Le autorità americane hanno tratto in arresto Jack Teixeira, l’uomo responsabile della fuga di documenti riservati comparsi sui social network negli scorsi giorni. A mettere insieme i tasselli del caso relativo ai file Usa trafugati ci hanno pensato alcuni giornalisti americani che hanno subito rintracciato l’origine del leak. Tasselli non risolutivi, ma che hanno contribuito a dare forma al mosaico di uno dei casi più spinosi per Washington dall’inizio della guerra in Ucraina. Da alcuni giorni è noto, grazie anche alla ricostruzione fatta da Bellingcat, “l’albero genealogico” dei documenti postati in chat e arrivati poi a essere di dominio pubblico da inizio aprile.

Tutto è partito dal server di Discord denominato Thug Shaker Central, una community di 20 utenti in cui da gennaio a febbraio sono state caricate decine di file “top secret”. Poi qualcuno, a fine febbraio, ha messo parte dei documenti sul server dedicato allo youtuber WaoMao, sempre all’interno di Discord. In un secondo momento i file sono arrivati all’interno di una chat frequentata da videogiocatori di Minecraft. Infine, le carte segrete hanno preso il largo venendo postate il 5 aprile prima su 4Chan e poi su Telegram. Occorre capire però chi ha fatto partire la sequenza. Chi cioè ha materialmente inserito i documenti dentro Thug Shaker Central. Secondo fonti del New York Times, il primo quotidiano a risalire al nome della talpa, il colpevole si chiamerebbe Jack Teixeira. Si tratta di un dipendente 21enne del reparto intelligence della Guardia Nazionale Aerea del Massachusetts.

Quella chat nata durante la pandemia

La lente di ingrandimento in queste ultime ore è stata puntata sulla community da cui tutto sembra essere partito. Si è cercato di capire chi si potesse nascondere all’interno di Thug Shaker Central. Oggi il server non c’è più, ma uno degli utenti è stato rintracciato dal Washington Post. L’intervista ha permesso di capire un primo importante dettaglio: la chat era frequentata da adolescenti. Basti pensare che il quotidiano della capitale statunitense per intervistare il testimone, ha dovuto chiedere il consenso dei genitori.

Thug Shaker Central, secondo la sua ricostruzione, altro non era che una chat nata per interrompere la noia e il senso di isolamento sorto durante i lockdown causati dalla pandemia. Qui una ventina di adolescenti hanno trovato modo di trascorrere i pomeriggi, condividere battute, esprimere il proprio punto di vista. Ma non si trattava di adolescenti presi a casaccio. All’interno della chat creata su Discord si entrava a invito. E, alla base della convivenza virtuale, vi era la condivisione di alcune idee e valori. In particolare, ad emergere è stata una visione molto conservatrice della società. Ad evidenziarlo anche alcune battute e considerazioni dal tenore considerato razzista ed offensivo.

Secondo il ragazzo intervistato, si trattava di considerazioni innocue o comunque lanciate più per scherzo che per altro. Ad ogni modo, dentro Thug Shaker Central a prevalere era un certo spirito di gruppo. “Era come una famiglia – ha dichiarato il ragazzo sentito dal Wp – quando nei mesi scorsi ho avuto attacchi di depressione, non è mai mancato il supporto del gruppo”. Non erano però solo adolescenti statunitensi. Almeno la metà degli utenti ammessi erano stranieri, risiedenti in Sud America ma anche in Ucraina, in Asia e in Paesi dell’ex blocco sovietico. Gran parte di loro si erano conosciuti all’interno di un’altra chat di Discord, quella dedicata ai fan di Oxide, canale YouTube molto popolare che si occupa di armi e attrezzature militari. Poi, durante la pandemia, la scelta di creare un club più esclusivo.

Uno dei documenti trafugati dal Pentagono (Fonte: social)

Il ruolo dell’utente “OG”

Un gruppo considerato una famiglia da parte degli adolescenti membri che vi appartenevano, con a capo un leader indiscusso. Il suo nome utente era OG. A raccontarlo è stato sempre il ragazzo intervistato dal Wp. Quest’ultimo lo ha considerato il suo migliore amico: “Se mi dovessero chiedere informazioni su di lui – ha dichiarato – non le darei”. Una considerazione che conferma il grande legame tra OG e il resto del gruppo Thug Shaker Central. Il ragazzo ha detto di sapere il vero nome del leader e di essere a conoscenza del suo indirizzo di residenza. Ma non ha voluto rivelare alcun dato, né per l’appunto sembra essere disposto a farlo in eventuali interrogatori. Al momento, hanno fatto sapere dal Wp, nessun agente ha bussato alla sua porta.

