Mistero su soldati morti in Siria, il Cremlino smentisce le ultime perdite

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Mistero sul caso dei soldati russi caduti in Siria. Il ministero della Difesa russo ha smentito formalmente le informazioni divulgate dalla stampa russa secondo cui quattro militari russi sarebbero rimasti uccisi nei giorni scorsi durante un attacco sferrato nel nord-ovest della Siria – dove le truppe russe sono ancora impegnate a combattere le milizie islamiste insorte contro il presidente Bashar Al Assad.

Come riportato da Tass  e da Interfax,  il ministero della Difesa ha smentito la notizia riportata da molti media russi – non direttamente controllati dal governo – che hanno riferito di quattro militari che sarebbero stati uccisi nella provincia nord-occidentale siriana di Hama in seguito a un raid lanciato dai ribelli siriani. “Non un solo militare russo è stato ucciso di recente sul territorio della Siria”, ha dichiarato il ministero della Difesa russo; “tutti i rappresentanti delle forze armate russe attualmente dispiegate in Siria sono ben vive e stanno adempiendo ai loro doveri” prosegue la nota divulgata per volere del Cremlino, che intendeva smentire formalmente le voci secondo cui avrebbe subito delle perdite in area operazioni.

Contestualmente il capo del Centro di riconciliazione russo per i lati opposti in Siria, il maggiore generale Viktor Kupchishin, ha annunciato oggi che dall’inizio di aprile i militanti islamisti hanno tentato di lanciar 12 attacchi contro la base Hmeimim e le contro le posizioni dell’esercito siriano, che spesso è appoggiato da personale logistico russo, nel governatorato di Latakia, usando droni e razzi. Ma tutti gli attacchi sono stati respinti con efficace e nessuna perdita nella fila russe è stata registrata.

Secondo la versione di Mosca, si tratterebbe di altre “fake news” che intendono minare in qualche modo l’integrità e la missione russa che prosegue sul suolo siriano. Ma è mistero sul vero movente di divulgare un’informazione così poco influente e di dare così tanto peso alla smentita. Giornali e media, come The Moscow Times , riportano spesso i bollettini inerenti alle perdite registrate dall’esercito russo, e il numero dei caduti in territorio siriano varia tra i 112 ai 175 uomini persi in battaglia durante operazioni terresti e aeree. Questa differenza importante fa riflettere sul perché il governo russo dovrebbe nascondere o voglia influenzare un dato simile, e su quali interessi possa avere invece la stampa ad affidarsi a notizie “non confermate” rilanciate da fonti esterne.

Il Cremlino ha dichiarato: “Sfortunatamente, alcuni media russi riportano informazioni inaffidabili, che sono state fatte circolare apposta da militanti di organizzazioni terroristiche attraverso i social network”. Questo accade molto spesso anche in Occidente, poi i mezzi stampa più attendibili però hanno sempre modo di fare chiarezza e sono davvero pochi i casi nel quale non si ha un riscontro oggettivo o è necessaria una smentita formale dai rispettivi ministeri della Difesa impegnati nelle operazioni di guerra. Nel caso russo spesso un alone di mistero avvolge anche non volendo determinate incongruenze legate alle sfere politiche e militari.

Le forze ancora in campo

Non ci sono fonti ufficiali che riportano il numero preciso delle truppe russe ancor schierate in Siria. Secondo le dichiarazioni del presidente Vladimir Putin, in Siria hanno partecipato a giro oltre 48.000 tra soldati, marinai, avieri e personale dei servizi segreti e forze speciali, dal 2015 a oggi. La maggior parte di loro schierata nelle due basi principali: la base aerea di Hmeimim a Latakia,e la base navale nel porto di Tartus. Dopo la sconfitta dell’Isis e il ritorno sotto il controllo delle forze lealiste di ampia parte delle aeree contese, il numero della guarnigione russa è sceso sensibilmente, e questo ha portato anche ad una ritirata dei mezzi da combattimento. Lasciando alcune squadriglie di caccia e elicotteri d’attacco e da trasporto, e le batterie missilistiche che in alcune zone sono presidiate da personale russo, in altre da personale siriano.

Secondo quanto riportato da RaiNews, una dichiarazione ufficiale rilasciata dal ministero della Difesa lasciò apprendere deh alla ultime elezioni presidenziali 2.954 soldati russi avevano espresso il loro voto della Siria. Dunque nel marzo del 2018, il numero degli effetti sul suolo siriano non doveva distaccarsi troppo da quello riportato. A questi vanno aggiunte ovviamente i gruppi mercenari come la nota “unità Wagner”, che dovrebbe contare tra i 2.000 e i 3.000 uomini, ma tali perdite non sono oggetto di risconto ufficiale da parte del Cremlino, quanto meno nei confronti della stampa.

La Russia ha riconosciuto ufficialmente 112 morti durante le operazioni in Siria, tra cui 39 rimasti uccisi durante l’incidente del 6 marzo 2018, quando un aereo da trasporto Antonov-26 si schianto sulla pista della base Hmeimim, e 15 rimasti uccisi nell’abbattimento – da parte di fuoco amico – di aereo un spia Ilyushin-20 M nel settembre del 2018. Il missile Sam siriano, diretto verso un un caccia israeliano, centro invece il velivolo russo in volo sul Mediterraneo.