Skip to content
Guerra

La diretta | Pioggia di missili su Irpin. Continua l’assedio di Mariupol

Nella notte una pioggia di missili si è abbattuta su Irpin, a nord di Kiev, dove è in corso un feroce combattimento. Ricordiamo che la città era stata quasi tutta riconquistata dall’esercito ucraino. Le prime immagini mostrano una devastazione diffusa...

Nella notte una pioggia di missili si è abbattuta su Irpin, a nord di Kiev, dove è in corso un feroce combattimento. Ricordiamo che la città era stata quasi tutta riconquistata dall’esercito ucraino. Le prime immagini mostrano una devastazione diffusa e incendi che avvolgono i veicoli abbandonati. Non si ferma, intanto, l’assedio di Mariupol, dove iniziano a scarseggiare i beni di prima necessità. Secondo quanto riportato dai media locali, i civili che non sono riusciti ad abbandonare il centro urbano starebbero iniziando a morire di fame.

Uno dei fronti più caldi continua si trova nei pressi di Kiev. L’ultimo rapporto d’intelligence pubblicato dallo Stato Maggiore delle forze armate ucraine sostiene tuttavia che i molteplici tentativi di Mosca di accerchiare la capitale e di bloccare quella di Chernihiv non abbiano fin qui avuto successo. Il Cremlino potrebbe adesso cercare di riprendere operazioni offensive in direzione di Brovary e Boryspil per bloccare Kiev da est.



Lontano dai campi di battaglia, l’Unione europea è pronta ad approvare nuove sanzioni per indebolire ulteriormente l’economia russa. La reazione di Mosca è affidata all’ex presidente Dmitrij Medvedev, secondo il quale le misure restrittive consolideranno il legame tra autorità e cittadini in seno alla società russa. Dal canto suo, Volodymyr Zelensky ha ringraziato l’Unione europea, anche se l’Ue si sarebbe mossa “un po’ troppo tardi”. In un messaggio postato su Facebook, invece, il presidente ucraino ha ringraziato gli stati membri dell’Ue per il loro sostegno eccetto l’Ungheria, invitando il primo ministro Viktor Orban a “prendere una decisione” sui suoi rapporti con la Russia.


? La diretta:


Ore 22:45 | Pentagono: “Ucraini contrattaccano a Kherson”

Fonti del Pentagono hanno dichiarato che, secondo fonti in possesso dell’intelligence Usa, è possibile affermare che le forze di Kiev avrebbero lanciato un contrattacco su Kherson: “La città adesso può considerarsi contesa”, si legge nelle dichiarazioni della Difesa Usa.


Ore 21:32 | Kiev: “Anche l’Italia potrebbe far da garante per la nostra sicurezza”

Andriy Yermak, capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky, ha dichiarato ai media georgiani che Roma potrebbe essere tra i Paesi chiamati a garantire la sicurezza ucraina: “I membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite devono essere i garanti della nostra sicurezza – ha dichiarato -Vorremmo aggiungere anche la Turchia, la Germania, il Canada, Israele. E ci sono anche informazioni di un interesse dell’Italia a unirsi a questo processo”.


Ore 20:46 | Macron: “Spero di parlare presto con Putin per Mariupol”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato di essere pronto a parlare con Vladimir Putin. Sarebbe l’undicesimo confronto tra i due da gennaio in poi. Il colloquio verterà sulla situazione umanitaria a Mariupol: “Spero di parlare per favorire una soluzione positiva per i civili”, ha fatto sapere Macron.


Ore 19:55 | Autorità ucraine: “Sarebbero 600 i sopravvissuti nel teatro di Mariupol”

Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, ha dichiarato alla Cnn che potrebbero essere circa 600 i sopravvissuti sotto le macerie del teatro di Mariupol bombardato il 16 marzo scorso. Nei sotterranei erano forse presenti complessivamente 900 cittadini in fuga dai combattimenti che si stanno svolgendo in superficie. Dunque potrebbero essere 300 le vittime del raid.


