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La Marina Militare russa prevede di schierare al più presto 30 e più droni subacquei strategici con capacità nucleare Poseidon . I vettori che trasporteranno queste armi strategiche sono prossimi ad essere completati, mentre i test per il raggiungimento della pieno operatività del siluro nucleare procedono con successo.

A riportare la notizia è stata l’agenzia d’informazione russa Tass, che citando una fonte accreditata vicina alla Difesa russa, ha dichiarato che quattro sottomarini capaci di trasportare e lanciare i siluri strategici Poseidon (nome in codice Nato “Kanyon”) saranno pronti al più presto per entrare in servizio nelle flotte dispiegate nelle diverse regioni dove Mosca desidera proiettare la sua potenza. “Due sottomarini armati con i Poseidon entreranno in servizio nella Flotta del Nord e gli altri due si uniranno alla Flotta del Pacifico, ciascuno trasporterà un massimo di otto droni, quindi, il numero totale di Poseidon in servizio di combattimento potrebbe raggiungere le 32 unità”, ha dichiarato la fonte interpellata che però è rimasta anonima.

Tra i vettori sottomarini che impiegheranno il nuovo sistema d’arma sono stati menzionati i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Oscar II (Project 949A) che riceveranno “l’appropriato aggiornamento”, mentre sarà il sottomarino nucleare lanciamissili balistici Khabarovsk (Project 09851), attualmente in costruzione presso il cantiere Sevmash, il vettore principale sul quale Mosca punterà per impiegare i Poseidon.

Anche se le informazioni non hanno avuto alcuna conferma ufficiale, il presidente russo Vladimir Putin ha recentemente fatto menzione in uno dei suoi discorsi degli sforzi che la Russia ha sostenuto per sviluppare un veicolo sottomarino senza equipaggio a propulsione nucleare, che possa trasportare sia munizioni convenzionali come missili balistici che nucleari, e che sarà in grado di distruggere strutture infrastrutturali nemiche, gruppi di scorta a portaerei e altri obiettivi. Questo potrebbe essere un chiaro riferimento al pacchetto Khabarovsk/Poseidon. I siluri strategici “Poseidon” e i loro vettori – i sottomarini a propulsione nucleare – fanno parte del cosiddetto “Sistema multiuso oceanico”, anche noto come Ocean Multipurpose System/ Status-6. Secondo quanto riportato sempre da Tass il nome Poseidon – dio del mare e padrone dei terremoti nella mitologia greca – è stato scelto dopo una votazione aperta promossa sul sito web del Ministero della Difesa russo. 

Il Siluro strategico Poseidon

Sviluppato e costruito dal Rubin Design Bureau, il drone Poseidon sarebbe in grado portare a segno una testata nucleare da parecchi megatoni (non è stata confermata la potenza) su un obiettivo posto ad oltre 10mila chilometri dalla posizione di lancio. Con un diametro di 1,6 metri, una lunghezza di 24, sarebbe in grado raggiungere una profondità operativa di mille metri e percorrere la sua corsa ad una velocità di crociera di 55 km/h. Il siluro strategico, alimentato da un piccolo reattore nucleare raffreddato a metallo liquido da otto megawatt, potrebbe però raggiungere un’accelerazione fino a 185 km/h nella corsa d’attacco o per sfuggire ad eventuali contromisure. Come riporta l’analista Franco Iacch in un pretendete articolo: “Se tali dati fossero corretti, il sistema russo sarebbe certamente in grado di bypassare qualsiasi sistema di difesa della Nato esistente”. Il siluro Mark-48, identificato come il principale sistema offensivo della Us Navy, ha infatti una portata massima di 55 km ed una profondità operativa di 800 metri. Questo rende facilmente comprensibile come il Mark-48 non sarebbe in grado di sventare la minaccia. 

“La velocità massima del dispositivo gli consente di fuggire da qualsiasi siluro nemico esistente. Il drone opera in modo indipendente per velocità e manovra” hanno riportato alcuni siti russi, destando la preoccupazione del Pentagono che se non ha già sviluppato una contromisura adeguata, dovrà presto trovare un modo per surclassare o quanto meno pareggiare questa nuova letale arma del Cremlino.

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