Ora non è più un tabù parlarne: la controffensiva ucraina sta cambiando. L’esercito di Kiev, secondo il resoconto di un funzionario del Pentagono che cita un confronto tra ufficiali americani e i loro omologhi ucraini, sta per mettere in campo la sua “massima spinta” contro la Russia. Se infatti fino ad ora la manovra che da mesi veniva sbandierata in Occidente non si era ancora materializzata, adesso le operazioni belliche stanno per subire una svolta tanto bramata dai militari ucraini così come dagli alleati.
Dove si combatte
Le direttrici di questi rinnovati combattimenti su larga scala vanno individuate nella parte occidentale della regione meridionale di Zaporizhzhia, dove gli ucraini hanno registrato importanti guadagni nella zona di Robotyne, verso Tokmak. L’obiettivo, scrive il New York Times, è quello di raggiungere la città di Melitopol, collegamento nevralgico per i russi in Crimea, nel giro di 1-3 settimane. Un cronoprogramma che permetterebbe così di chiudere la pratica nel mese di agosto, in tempo per le perturbazioni autunnali.
L’Institute for the Study of War conferma che le truppe ucraine, dopo il frenetico lavoro svolto da genieri e sminatori, stanno avanzando di diversi km nei campi minati e penetrando le linee di difesa innalzate da Mosca a Robotyne. Il think tank militare statunitense sostiene che una volta superati quegli ostacoli, la strada per gli attaccanti sarà in discesa. Novità anche a Bakhmut, la città conquistata il 21 maggio scorso dai mercenari del gruppo Wagner. Qui gli ucraini hanno concentrato la loro presenza nei villaggi a sud-ovest, in particolare a Klishchiivka. Una rivincita a Bakhmut non avrebbe un importante valore strategico, ma potrebbe tramutarsi in una vittoria morale.
Fonti russe in queste ultime ore descrivono invece con toni piuttosto preoccupati l’ultima incursione nei pressi di Orikhiv da parte delle brigate meccanizzate, mentre a Staromaiorske, più a est, i russi avrebbero abbandonato le loro posizioni in vista di una prossima resa a Urozhaine. In mattinata il comandante Alexander Khodakovsky, alla guida del battaglione filorusso Vostok, ne ha annunciato la perdita, definendolo un “duro colpo all’orgoglio militare”. L’ufficialità arriva però in serata con un video pubblicato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito da una precisazione della viceministra della Difesa Hanna Malyar: “Ora i nostri difensori continuano a ripulire l’insediamento”.
Arrivano i rinforzi
La differenza potrebbe essere rappresentata proprio dal dispiegamento di nuovi uomini rimasti in attesa della chiamata che è stata rimandata dallo stato maggiore per tutta l’estate. E non si tratterebbe più di semplice rotazione delle forze, ma dell’impiego massiccio di rinforzi. Migliaia di soldati esperti e addestrati dalla Nato sono pronti a unirsi allo sforzo contro l’armata russa nei territori occupati. La stampa statunitense riferisce inoltre di un rinnovato ottimismo per la controffensiva. Un ottimismo in parte generato dalla situazione dell’esercito russo al fronte, scoraggiato dal recente licenziamento del generale Ivan Popov, il quale aveva osato lamentarsi delle decisioni prese dalla leadership militare nel teatro ucraino.
Ieri Zelensky aveva rilasciato un commento criptico che induceva a pensare a modifiche imminenti all’Opsec (Operations Security) ucraino: “Oggi i nostri ragazzi hanno riportato buoni risultati al fronte, seguiranno dettagli”. Dal canto suo Mosca sarebbe pronta a colpire le navi nel Mar Nero come ritorsione per l’accordo sul grano da cui si è ritirata: la Nato teme che il Cremlino possa provocare, sfruttando la sua flotta in Crimea, un incidente coinvolgendo imbarcazioni civili per poi puntare il dito contro Kiev. C’è molta nebbia di guerra in questi momenti concitati. Una nuova fase però sta per iniziare. Dopo gli assalti alla logistica e all’artiglieria russa, facilitati dalle forniture di armi occidentali, l’Ucraina è intenzionata a liberare le aree annesse e fortificate dal nemico che controlla il 17% del Paese. Parafrasando Zelensky: “Seguiranno aggiornamenti”.
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