Ore 19:12 | Abbattuti tre missili cruise diretti a Odessa

Il comando operativo dell’esercito ucraino a Odessa ha fatto sapere che tre missili sparati da navi russe stanziate nel Mar Nero sono stati abbattuti dalla contraerea. Gli ordigni, secondo le forze di Kiev, erano diretti verso obiettivi situati nelle vicinanze di Odessa.


Ore 19:10 | Kiev: “Colpito comando dell’aviazione ucraina”

Il centro di comando dell’aviazione ucraina è stato centrato da missili lanciati dalle truppe di Mosca. A riferirlo sono state le stesse forze armate di Kiev, secondo cui il bombardamento è avvenuto nelle strutture aeroportuali di Vinnytsia, città nell’ovest del Paese. “I missili – si legge in una nota dell’esercito ucraino – hanno colpito diversi edifici, causando danni significativi alla struttura”. Nell’area sarebbe anche scoppiato un incendio 


Ore 18:47 | Zelensky: “Ho tenuto colloquio con Erdogan”

“Ho parlato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dei risultati del summit della Nato. Ci siamo scambiati valutazioni sugli attuali sforzi diplomatici”. A dichiaralo su Twitter è stato il presidente ucraino Zelensky.

“Abbiamo discusso – ha aggiunto il capo dello Stato ucraino – della minaccia della crisi alimentare e dei modi per prevenirla. Sono grato alla Turchia per il suo sostegno”.


Ore 17:58 | Biden: “Ucraina è piazza Tienanmen al quadrato”

Giunto a 100 km dal confine ucraino in mattinata, Joe Biden durante una conferenza stampa in Polonia ha paragonato la guerra in Ucraina con la strade di Piazza Tienanmen: “Le immagini che arrivano dall’Ucraina invasa dalle forze russe è piazza Tienanmen, al quadrato”, ha affermato il presidente Usa. Un riferimento forse non casuale, essendo gli eventi di Piazza Tienanmen una parte tanto importante quanto controversa della storia recente cinese. Una mossa quindi inquadrabile nel tentativo di far pressione su Pechino affinché non si schieri apertamente con la Russia.


Ore 17:25 | Kuleba: “Pochi passi in avanti nei negoziati”

Secondo il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, i negoziati con i russi “sono molto difficili” e sono stati fatti negli ultimi giorni “pochi passi avanti”.

“La delegazione ucraina ha preso una posizione forte e non rinuncia alle sue richieste – si legge nelle sue dichiarazioni riportate dalle agenzie ucraine – Insistiamo, prima di tutto, su un cessate il fuoco, garanzie di sicurezza e integrità territoriale dell’Ucraina”.


Ore 16:21 | Colloquio tra Johnson e Xi Jinping

Un’ora di colloquio “schietto e sincero”: così un portavoce di Downing Street ha descritto la conversazione telefonica tra il premier britannico Boris Johnson e il presidente cinese Xi Jinping. Il colloquio tra i due è durato un’ora e si sarebbero toccati i punti più importanti riguardanti la guerra in Ucraina.


Ore 16:06 | Ucciso un altro generale russo

L’esercito ucraino ha fatto sapere della morte di Yakov Ryezantsev, un altro dei generali russi morto sul campo nella guerra in Ucraina. Il generale sarebbe stato colpito mortalmente a Chornobaivka. A darne notizia è il Kiyv Independent.


Ore 15:22 | Mosca: “Raggiunti tutti gli obiettivi della prima fase dell’operazione”

“I principali obiettivi della prima fase dell’operazione russa in Ucraina sono stati raggiunti”. A riferirlo, durante un incontro con la stampa, è stato il capo della direzione operativa dello Stato maggiore della Difesa russo, Serghei Rudskoy.

“In generale – si legge nelle dichiarazioni – i principali obiettivi della prima fase dell’operazione sono stati completati. Il potenziale di combattimento delle forze armate ucraine è stato notevolmente ridotto, il che consente, sottolineo ancora una volta, di concentrare gli sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo principale: la liberazione del Donbass”.


