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Lo scorso 13 novembre nave Garibaldi, la nostra unità portaeromobili tipo Lha, ha ripreso il mare dopo circa un anno e mezzo di lavori di manutenzione presso l’arsenale di Taranto.

Con la presenza a bordo del comandante della Terza Divisione Navale, il contrammiraglio Antonio Galiuto, nave Garibaldi è stata quasi da subito impegnata in attività di addestramento congiunte con le unità di altri Paesi membri dell’Alleanza Atlantica.

Qualche giorno fa, il 20 novembre come riportato sul comunicato ufficiale, lo Standing Nato Maritime Group 2 (Snmg2) si è addestrato con nave Garibaldi nello Ionio. Il nostro incrociatore portaeromobili, che svolgeva un programma di addestramento separato in prossimità della costa siciliana, e lo Snmg2, che attualmente è impegnato nella sorveglianza marittima nel Mar Ionio, hanno organizzato un incontro in mare per esercitarsi in operazioni di difesa aerea.

Nello scenario simulato, la forza avversaria era interpretata da due AV-8B della Marina Militare Italiana, distaccati sull’aeroporto militare di Sigonella (Sr). Entrambi i velivoli hanno eseguito diversi attacchi alle forze navali, simulando profili di missili da crociera antinave o di bombardieri.

Lo Snmg2 è una delle quattro forze permanenti della componente marittima della Very High Readiness Joint Task Force (Vjtf), che fa parte della Nato Response Force (Nrf). Per rispondere a situazioni di emergenza si possono aggiungere forze ulteriori a questi gruppi, con le navi del gruppo come nucleo, in grado di fornire supporto tempestivo alle operazioni dell’Alleanza Atlantica.

Lo Snmg2 deriva direttamente dalla Standing Naval Force Mediterranean, o Stanavformed, come erede della Nato Naval On-Call Force Mediterranean, una formazione navale disponibile a richiesta nel Mediterraneo, nata a sua volta nel 1969. Lo Snmg2 è attualmente comandato da un ammiraglio della Marina Spagnola, e comprende unità navali messe a disposizione dai Paesi mediterranei della Nato ma con la possibile partecipazione anche di quelli del nord Europa. Come si legge sul sito ufficiale, lo Snmg2 ha ora in forza una fregata tedesca, una spagnola, quattro pattugliatori greci ed uno turco.

Leggiamo sul comunicato ufficiale della Marina Militare che nave Garibaldi col suo gruppo di volo si unirà presto a una task force anfibia della Royal Navy per effettuare operazioni congiunte e “a conferma del suo prestigioso ruolo quale strumento di naval diplomacy volto a favorire attività di cooperazione e dialogo tra stati”.

Si tratta della task force comandata dalla Hms Albion e composta dal cacciatorpediniere Hms Dragon e dalla nave di supporto Rfa Lyme Bay che, al comando del commodoro Rob Pedre, ha lasciato il Regno Unito il 14 settembre scorso per una missione di tre mesi che la condurrà nelle acque del Mediterraneo e del Mar Nero.

Nella task force anfibia della Royal Navy sono presenti anche unità dei Royal Marines che si addestreranno anche per testare “tecnologie all’avanguardia e concetti innovativi come il Future Commando Force e il concetto Littoral Strike Force per garantire il nostro vantaggio in battaglia in un’era di costante competizione”. Aggregati ci sono anche elementi esperti di intelligence, sorveglianza, acquisizione bersagli e ricognizione (definita Istar) del 30esimo Commando Information Exploitation Group solitamente di base a Plymouth.

Il piccolo gruppo navale comandato dalla Hms Albion ha eseguito, nella prima metà di novembre, esercitazioni anfibie congiunte con la Marina Egiziana mirate a migliorare l’interoperabilità e lo scambio di conoscenze e competenze per “contrastare le sfide marittime comuni che le marine delle due nazioni stanno affrontando nella regione del Mediterraneo”. Durante la fase marittima delle manovre la task force britannica, giunta nel porto di Alessandria, è stata accompagnata dalla nave d’assalto anfibio e portaelicotteri della marina egiziana della classe Mistral Ens Anwar el-Sadat (L-1020), dalla fregata classe Perry Ens Sharm el-Sheik (F-901) e dalla Ens Ali Gad, un’unità sottile missilistica della classe Ambassador Mk III. L’addestramento ha incluso un’esercitazione di difesa aerea che ha visto impiegati velivoli dell’aeronautica egiziana e una esercitazione di guerra di superficie per garantire che i gruppi di lavoro delle marine britanniche ed egiziane possano operare insieme e proteggersi a vicenda in formazioni tattiche.

Le esercitazioni hanno visto effettuare anche operazioni marittime con specialisti britannici che hanno lavorato al fianco di quelli egiziani utilizzando l’intero spettro di imbarcazioni tattiche e sviluppando diverse tecniche di assalto anfibio.

Attualmente non è nota la tipologia di attività che nave Garibaldi condurrà insieme alla piccola task force anfibia britannica, ma considerati gli assetti presenti a bordo è molto probabile che metterà alla prova la capacità da difesa aerea delle unità navali della Royal Navy così come avvenuto con lo Snmg2 qualche giorno fa. Non sappiamo se a bordo vi siano elementi consistenti del Comsubin o del Battaglione San Marco, pertanto non abbiamo modo di ipotizzare che vengano svolte esercitazioni che vedano coinvolti i gruppi di fanteria di marina e speciali presenti nelle due marine.

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