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Sembra che spetterà alla Marina russa l’onore di mettere in campo – per prima – il più temuto sistema d’arma della terra: i missili ipersonici. Secondo un’analisi pubblicata da Forbes, il Cremlino intende armare uno dei suoi ultimi vascelli sottomarini, il Kazan, con il sistema d’arma che viene definito “impossibile” da fermare e che nemmeno gli americani possiedono. Una combo “letale”, che potrebbe permettere alla potenza russa di sopraggiungere indisturbata in prossimità delle coste di un qualsiasi “avversario” – compresi gli Stati Uniti – e lanciare su obiettivi strategici missili che viaggiano a velocità Mach 8 capaci di trasportare testate nucleari; e questa volta non si tratterebbe di un romanzo di Tom Clancy come “Caccia a Ottobre Rosso“.

Il sistema d’arma in questione è l’ultimo nato dalla sovreccitata industria degli armamenti russa, il missile ipersonico Zircon, che già dal prossimo anno sarebbe pronto ad essere lanciato da uno dei tubi del primo dei sottomarini lanciamissili da crociera a propulsione nucleare classe Yasen. Secondo le stime si presume che lo Zircon possa raggiungere velocità superiori a 9mila chilometri orari, rendendosi praticamente impossibile da tracciare e abbattere per la maggior parte dei sistemi di difesa anti-missile del pianeta. Almeno per quanto riguarda i sistemi dei quali siamo stati messi a conoscenza finora.

Un missile di questo tipo, che per intenderci può volare otto volte più velocemente del suono, potrebbe essere impiegato per strike fulminei su bersagli focali terresti o navali, come ad esempio una super-portaerei; raggiungendo indisturbato il vettore in pochi minuti dal lancio che avverrebbe in prossimità del suo raggio d’azione, che è di 900 chilometri. La comparazione, preoccupante, posta alla nostra attenzione dall’analista  H.I. Sutton (un’autorità nel settore), è che un missile da crociera Tomahawk – il più impiegato da U.S. Navy and Royal Navy – vola sul suo obiettivo ad una velocità di soli Mach 0.75 – ed è comunque un sistema d’arma che fallisce raramente. Questa nuova e temibile arma ipersonica sarebbe impiegata per la prima volta sul K-561 Kazan. Il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato con fierezza, già nel 2018, il prossimo schieramento di queste due armi che avevano destato immediatamente la preoccupazione del Pentagono.

Il missile Zircon

Classificato inizialmente come missile antinave, il missile 3M22 nome in codice Nato “Zircon” dovrebbe misurare approssimativamente dieci metri e sarebbe dotato della tecnologia scramjet (abbreviazione di “supersonic combusting ramjet”, ndr )per la sua propulsione che gli permettere di raggiungere una velocità di Mach 8 (secondo le fonti russe), per un raggio di 900 chilometri, all’altitudine prediletta dalla corsa dei normali missili da crociera. Lo scramjet è una particolare tipologia di motore a reazione che sfrutta l’energia cinetica del flusso d’aria senza l’ausilio di parti mobili. Può essere armato con testate nucleari e convenzionali, ed essere lanciato anche in fase d’immersione su una vasta gamma di bersagli. Il report di Forbes concede appena 20 secondi di tempo di reazioni ad un’unità navale che si fosse accorta attraverso i suoi radar di essere finita nel mirino di un missile Zircon; e concentra gran parte della sua preoccupazione sul possibile impiego che se ne potrebbe fare nei cosiddetti “attacchi di decapitazione” contro il governo degli Stati Uniti: “Paralizzando la sua capacità di vendicarsi in una guerra nucleare“.

Il sottomarino “Kazan”

I sottomarini nucleari lanciamissili da crociera classe Yasen, o Progetto 885M, sono un modello estremamente recente di sottomarini da guerra ed entreranno in servizio effettivo con la flotta settentrionale della marina militare russa entro il prossimo anno. Il sottomarino capoclasse del progetto Yasen-M, il Kazan, è attualmente in fase di sperimentazione e dovrebbe diventare operativo già nei prossimi mesi. Spinto da un reattore nucleare, è lungo 132 metri e può raggiungere una velocità di 28 nodi in fase di immersione, trasportando con se 64 uomini d’equipaggio e oltre 24 missili da crociera, come ad esempio i missili antinave P-800 Oniks, ma anche i sopra citati missili Zircon: poiché secondo gli analisti americani, le capacità della Russia stato ritenute sufficientemente avanzate per mettere in campo armi ipersoniche “operative”.

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