Ore 15:10 | Mosca: “Dall’inizio della guerra morti 1.351 nostri soldati”

Il ministero della Difesa russo ha reso noto che sono 1.351 i soldati russi morti nell’invasione dell’Ucraina. I feriti dichiarati da Mosca sono invece 3.825, secondo l’Interfax. Cifre molto più basse rispetto a quelle ucraine, le quali parlano di quasi 15.000 vittime, e statunitensi, secondo cui Mosca avrebbe perso tra i 7.000 e i 10.000 soldati. Nei giorni scorsi sul quotidiano russo Komsomolskaya Pravda era apparsa la notizia di oltre 9.000 vittime tra le forze del Cremlino. Tuttavia quell’indiscrezione è stata poi ritirata.


Ore 14:34| Biden è atterrato in Polonia a 100 km dal confine ucraino

Il presidente Usa, Joe Biden, è atterrato a Rzeszow, in Polonia, a 100 chilometri dal confine ucraino. Durante le prime ore della sua visita di due giorni in Polonia, Biden incontrerà i soldati americani di stanza in questa città, prima di raggiungere Varsavia per colloqui con i leader polacchi e una visita a un centro di accoglienza per i rifugiati ucraini fuggiti dalla guerra.


Ore 14:00| Kiev: “Mosca aumenta numero navi nel Mar d’Azov”

L’esercito ucraino ha fatto sapere su Facebook che la Russia sta aumentando il numero di navi nel Mar d’Azov attraverso lo stretto di Kerch. In particolare, sono state citate la nave missilistica Naberezhnye Chelny, la dragamine Valentyn Pikul e due mezzi da sbarco.


Ore 13:50| Putin: “Occidente discrimina tutto ciò che è legato alla Russia”

In Occidente “sta aumentando la discriminazione verso tutto ciò che è legato alla Russia”. Lo ha denunciato, secondo quanto riportato da Ria Novosti, il presidente russo Vladimir Putin in un discorso a una cerimonia di premiazione di Stato nell’ambito della cultura, sottolineando gli episodi di “divieto di scrittori e libri russi” in Europa e Usa. “Questo nel nostro Paese non è possibile”, ha aggiunto, “non abbiamo posto per l’intolleranza etnica”. Putin ha quindi paragonato la discriminazione occidentale di personalità e avvenimenti culturali russi ai roghi organizzati dai nazisti. “L’ultima volta sono stati i nazisti in Germania, circa novant’anni fa, che hanno condotto una simile campagna di distruzione di una cultura sgradita. Ci si ricorda bene le immagini dei libri bruciati sulle pubbliche piazze”, ha concluso.


Ore 13:30| Lukashenko: “Entreremo in guerra soltanto se aggrediti”

“C’è solo un modo per coinvolgere la Bielorussia nella guerra: se inizia l’aggressione contro di noi. Se iniziano a combattere contro di noi”. Lo ha dichiarato il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, secondo quanto riferisce l’agenzia bielorussa Belta. “Ho detto ventimila volte che non abbiamo in programma di combattere in Ucraina”, ha aggiunto Lukashenko.


Ore 12:13| La Russia accusa il figlio di Biden per laboratori biologici in Ucraina

La Russia sostiene che il figlio del presidente Usa Joe Biden, Hunter, potrebbe essere coinvolto nella gestione di laboratori per lo sviluppo di armi biologiche in Ucraina. Rispondendo alla domanda di un giornalista nel suo briefing quotidiano, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto: “Naturalmente chiederemo delle spiegazioni. E non solo noi. Come sapete la Cina ha già chiesto chiarimenti”.


Ore 12:13| Mosca: “Rafforzeremo difesa fianco occidentale in risposta a Nato”

Il ministero della Difesa di Mosca sta elaborando misure per rafforzare i confini occidentali della Russia in risposta alle ultime decisioni della Nato di rafforzare il fianco orientale dell’Alleanza. Lo ha annunciato in conferenza stampa il portavoce del Cremlino Dmitry Pesjov, spiegando che una serie di proposte verranno sottoposte al presidente russo Vladimir Putin.



Ore 11:46| Controffensive ucraine nella regione di Kiev

Le autorità di Kiev parlano di “controffensive” dell’esercito ucraino nella regione della capitale e affermano che i combattimenti principali con le forze russe si concentrano nelle zone di Baryshivka, Hostomel e Irpin. “Manteniamo le linee e lanciamo controffensive nella regione di Kiev“, ha detto il consigliere del ministero degli Interni ucraino, Vadim Denisenko.