Il quotidiano statunitense ha potuto visionare un video in cui appare OG all’interno di un poligono di tiro. Ha il volto parzialmente coperto dagli occhiali di sicurezza e dalle cuffie, urla verso la telecamera insulti razzisti e antisemiti e poi colpisce gli obiettivi di fronte a lui. Forse è questo l’unico dato da cui gli inquirenti Usa possono partire. Perché è proprio a OG che adesso si sta dando la caccia. Il leader di Thug Shaker Central, oltre ad emergere come figura preminente dentro il gruppo, è anche l’autore dei post con cui sono stati condivisi i file top secret.

A confermarlo è stato il ragazzo intervistato dal Wp. Tutto è iniziato alla fine del 2022, quando OG ha pubblicato le trascrizioni di documenti riservati. In base a ciò che pubblicava, l’utente si lanciava in previsioni e analisi geopolitiche che hanno attratto molto gli altri membri della chat. “Spesso – si legge nell’intervista del Wp – ci azzeccava. E io mi sentivo importante, perché ritenevo di sapere cose che tutti gli altri non sanno”. OG dichiarava di aver preso quei documenti all’interno di una non specificata base militare Usa. Ma non potendoli fotografare, si era appuntato i testi che ha poi trascritto per divulgarli in chat. Con una promessa da parte degli altri utenti: non fare uscire quei file dal gruppo.

Dai documenti scritti, si è passati poi direttamente alle foto. E così su Thug Shaker Central si è avuta un’autentica cascata di file segreti, stampati e divulgati nel gruppo da OG. Qualcosa però è andato storto. Un membro della chat ha pubblicato su WaoMao alcuni dei documenti. Il resto è storia dei giorni nostri: la loro diffusione è diventata virale ed ha creato uno dei casi più spigolosi per l’amministrazione Usa. OG, secondo il ragazzo sentito dal Wp, è consapevole della gravità della situazione. Ha scritto un’ultima volta su Thug Shaker Central, intimando i membri a non rivelare nulla di compromettente su di lui. Poi ha chiuso la chat.

Nel pomeriggio di giovedì una nuova svolta. Dietro il nickname OG si nasconderebbe un operatore dell’intelligence della Guardia Nazionale aerea del Massachusetts. Il nome, a detta del New York Times, è Jack Teixeira. Il suo intento non era divulgare i dati, ma semplicemente condividerli con gli amici di chat. Il suo migliore amico nell’intervista ha infatti specificato che OG non era una spia e non era ostile al governo statunitense. Ad ogni modo, manca ancora un dettaglio per capire cosa è successo: scoprire come il ragazzo è entrato in possesso dei documenti top secret.

L’arresto di Jack Teixeira in un’immagine dall’alto (Wcvb-Tv Boston).

Il raid dell’Fbi e l’arresto di Jack Teixeira

A tradire Teixeira sarebbero stati alcuni elementi riscontrabili nelle foto pubblicate sui social. Oggetti, come un barattolo della colla “Gorilla”, un tagliaunghie e un cannocchiale per fucili, visibili anche in alcune foto passate riguardanti il ragazzo.

Nel pomeriggio di giovedì 13 aprile, dopo la diffusione delle generalità del leaker, l’Fbi si è precipitato nell’abitazione della madre di Teixeira, facendo irruzione con gli elicotteri. Il giovane è stato arrestato dalle forze dell’ordine durante la perquisizione. Il dipartimento di Giustizia, chiamato a valutare quali azioni legali intraprendere contro Teixeira, ha fatto sapere che rispetto ad altre questa è un’inchiesta facile, poiché l’identità di chi ha violato la sicurezza e il protocollo si conosce già e non occorreranno dunque ulteriori indagini.

Il presidente Usa Joe Biden, in visita ufficiale in Irlanda, ha gettato acqua sul fuoco, dicendosi sì preoccupato per la fuga di notizie, ma comunque convinto che non si tratti di informazioni che potrebbero esporre gli Stati Uniti e i loro alleati a “rischi immediati”. Commenti lapidari dal Pentagono, invece, dove si è tenuta una conferenza stampa. “C’è un’indagine in corso”, dichiara il generale Pat Ryder, “ma questo è stato un atto criminale intenzionale”. Il procuratore generale degli Stati Uniti, Merrick Garland, ha spiegato che Teixeira è stato arrestato senza opporre violenza. Il sospettato verrà successivamente incriminato in una corte federale del Massachusetts.

Ha collaborato alla stesura dell’articolo Gianluca Lo Nostro