Nato, Pompeo ribadisce la linea dura: “Alleati, basta scuse”

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Il segnale che arriva dall’auditorium Andrew Mellon del Dipartimento di Stato, luogo dove ieri sera si sono svolte le celebrazioni per i 70 anni dalla nascita dell’Alleanza Atlantica (Nato) è chiaro: gli Usa pretendono che gli alleati europei contribuiscano di più alla loro sicurezza. Linea espressa più volte dal presidente Donald Trump e ribadita dal Segretario di Stato Mike Pompeo. “Non è il momento di ripetere le solite scuse – ha spiegato Pompeo – secondo cui i nostri cittadini non sostengono l’incremento delle spese per la difesa e la sicurezza”.

Il Segretario di Stato americano, come riporta Adnkronos, ha evidenziato l’importanza di un maggiore contributo finanziario da parte dei paesi membri della Nato. “Dobbiamo continuare a rafforzare la nostra alleanza di fronte a minacce emergenti. La buona notizia è che siamo in una buona posizione. Nessuna alleanza nel mondo può, nemmeno lontanamente, fare quello che facciamo noi. Nessuna alleanza può raggiungere la potenza delle nazioni qui rappresentate oggi”, dice Pompeo, aprendo il Consiglio dell’organizzazione a Washington.

“Dobbiamo anche adattarci a nuove, emergenti minacce: l’aggressione russa, l’immigrazione incontrollata, la competizione strategica della Cina che riguarda anche tecnologia e 5G. Sono sfide reali”, ha aggiunto.

Celebrazioni in tono minore, Trump: “Paghiamo conto pesante”

Come sottolinea IlSole24Ore, le celebrazioni per ricordare la firma dell’accordo che il 4 aprile del 1949 diede vita alla Nato, sono state declassate da Donald Trump a vertice dei ministri degli Esteri. I ministri dei 29 paesi Nato hanno firmato una dichiarazione congiunta che ne ribadisce l’attualità – ma le durissime critiche che il tycoon ha mosso in questi anni di presidenza verso l’alleanza hanno prodotto una celebrazione opaca. Soprattutto se paragonata al passato.

Nel 1999, i festeggiamenti per i 50 anni dell’Alleanza Atlantica sotto la presidenza Clinton furono molto diversi. A Washington, come ricorda IlSole24Ore, arrivarono capi di stato e di governo come Josè Aznar e il Presidente del Consiglio italiano Massimo D’Alema oltre al premier britannico Tony Blair. Ieri, durante l’incontro nello Studio Ovale con il Segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, il Presidente Donald Trump ha ribadito la richiesta ferma e decisa dell’azionista di maggioranza della Nato.

“Noi paghiamo un conto pesante per la Nato che di base protegge l’Europa”, ha detto Trump incontrando Stoltenberg nello Studio Ovale. “Quindi noi proteggiamo l’Europa. Allo stesso tempo l’Europa si avvantaggia di noi per il commercio, che in America è il migliore del mondo”.

Foreign Policy: “Alleanza da rivedere”

Sull’autorevole Foreign Policy  Doug Bandow, senior fellow del Cato Institute e già assistente speciale del Presidente Ronald Reagan, riflette sul futuro dell’Alleanza Atlantica. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, spiega Bandow, “la Nato ha deciso di essere rilevante in due modi”. In primo luogo, osserva, “ha deciso di espandere la sua appartenenza a Paesi che in precedenza erano in orbita sovietica. In secondo luogo ha scelto di intraprendere attività in Paesi non membri. Il primo ha violato le assicurazioni che la Nato aveva dato a Mosca nel 1990 e nel 1991, fomentando l’ostilità russa. Il secondo ha trasformato la Nato in una forza offensiva, in particolare durante la missione in Serbia nel 1999″.

La richiesta di un maggiore impegno di spesa da parte degli alleati dell’America non arriva certo dal Presidente Donald Trump. Come sottolinea Doug Bandow, nel 2011, l’allora Segretario alla Difesa Robert Gates aveva affermato che gli Stati Uniti stavano per esaurire la loro pazienza verso Paesi [quelli europei] che non sembravano interessati a “essere dei partner seri e capaci” nel contribuire “alla loro stessa difesa”.

“La Nato va mandata in pensione”

Dopo 70 anni, sottolinea l’analista americano, “l’Europa non ha davvero bisogno del supporto militare degli Stati Uniti. Anche se studiosi come Luke Coffey e Daniel Kochis della Heritage Foundation hanno sostenuto che il risorgere della Russia rende la Nato così importante per la stabilità europea, questo è falso”. Il continente, sottolinea, “corrisponde all’economia degli Stati Uniti e possiede una popolazione più ampia. Nel frattempo, gli stati europei hanno circa 10 volte la forza economica e quattro volte la popolazione della Russia”.

Pertanto, è giunto il momento “che la Nato venga mandata in pensione” “e sostituita con un’architettura di sicurezza sviluppata per affrontare le sfide attuali”. Trump, scrive sempre l’ex assistente di Ronald Reagan, “dovrebbe insistere sul fatto che l’Europa si debba assumere la responsabilità della propria sicurezza”.