Ore 11:37| Cremlino: “Mai usate bombe al fosforo”

La Russia ha negato qualsiasi violazione del diritto internazionale dopo essere stata accusata dall’Ucraina di aver usato bombe al fosforo come parte del suo intervento militare.”La Russia non ha mai violato nessuna convenzione internazionale”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov quando la stampa gli ha chiesto informazioni sulle accuse ucraine.


Ore 11:05| Erdogan: “Vedrò Putin nei prossimi giorni. Possibile compromesso su 4 punti su 6”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan inconterà il suo omologo russo Vladimir “Putin nel fine settimana o all’inizio della prossima”. Lo ha annunciato lo stesso Erdogan sul volo di ritorno da Bruxelles dove ha partecipato al vertice straordinario della Nato. Nell’incontro Erdogan ha intenzione di dire a Putin “adesso dovresti essere tu l’artefice del prossimo passo per la pace”. Il presidente turco ha quindi affermato che è possibile che russi e ucraini riescano ad arrivare a un compromesso su quattro delle sei questioni al centro dei negoziati, mentre resterebbero in ballo le controversie territoriali.

Recep Tayyp Erdogan e Vladimir Putin

Ore 10:50| Chernihiv circondata dai russi

La città di Chernihiv, a circa 150 km a nord di Kiev, è attualmente “circondata” dalle forze russe: lo ha detto oggi alla tv nazionale il governatore regionale Viacheslav Chaus, secondo quanto riportato dal Guardian. La città, ha aggiunto Chaus, è sotto il fuoco dell’artiglieria e dei caccia russi.


Ore 10:20| Lavrov: “Contro Russia guerra ibrida totale”

Contro la Russia è stata aperta “una guerra ibrida totale”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Segej Lavrov, citato dall’agenzia Tass. Nel corso di una riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione per il sostegno alla diplomazia pubblica, Lavrov ha aggiunto che la situazione internazionale è tesa fino al limite e che stiamo assistendo al culmine della politica di contenimento della Russia da parte dell’Occidente.


Ore 10:00| Orban respinge richieste Zelensky: “Sanzioni energia inaccettabili”

La richiesta avanzata da alcuni Paesi e dallo stesso presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di estendere le sanzioni contro la Russia all’energia “è inaccettabile, contraria agli interessi del popolo ungherese”. Lo afferma il premier magiaro, Viktor Orban, in un video su twitter, a margine del Consiglio europeo. “L’85% del gas e più del 60% del petrolio in Ungheria provengono dalla Russia” ha spiegato Orban, sottolineando come l’imposizione di sanzioni nel comparto energetico si tradurrebbe in un rallentamento dell’economia ungherese. In questo modo “saremmo noi a pagare il prezzo della guerra”, ha puntualizzato il premier, aggiungendo che l’Ungheria non è stata il solo Paese a sostenere questa posizione. Nel suo intervento in videoconferenza al vertice Ue, Zelensky aveva criticato Orban per la sua posizione rispetto a Mosca e le sue esitazioni sulle sanzioni e sull’invio di armi all’Ucraina.


Ore 9:08| Mosca distrugge deposito carburante strategico

Le forze armate russe hanno colpito con missili da crociera Kalibr il più grande deposito di carburante rimasto alle truppe ucraine. Lo ha dichiarato questa mattina il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, in un briefing con la stampa, precisando che la struttura si trovava a Kaynivka, nella regione di Kiev. “Il più grande deposito di carburante rimasto alle forze armate ucraine, da cui sono state rifornite le unità militari nella parte centrale del Paese, è stato distrutto”, ha affermato Konashenkov.


Ore 8:25| Intelligence Gb: “Ucraina recupera posizioni est Kiev”

Le azioni di contrattacco e i problemi logistici e di rifornimento dei russi “hanno permesso all’Ucraina di rioccupare città e le posizioni difensive fino a 35 chilometri a Est di Kiev”. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’intelligence del ministero della Difesa britannico, “le forze ucraine probabilmente continueranno a cercare di respingere l’esercito russo lungo l’asse nord-occidentale da Kiev verso l’aeroporto di Hostomel”. Quanto al Sud, “le forze russe probabilmente continueranno a cercare di accerchiare Mykolaiv e cercheranno di procedere a Ovest verso Odessa”, ma ” i loro progressi sono rallentati da problemi logistici e dalla resistenza ucraina“.


