La geopolitica della corsa allo spazio
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Sale la tensione dopo la sentenza della Corte dell’Aia sul Mar cinese meridionale. Detta in parole povere: Pechino non ha alcun diritto sulle “isole contese”. Questa la cronaca. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, la Cina non ha preso nel migliore dei modi questa decisione. Il viceministro degli Esteri Liu Zhenmin oggi ha dichiarato: “La Cina ha diritto a stabilire una zona di difesa aerea sui territori che reclama . La Cina, ha continuato, illustrando il contenuto di un documento del governo sulle conclusioni dell’arbitrato internazionale, ribadisce le proprie rivendicazioni e nel caso in cui la nostra sicurezza si vedesse minacciata stabilirà una Zona di identificazione di Difesa aerea (Air Defence Identification Zone (ADIZ)) sul Mar cinese meridionale”.  Il viceministro ha poi detto: “Se sarà necessario dar vita ad una zona nel Mar cinese meridionale dipenderà dal livello della minaccia che riceviamo”. Proprio mentre veniva diffusa la sentenza dell’Aia, la Cina ha varato il quarto cacciatorpediniere lanciamissili del tipo 052D (classe Luyang III) presso il porto di Sanya, sull’isola di Hainan, nell’omonima provincia meridionale del Paese. Lungo 150 metri e con 20 metri di larghezza massima, il cacciatorpediniere, nominato Yinchuan, è una delle navi più avanzate tecnologicamente in servizio nella Marina militare cinese. Il vascello offre interessanti soluzioni nell’ambito della difesa aerea, nelle operazioni antisottomarini e in quelle di difesa marittima. Lo Yinchuan rappresenta dunque una pedina importante nell’ambito delle capacità di anti-access/area denial (A2-Ad) di Pechino nelle proprie acque territoriali e in prospettiva più estesa, verso il Mar Cinese meridionale. Secondo alcuni esperti affari militari cinesi grazie a sistemi d’armamento avanzati, lo Yinchuan può garantire prestazioni migliori di altri cacciatorpediniere che operano nelle acque regionali, ovvero quelli della classe Atago, giapponesi, quelli della classe Sejong il Grande, sudcoreani, e persino quelli della classe Arleigh Burke, in dotazione alla Marina statunitense. Di parere contrario è Cao Weidong, intervistato dal canale televisivo “China Center Television”, secondo cui lo Yinchuan e gli altri cacciatorpediniere del tipo 052D non reggono il confronto con la classe Arleigh Burke della flotta Usa in termini di dislocamento e precisione dei sistemi missilistici. Fino ad ora, la Marina militare di Pechino ha sviluppato e stanziato altri tre cacciatorpediniere del tipo 052D nella propria Flotta del Mar Cinese meridionale: Kunming nel marzo 2014, Changsha nell’agosto 2015 e Hefei nel dicembre 2015. Ma c’è uno scenario più preoccupante, evidenziato da Robert Kaplan, senior fellow al Center for New American Security di Washington, su Il Foglio di oggi: nel Mar cinese meridionale potrebbe scoppiare la Terza Guerra Mondiale. È uno scenario apocalittico, va bene. Però ha i suoi fondamenti. Dipende tutto da come Usa e Cina gestiranno gli eventi: “Sia l’America sia la Cina vogliono di certo evitare un conflitto, ma la storia è piena di incidenti che hanno portato a un confronto armato”. Una profezia certamente lugubre. Ed è tutto nelle mani di Cina e Usa.

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