Lo sbarco russo vicino a Odessa, in Ucraina, è uno degli scenari che da sempre tiene con il fiato sospeso i comandi di Kiev e concentra le attenzioni degli analisti. Dall’inizio dell’attacco di Mosca, il fronte del Mar Nero ha sempre avuto due scenari distinti ma fondamentali: il primo quello delle coste del Mar d’Azov, il secondo quello della grande città portuale ucraina. Al centro la Crimea, avamposto russo preso nel 2014 e da cui sono partite le avanzate verso est (per ricongiungersi al Donbass) e verso ovest, per provare a sfondare oltre la linea di Kherson.
Parallelamente alle manovre via terra, la flotta del Mar Nero si è mossa con una serie di operazioni fatte di attacchi missilistici e di supporto alle truppe schierate nei diversi assedi del sud dell’Ucraina. Un doppio lavoro su cui è sempre aleggiato però il grande sospetto: quello dello sbarco anfibio. Nel Mar Nero, infatti, già prima dell’inizio dell’invasione russa, erano giunte diverse navi da sbarco, in particolare sei della classe Ropucha. L’ipotesi è che queste navi servissero per un attacco dal mare che spezzasse le difese ucraine, ma fino a questo momento, a parte un’operazione nei pressi di Mariupol, non sembrano esserci stati assalti di questo tipo. Il motivo è da ricercare soprattutto nell’esiguo numero di navi disponibili per una manovra di questo genere. In tutto la flotta del Mar Nero riuscirebbe a trasportare, per una prima ondata, poco più di un migliaio di fanti e circa quaranta carri armati. Cifre che potrebbero servire per un attacco limitato a un’area ristretta e soprattutto una volta ottenuto il supporto via terra, ma di certo non utili per uno sbarco in grande stile e soprattutto in una città fortificata come quella che potrebbe essere Odessa. Un’operazione con pochi uomini e in attesa di rinforzi via mare che arriverebbero dopo diverse ore metterebbe in serio pericolo i soldati sbarcati, lasciandoli in balia delle forze ucraine. E per questo, se avvenisse uno sbarco, sarebbe necessariamente lontano dal centro ucraino.
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CAUSALE: Reportage Ucraina
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Nei giorni scorsi, un video girato dalle spiagge del Mar Nero aveva fatto intendere che le navi russe fossero pronte a muoversi in direzione di Odessa. Poi però quelle imbarcazioni erano rientrate nei rispettivi porti, o comunque tornate al largo della Crimea. Molti osservatori hanno sospettato che l’affondamento di un’unità e il rallentamento dell’avanzata a Kherson avessero in qualche modo imposto uno stop anche all’ipotesi di un assalto dal mare. Oggi però sembra esserci una novità di non poco conto. Come riporta l’esperto H. I. Sutton su Naval News – che ha individuato la flotta insieme a un altro analista, Damien Symon – i satelliti avrebbero confermato l’avvicinamento delle unità russe al largo della costa di Odessa. La foto, scattata dai satelliti alle 11:47 ora locale, mostra una flotta di almeno 14 navi suddivisa in tre gruppi, di cui uno è composto da navi da sbarco.
Secondo Sutton, i tre gruppi sembrano essere così composti: quello settentrionale “sembra essere guidato da un rimorchiatore o da un dragamine. Dietro ci sono due navi da sbarco di classe Ropucha, un altro rimorchiatore e un Ropucha in coda”. Il secondo gruppo di navi, invece, è composto da corvette missilistiche. Infine il terzo “è guidato dall’incrociatore di classe Slava Moskva. Questo sembra avere due navi da sbarco di classe Alligator e la nave da sbarco di classe Ivan Gren, Pyotr Morgunov“. L’ipotesi è che questa composizione della flotta possa essere il preludio a uno sbarco, anche se in tanti suggeriscono cautela. L’avanzata russa non permette ancora di circondare la città di Odessa facendo partire diversi assalti che si unirebbero a quello via mare.



