La geopolitica della corsa allo spazio
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In Ucraina le forze russe potrebbero aver utilizzato un nuovo tipo di arma: una mina terrestre particolarmente avanzata e dotata di sensori capaci di rilevare quando le persone camminano nelle vicinanze. Secondo Human Rights Watch, che ha avuto modo di esaminare le foto fornite lo scorso aprile da Kiev, gli ucraini avrebbero scoperto il dispositivo, chiamato POM-3, nei pressi della città di Kharkiv.

C’è una differenza fondamentale tra le tradizionali mine terrestri, se così possono essere definite, e questo nuovo tipo di mine. Le prime, infatti, in genere esplodono quando le vittime le calpestano accidentalmente o sfiorano i cavi di scatto ad esse collegate. Il sensore del POM-3, al contrario, è in grado di rilevare i passi in avvicinamento e può addirittura distinguere tra umani e animali.

Il New York Times ha scritto che queste mine renderanno molto più pericolosi e complicati tutti gli sforzi futuri per localizzare e distruggere le munizioni inesplose in Ucraina. E non è un caso che Mary Hakobyan, viceministro degli Affari interni dell’Ucraina, abbia lanciato un preoccupante allarme: “Secondo le previsioni più ottimistiche, l’Ucraina avrà bisogno di 5-7 anni per sminare completamente l’intero territorio”.



L’allarme di Kiev sulle mine

Scendendo nel dettaglio, Kiev sostiene che in Ucraina 300.000 metri quadrati di territorio debbano essere ripuliti dalle mine; per farlo ci vorranno dai cinque ai sette anni. Hakobyan, durante la prima riunione del Centro di coordinamento internazionale per lo sminamento umanitario istituito in Ucraina, ha spiegato che, dal primo giorno di guerra, le unità del Ministero degli Affari interni hanno adottato misure per identificare oggetti esplosivi e neutralizzare i dispositivi inesplosi.

Secondo il viceministro dell’Interno, dopo un giorno di ostilità, sono necessari 30 giorni per sgomberare i territori. “Oggi è l’86esimo giorno di conflitto. La guerra è ancora in corso e abbiamo 300.000 metri quadrati di territorio che devono essere sgomberati. In via provvisoria, stiamo parlando del fatto che abbiamo bisogno di cinque o sette anni per rimuovere le mine”, ha detto la stessa Hakobyan, secondo quanto riportato da Interfax.

Rischi futuri

L’Ucraina sta lavorando con la comunità internazionale e i partner occidentali al fine di rendere più efficace il processo di bonifica del proprio territorio. La strada sembrerebbe essere in salita, in primis per la quantità di mine da rimuovere. “Alcuni Paesi stanno già rispondendo e supportandoci”, ha spiegato Kiev, sottolineando che si tratta di Francia, Canada, Finlandia, Svizzera, Svezia e Repubblica Ceca.

A peggiorare la situazione, di per sé critica, c’è il fatto che su 300.000 metri quadrati di territori che necessitano di essere sminati, circa 19.000 risultano coincidere con aree sensibili, come bacini idrici e fiumi, per non parlare del mare. Nelle aree riconquistate Kiev sta comunque ripulendo i territori adottando un particolare algoritmo; secondo alcune stime, ogni giorno le unità del Servizio di emergenza ucraino neutralizzerebbero in media circa 5.000 oggetti esplosivi.

Certo è che, come detto, questa sfida si preannuncia lunga e piena di rischi. Le truppe russe hanno infatti sparso mine come briciole di pane lungo il loro percorso di ritirata dall’Ucraina settentrionale, anche in mezzo ad aree residenziali. Tutto questo andrà a costituire un’eredità mortale per l’Ucraina, per chissà quanti anni a venire.

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