Mosca: “Azioni comuni con Usa”

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Guerra /

In un altro articolo abbiamo spiegato perché la presa di Aleppo da parte di Bashar Al Assad rappresenterebbe la fine della rivolta siriana e, conseguentemente, anche di Isis.Fulvio Scaglione, qualche giorno fa, ha invece paragonato – e non a torto – la battaglia di Aleppo a quella di Stalingrado. Il senso di questa analogia è semplice: se c’è un nemico terribile e feroce – e in Siria c’è – che rappresenta un pericolo per tutto il mondo, l’unica cosa che le potenze internazionali possono fare è quella di allearsi per eliminarlo. Come hanno fatto Usa e Urss col nazismo, insomma.Ora sembra proprio che, anche per Aleppo, gli americani si siano svegliati. L’annuncio, come riporta Ansa, è stato dato oggi dal ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu: “La Russia e gli Stati Uniti sono vicini a intraprendere azioni militari comuni ad Aleppo, in Siria”.Una notizia certamente importante che mostra come a dettare la linea in Siria siano ormai solamente i russi e non gli americani (che tra l’altro stanno perdendo pure il sostegno iracheno, se mai l’hanno avuto).

La Russia insomma tende la mano. Sa che Barack Obama è un presidente dimezzato. Le elezioni sono alle porte e il presidente Usa non vuole impelagarsi ulteriormente nel conflitto siriano. Vediamo se le due potenze riusciranno a passare dalle parole ai fatti.