Un nuovo avvicendamento ha scosso l’esercito russo. Ivan Popov, comandante della 58esima armata, è stato esautorato dall’incarico. Il motivo, secondo lo stesso Popov, è da rintracciare nelle critiche da lui espresse nei confronti dei suoi superiori in merito alla gestione della situazione sul fronte di Zaporizhzhia. Critiche espresse tramite una lettera che, sempre secondo lo stesso comandante, sarebbe alla base del suo licenziamento.
In molte chat Telegram collegabili a soldati e analisti russi, la notizia ha destato non poco clamore. Popov infatti, era impegnato proprio a Zaporizhzhia e qui gli ucraini, come sottolineato da chi ha contestato il licenziamento, al momento non sono riusciti a sfondare.
Le critiche di Popov ai vertici
La vicenda è stata spiegata dal comandante tramite un messaggio audio fatto circolare su Telegram. In particolare, Ivan Popov ha denunciato la morte di diversi soldati russi per errate strategie decise dall’alto. Il riferimento è soprattutto alla mancanza di fuoco da controbatteria, così come alla mancanza di stazioni di ricognizione dell’artiglieria e alla penuria di rifornimenti. I soldati di Kiev che da giugno martellano la postazioni russe a sud di Zaporizhzhia, se da un lato è vero che non sono riusciti a sfondare, dall’altro però per via delle presunte negligenze di Mosca hanno inferto duri colpi e causato molte vittime tra i soldati.
“È emersa una situazione difficile con la leadership – ha spiegato Ivan Popov nel suo messaggio audio – Era una scelta tra rimanere in silenzio e spaventati e dire quello che volevano sentire, o chiamare le cose per quello che sono. Nel nome di tutti i compagni d’armi morti non avevo il diritto di mentire, quindi ho nominato tutti i problemi che esistono oggi nell’esercito in termini di operazioni e rifornimenti”.
Il comandante ha confermato di aver scritto tutte le sue perplessità e le sue critiche direttamente ai superiori. Con riferimento probabilmente allo stesso capo di stato maggiore Valery Gerasimov. Pur se non nominato espressamente, è a quest’ultimo che sono state dirette le critiche più importanti da parte di Popov. “Come hanno detto oggi molti comandanti di reggimenti e divisioni – ha infatti concluso nel suo intervento il comandante – il nostro esercito non ha subito sfondamento al fronte, ma il nostro comandante più anziano ci ha colpito alle spalle, decapitando così a tradimento l’esercito nel periodo più difficile”.
Cosa rivela il caso del licenziamento di Popov
Le ultime frasi di Popov sono forse le più pesanti. Al di là infatti dei problemi denunciati sul campo e delle critiche alle strategie utilizzate, i riferimenti al “comandante più anziano” e al “tradimento dell’esercito” somigliano molto ai toni usati da Prigozhin contro Gerasimov. In comune con il leader della Wagner sembra esserci quella sensazione di essere stati lasciati soli dalla leadership e di non essere stati ascoltati abbastanza. Popov inoltre, ha sottolineato che molti comandanti di reggimenti e divisioni gli hanno dato ragione.
A distanza di più di due settimane dall’avanzata della Wagner verso Mosca, poi bloccata dallo stesso Prigozhin, emerge quindi una certa insofferenza all’interno dei quadri dell’esercito. La stessa su cui forse lo stesso capo dei mercenari ha fatto leva per provare a raggiungere la capitale russa. Il malcontento dopo il licenziamento di Popov potrebbe aumentare. E i segnali per i quadri militari di Mosca non sono quindi incoraggianti. Il tutto in una fase in cui russi e ucraini stanno giocando una vera e propria partita scacchi sul campo che potrebbe decidere le sorti del conflitto.