanto pare, le unità di riserva delle milizie della repubblica popolare di Donetsk sarebbero entrate nelle regioni ucraine di Kherson, Zaporizhzhia e Kharkiv per “proteggere il Donbass”.



Le perdite ucraine

Secondo le forze armate ucraine, citate dalla Bbc, le forze russe hanno attaccato più di 40 città nelle regioni di Donbass e Lugansk, cinque civili sarebbero morti e dodici sarebbero rimasti feriti mentre sarebbero distrutti o danneggiati 47 siti civili, comprese 38 case e una scuola.

Nel suo ultimo aggiornamento, lo Stato maggiore delle forze armate ucraine ha spiegato che nella direzione di Donetsk “i principali sforzi” dei russi si concentrano nel prendere il “pieno controllo del villaggio di Lyman e sul tentativo di migliorare la situazione tattica vicino a Severodonetsk e Avdiivka”. In generale, secondo lo Stato maggiore ucraino, le forze di Mosca “non smettono di condurre operazioni offensive nella zona operativa orientale” e continuano “a lanciare missili e attacchi aerei” su infrastrutture in Ucraina.

Si aggrava anche il bilancio delle vittime tra i bambini. In base all’ultimo bollettino dell’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, dall’inizio del conflitto a oggi 240 bambini sono stati uccisi e almeno 436 sono rimasti feriti. In ogni caso i riflettori sono in ogni caso puntati su Severodonetsk e Lysychansk, in quanto la caduta di queste due città consentirebbe ai russi di controllare l’intera regione di Lugansk, ovvero uno degli obiettivi prioritari del Cremlino.

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