L’Isis è stato sconfitto ma l’Iraq fatica a ritrovare la pace. L’odio seminato durante l’occupazione jihadista continua a dare i suoi frutti e a mettere uno contro l’altro amici, fratelli, vicini di casa.

A testimoniarlo è Nadia Murad, la ragazza yazida premio Nobel per la Pace, rapita, violentata e ridotta in schiavitù dagli uomini del Califfato. “C’è molta tensione nella regione”, ha detto la donna intervenendo alla diciottesima edizione del Forum di Doha, in Qatar, al quale ha preso parte anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. “Per millenni abbiamo convissuto in Iraq, ma molte persone, vicini nostri, hanno poi collaborato con l’Isis e vi sono capi religiosi che propagandano quel tipo di schiavitù”, ha raccontato la venticinquenne rapita dai miliziani jihadisti nell’agosto del 2014.

Parte della sua famiglia è stata massacrata durante l’invasione della Piana di Ninive. E chi è stato risparmiato dalla furia dei tagliagole è finito per essere addestrato a combattere la “guerra santa”. “Mio nipote aveva undici anni quando fu sequestrato e allontanato dalla sua famiglia – ha testimoniato la giovane – lo hanno trasformato in guerrigliero dell’Isis”. “Ho cercato di parlargli: ha minacciato di uccidermi”, rivela la ragazza originaria di Sinjar, nel governatorato di Ninive, dove i jihadisti nell’estate del 2014 massacrarono oltre 5mila yazidi , trasformando centinaia di donne in schiave sessuali.

Ora che sta per sposarsi, Nadia è tornata per la prima volta nel villaggio di Kocho dove è nata, e dove ha promesso di costruire, con i soldi del riconoscimento internazionale che le è stato assegnato quest’anno, un ospedale dedicato alle vittime delle violenze sessuali commesse dai fondamentalisti islamici durante l’invasione della Piana. “Finora è stato fatto molto poco per le vittime”, ha detto rivolgendosi alla comunità internazionale e al governo iracheno. Oltre alle “parole di sostegno”, ha sottolineato, servono “fatti” concreti per sostenere chi, ancora oggi, continua a pagare lo scotto di violenza ed estremismo.