La geopolitica della corsa allo spazio
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Anche Svezia e Finlandia, in qualità di Paesi partner dell’Alleanza, parteciperanno alle grandi esercitazioni militari della Nato che si terranno da qui alla fine di giugno. Come spiega la stessa Alleanza atlantica in un comunicato diffuso nei giorni scorsi, le forze statunitensi, britanniche, estoni e lettoni stanno partecipando insieme ai loro ospiti finlandesi all’esercitazione “Arrow 22” – dal 2 al 16 maggio – che coinvolge i carri armati Challenger 2 del Regno Unito e i veicoli corazzati da combattimento Stryker statunitensi. Lo scopo dell’esercitazione è quello di “migliorare le prestazioni operative e procedurali delle unità meccanizzate” e sviluppare “l’interoperabilità con le forze partecipanti” oltre a “dimostrare la capacità di cooperazione, sviluppare capacità HNS e supporto logistico”.

Svezia e Finlandia alle esercitazioni dell’Alleanza Atlantica

Tutto questo accade mentre l’ingresso della Finlandia e della Svezia nell’Alleanza Atlantica, nonostante i dubbi della Turchia, sembra essere imminente. La guerra in Ucraina ha infatti spinto i due Paesi scandinavi ad accelerare l’ingresso nella Nato e a formalizzare richiesta di adesione: il Segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, ha dichiarato in merito che “la decisione va presa da loro. Sarebbe un momento storico e aumenterebbe la nostra capacità di difesa”. Tuttavia, va precisato che la partecipazione di Svezia e Finlandia a queste esercitazioni non rappresenta certo una novità. Le forze armate finlandesi, infatti, partecipano alle attività di partenariato e alla cooperazione della NATO sin dal 1994; in quanto Paese “partner avanzato”, la Finlandia è stata invitata ad aderire al programma Enhanced Opportunities (EOP) della NATO sin dal 2004.

Questo significa che Helsinki partecipa da tempo a eventi e seminari di addestramento dell’Alleanza Atlantica. Lo stesso dicasi per la Svezia. Pur essendo rimasti militarmente non allineati, almeno fino a questo momento, entrambi i Paesi prendono regolarmente parte alle esercitazioni militari. È altrettanto vero, però, che le imminenti esercitazioni hanno un significato, anche politico, molto importante, visto il processo di adesione in corso, che sta facendo molto discutere. Dal canto suo, il presidente russo Vladimir Putin ha fatto sapere al omologo finlandese, Sauli Niinisto, che “rifiutare la tradizionale politica di neutralità militare sarebbe sbagliato poiché non ci sono minacce alla sicurezza della Finlandia. Un tale cambiamento nell’orientamento della politica estera del Paese potrebbe avere un effetto negativo sulle relazioni Russia-Finlandia, che sono state costruite sul nel corso di molti anni in uno spirito di vicinato e cooperazione di partenariato e hanno una natura reciprocamente vantaggiosa”, ha osservato il Cremlino.



Prove di guerra nei Balcani e nel Mar Baltico

Le truppe degli alleati e dei partner della Nato stanno prendendo parte a una serie di esercitazioni militari pianificate da tempo che si estendono dall’estremo nord ai Balcani al fine di “migliorare la prontezza e l’interoperabilità” delle forze Nato. Due delle esercitazioni più grandi, con circa 18.000 soldati provenienti da venti Paesi, sono “Defender Europe” e “Swift Response”. In corso in queste settimane in Polonia e in altri otto Paesi, prevedono lanci dei paracadutisti e assalti con elicotteri nella Macedonia del Nord. In Estonia, 15.000 soldati provenienti da 14 Paesi sono coinvolti nell’esercitazione “Hedgehog”, una delle più grandi esercitazioni militari del Paese dal 1991 e che coinvolge anche la USS Kearsarge (LHD-3), la terza nave d’assalto anfibia di classe Wasp della Marina degli Stati Uniti. Nel frattempo, l’esercitazione “Iron Wolf” in Lituania coinvolge 3.000 truppe alleate e circa 1.000 veicoli, inclusi i carri armati tedeschi Leopard 2. Nel Mar Mediterraneo, infine, l’USS Harry S. Truman Carrier Strike Group sarà posta sotto il comando della NATO per la seconda volta quest’anno durante alcune esercitazioni navali. 

La portavoce Oana Lungescu ha dichiarato che esercitazioni militari come queste “dimostrano che la Nato è forte e pronta a proteggere le nostre nazioni e difendersi da qualsiasi minaccia”. Ha sottolineato che “si tratta di esercitazioni regolari, pianificate ben prima della brutale e ingiustificata invasione russa dell’Ucraina, ma aiutano a rimuovere ogni spazio per errori di calcolo o incomprensioni sulla nostra determinazione a proteggere e difendere ogni centimetro del territorio alleato. Le esercitazioni della Nato sono difensive, trasparenti e in linea con i nostri impegni internazionali”.

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