L’esercito di Mosca, dopo una lunga fase di impasse dopo il crollo dell’Unione sovietica, è stato oggetto di un ampio programma di rafforzamento nel campo degli armamenti di ultima generazione che sta rivelando dati sempre più precisi. L’intento – come spesso è ipotizzato in questi casi – è quello di dare un’idea più precisa della potenza a disposizione del Cremlino. Una potenza che tiene ad essere sempre più tecnologica e competitiva.
Secondo quanto riportato recentemente da Tass, agenzia d’informazione in stretto collegamento con il governo della Federazione Russa, le Forze Armate di Mosca hanno ricevuto oltre 12.000 sistemi d’arma “avanzati” dall’inizio del 2012. Le Forze aerospaziali (Vks) e l’Aviazione di Marina oltre 1.400 unità tra aerei ed elicotteri; la Marina Militare russa (Vmf) oltre 190 vascelli tra navi, sottomarini e imbarcazioni di vario genere e tonnellaggio.
Mai come negli ultimi due anni dall’epoca della Guerra Fredda, inoltre, il Cremlino ha ordinato e varato tanti sottomarini nucleari: famosi “buchi neri” dell’Oceano che terrorizzano la Nato, spesso incapace di tracciarli nei loro spostamenti in assetto silenzioso. Tra i sistemi d’arma avanzati vengono annoverate numerose batterie di missili, tra cui spiccano gli altrettanto famigerati missili antiaerei S-300 e S-400, i nuovi missili capaci di raggiungere velocità ipersoniche, e missili balistici a media e lunga gittata con capacità nucleare che sollevano la preoccupazione dei Paesi baltici e degli potenze europee che sono alla loro portata.
A divulgare ufficialmente questi dati è stato il ministro della Difesa Sergei Shoigu, che si è rivolto nelle scorse settimane alle camera alta del parlamento russo affermando: “Abbiamo completato il lavoro su larga scala per riarmare tutte le brigate missilistiche con il sistema Iskander (missile tattico)” – aggiungendo che dal 2012 – “le forze di terra hanno ricevuto oltre 12.000 sistemi d’arma avanzati”.
Il sistema missilistico tattico Iskander, citato dal capo della Difesa russa, può essere considerato un altro dei principali crucci dell’Alleanza Atlantica: essendo un missile appositamente progettato per colpire con la massima precisione istallazioni avversarie site a una distanza massima di 500 km – ma sempre con la possibilità di essere armato con testate nucleari tattiche. Lo schieramento di questo tipo di arma nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania, sarebbe un vettore strategico, oltre che estremamente “pericoloso” per obiettivi Nato che rientrano nella sua portata (è proprio da qui che molte simulazioni di conflitto termonucleare fatto iniziare l’escalation). Insieme a questo temibile sistema d’arma, all’Esercito ricostituito dalle ceneri dell’Armata Rossa sarebbero stati forniti nuovi lanciatori di missili multipli, artiglieria a lungo raggio, carri armati di ultima generazione come il T-14 “Armata”, e apparati logistici destinati a centri di comando e di comunicazione.
Particolare risonanza è stata concessa agli avanzamenti dei sistemi d’arma avanzati come l’S-300 Pantsyr-S, “sistema missilistico terra-aria a lungo raggio designato per difendere installazioni civili e militari vitali contro qualsiasi arma da attacco aereo: missili balistici e da crociera, aeromobili e velivoli aerei senza pilota”, citano le fonti della Difesa. Nonché ai progressi nel sistema missilistico antiaereo S-500 Triumphant-M: la prossima generazione di missili che verrà posta a difesa della Russia, e che sta entrando, secondo le indiscrezioni del direttore del Design Bureau of Special Machine-Building Vladimir Dolbenkov, nella “fase finale”. L’S-500 è il diretto erede dell’S-400: noto nei corridoi del Cremlino come “F-35 killer” e motivo di grande tensione tra la Nato e il partner turco, che ha già acquisito due batterie del sistema missilistico che non deve – per via del rischio spionaggio – comunicare in nessun modo con la piattaforma aerea che sta armando la Nato, il Joint Strike Fighter.
“Nell’interesse delle truppe di difesa aerea e missilistica, gli specialisti dell’impresa hanno sviluppato unità di equipaggiamento per il sistema missilistico antiaereo di prossima generazione Triumphant-M. Nell’ambito di questo sforzo, hanno sviluppato e stanno completando le prove di unità per il sistema missilistico terra-aria: il lanciatore, gli elementi del localizzatore multifunzionale e del localizzatore di difesa missilistica, il telaio attrezzato per la postazione di controllo del combattimento e i trasportatori per il sistema radar a lungo raggio “, ha affermato a Tass il direttore Dolbenkov. Secondo le dichiarazioni del vice ministro della Difesa Alexei Krivoruchko, gli S-500 già alla fine del 2019 sono iniziati i test preliminari del sistema missilistico antiaereo S-500. La consegna alle truppe sarebbe prevista per il 2025. Come “riportato dai media occidentali”, sottolinea l’agenzia d’informazione russa, “il nuovo sistema missilistico ha colpito il suo obiettivo a una distanza di circa 481 chilometri” – “80 in più rispetto a qualsiasi sistema missilistico esistente”.
Queste tipo di informazioni sono essenzialmente messaggi rivolti a interlocutori esterni che apprendono come l’apparato industriale russo si sia impegnato negli ultimi 15 anni, e si stia tutt’ora impegnando, per rimettere in sesto la terza maggiore forza armata al mondo, numericamente parlando. Dotandola di armi all’avanguardia che possano competere, o addirittura superare (se pensiamo alla corsa agli armamenti supersonici, ndr) le maggiori potenza globali in competizione come la Cina e l’ “avversario di sempre”: gli Stati Uniti d’America coadiuvati dai partner della Nato.