Dalla condivisione delle informazioni di intelligence, già decisive nella prima parte del conflitto, all’invio di nuovi armamenti, passando attraverso il non indifferente sostegno alla riorganizzazione logistica delle truppe. Gli Stati Uniti, al fianco dell’Ucraina dall’inizio delle ostilità, continuano a sostenere le forze di Kiev. A maggior ragione adesso che siamo entrati in una fase delicatissima della guerra, con il quadrante orientale del Paese in apprensione per l’assalto finale di Mosca ma intenzionato a resistere a ogni costo.
Joe Biden ha così annunciato un altro pacchetto di aiuti militari; un pacchetto da 800 milioni di dollari che include, tra l’altro, elicotteri aggiuntivi e, per la prima volta, cannoni obice da 155 mm. Calcolatrice alla mano – dollaro più, dollaro meno – l’assistenza militare complessiva che Washington ha fornito a Volodymyr Zelensky dallo scorso 24 febbraio ha raggiunto la considerevole cifra di 2,6 miliardi di dollari.
Biden ha spiegato che l’ultima spedizione diretta verso l’Ucraina conterrà “molti dei sistemi d’arma altamente efficaci che abbiamo già fornito” oltre a “nuove capacità su misura per il più ampio assalto che ci aspettiamo che la Russia lancerà nell’Ucraina orientale”. Il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha aggiunto che l’elenco delle attrezzature è stato composto dopo “molteplici e recenti conversazioni avute con gli ucraini”.
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Cosa contiene l’ultimo pacchetto Usa
Cannoni, missili, radar, elicotteri, mezzi corazzati, equipaggiamento vario per i soldati e perfino “navi per la difesa costiera senza pilota”, anche se il Pentagono non abbia approfondito a cosa si riferisca quell’elemento. Scartiamo il pacchetto Usa e, andando con ordine, scopriamo che cosa contiene al suo interno.
Innanzitutto spiccano i citati cannoni obice da 155 mm trainati e 40.000 colpi di artiglieria. Armamenti del genere riflettono il tipo di combattimento che gli ucraini si aspettano di dover affrontare nel Donbas, in un’area più ristretta che richiederà un diverso tipo di combattimento.
Gli Stati Uniti hanno inoltre inviato a Kiev altri 500 missili anticarro Javelin, i quali si sono rivelati particolarmente efficaci nel fermare l’avanzata russa, un’aggiunta di 300 droni Switchblade, altri 10 radar AN/TPQ-36 – progettati per rilevare e tracciare l’artiglieria in arrivo, il fuoco di razzi e i mortai – e altri due radar di sorveglianza aerea AN/MPQ-64 Sentinel, utilizzati per rilevare gli aerei nemici. Non è finita qui, perché Washington triplicherà il numero di elicotteri Mi-17 consegnati all’Ucraina, aggiungendo 11 elicotteri Mi-17 ai cinque già forniti all’inizio dell’anno.
Euipaggiamento e armi
Il pacchetto da 800 milioni include anche 100 Humvee corazzati, giubbotti antiproiettile ed elmetti, 2.000 telemetri laser e attrezzature per la demolizione. Ma, come spiegato, gli Stati Uniti stanno supportando militarmente l’Ucraina dall’inizio della guerra, e per questo Kiev può già contare su diverse armi.
Ricapitolando il contenuto delle precedenti consegne, e incrociando le dichiarazioni del Pentagono, emerge che l’esercito ucraino ha ricevuto 800 armi antiaeree Stinger insieme a migliaia di armi anticarro, inclusi 2.000 dei temibili sistemi Javelin. Non sono mancate all’appello armi leggere, dai fucili alle pistole, dalle mitragliatrici ai lanciagranate.
In generale, se le prime tranche di armi statunitensi erano calibrate per consentire alle forze di Kiev di resistere di fronte ad un’eventuale assedio delle principali città e, in un secondo momento, riconquistare il terreno perduto, l’ultimo pacchetto serve ad arginare l’assalto russo nel Donbass. Stiamo parlando, dunque, di operazioni difensive- Che, tuttavia – nel caso in cui dovessero esserci occasioni – potrebbero trasformarsi in offensive.