Ore 7:43| Kiev: “Alcune unità russe si ritirano oltre confine”

Alcune unità militari russe si starebbero ritirando da alcune aree a seguito delle pesanti perdite subite. Lo ha riferito lo Stato maggiore ucraino, affermando che alcune unità di Mosca si sarebbero spostate all’interno del confine russo dopo aver perso oltre la metà dei propri effettivi. A un mese dall’invasione russa dell’Ucraina, le linee del fronte tra le due parti sono “praticamente congelate”, ha detto Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.


Ore 7:35| Medvedev: “Sanzioni occidentali ci consolideranno”

L’Occidente sta cercando di mettere i cittadini russi in contrasto con le autorità attraverso le sanzioni, ma, al contrario, la società si sta consolidando. Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitrij Medvedev, in un’intervista rilasciata questa mattina all’agenzia di stampa Ria Novosti. “Mi sembra che le persone che assumono queste decisioni non capiscano assolutamente la nostra mentalità, non capiscano l’atteggiamento del popolo russo nel senso più ampio della parola”, ha sottolineato Medvedev. Secondo lui le misure restrittive stanno colpendo non solo le grandi imprese, ma anche migliaia di piccole e medie imprese in tutto il Paese.

Russia dimissioni Medvedev
Vladimir Putin e Dmitrj Medvedev

Ore 7:08| Kiev: “Fallito tentativo russo di accerchiare capitale”

I tentativi della Russia di accerchiare la città di Kiev e di bloccare quella Chernihiv non hanno avuto successo, secondo l’ultimo rapporto d’intelligence pubblicato dallo Stato maggiore delle forze armate ucraine. Così come gli sforzi russi di conquistare Popasna, Rubizhne e Mariupol La Russia “cercherà di riprendere le operazioni offensive in direzione delle città di Brovary e Boryspil per bloccare Kiev da est”, secondo il rapporto. Le truppe russe stanno anche bloccando le città di Sumy e Kharkiv e colpendo le infrastrutture civili, affermano gli ufficiali ucraini.


Ore 6:10| Autorità Mariupol: civili iniziano a morire di fame

Situazione sempre più disperata a Mariupol, assediata ormai da giorni dalle forze del Cremlino. Secondo quanto riportato dal The Kyiv Independent, le autorità avrebbero lanciato un appello disperato: i civili rimasti in città starebbero iniziando a morire di fame.


Ore 5:20 | Feroce battaglia ad Irpin: missili russi sulla città

L’esercito russo sta sferrando pesanti attacchi missilistici contro Irpin, a Nord di Kiev. Lo ha comunicato il sindaco della città contesa, Oleksandr Markushyn, che riferisce di aver lasciato la città. “Ora c’è una grande battaglia a Irpin tra l’esercito ucraino e quello russo, ed è molto pericoloso essere qui”, ha aggiunto Markushyn, secondo il quale l’80% di Irpin è controllato dall’esercito ucraino e i russi stanno attaccando con sistemi missilistici Grad. Il quadro è stato confermato da Vadym Denysenko, consigliere del ministro dell’Interno, che ha riportato violenti scontri anche nelle vicine città di Bucha e Hostomel, teatro di furiosi combattimenti sin dall’inizio dell’invasione.


Ore 2:43 | Ue: “Pronte nuove sanzioni”

L’Unione Europea continuerà ad assicurare aiuti finanziari, politici, materiali ed umanitari all’Ucraina. Sinora ha approvato sanzioni massicce contro Russia e Bielorussia, che stanno avendo effetti pesanti, ed è pronta a chiudere scappatoie, contrastare possibili manovre evasive e imporre nuove misure coordinate per minimizzare la capacità di continuare l’aggressione”. Lo si legge nelle conclusioni del Consiglio europeo.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.