La guerra dei droni tra Ucraina e Russia: la battaglia tecnologica

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Negli ultimi mesi, la guerra tra Russia e Ucraina ha portato molti analisti a concentrarsi non solo sulla guerra in trincea e sui lenti ma costanti avanzamenti russi, ma anche sulla crescente competizione tecnologica, in particolare nell’uso dei droni. In un’inchiesta uscita venerdì il New York Times ha messo in luce le innegabili innovazioni dell’Ucraina in questo settore, sottolineando come queste stiano contribuendo a distruggere le capacità logistiche russe e a contrastare il vantaggio dell’artiglieria nemica. Tuttavia, è fondamentale analizzare questa narrativa in modo critico, considerando ciò che sta succedendo davvero all’Ucraina e anche cosa fa il suo nemico.

Secondo gli osservatori più entusiasti per Kyiv, l’Ucraina si sta affermando nei settori chiave del cielo, del mare, dello spazio e del cyberspazio, mentre la Russia vincerebbe “solo” sul terreno e nello “spazio cognitivo” occidentale – ossia nella propaganda anti-atlantista. Una storia dell’Economist di qualche tempo che racconta di due trentenni imprenditori tech che hanno abbandonato la loro start up di ricarica di auto elettriche per creare droni è l’esempio di un certo tipo di ottimismo occidentale.

La dinamicità della società e dell’economia ucraina è innegabile, ma rischia di trascurare un elemento cruciale: anche la Russia sta innovando e ha sviluppato una capacità droni comparabile. Un esempio recente è l’emergere di un filmato che mostra l’uso del drone Kub-2, guidato da un drone Granat-4. Questo sviluppo mette in evidenza la crescente sofisticazione delle operazioni russe, che ora possono contare su tandem di droni in grado di operare in modo coordinato.

Entrambi i paesi hanno investito in droni assistiti dall’intelligenza artificiale, e non si capisce bene sul campo sia arrivata prima l’AI russa o quella ucraina. La Russia ha sviluppato droni a fibra ottica, come i “Vandal”, per superare le interferenze elettromagnetiche, mentre l’Ucraina sembra essere in ritardo in questo specifico ambito tecnologico. Ciò non significa che l’Ucraina non stia facendo un lavoro eccezionale con i droni, ma piuttosto che un’analisi che si concentra esclusivamente sui successi ucraini, o trasformare un vantaggio localizzato in un vantaggio sistemico può portare a una valutazione distorta della situazione.

Dall’inchiesta del Nyt è emerso un altro fatto interessante il sostegno degli Stati Uniti alla produzione di droni ucraini è stato molto più sostanziale di quanto inizialmente percepito. Documenti recentemente declassificati rivelano che, a settembre, gli Stati Uniti hanno stanziato 1,5 miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo di queste armi, oltre a inviare personale della Cia per assistere nella creazione di programmi e nella connessione tra produttori locali e aziende statunitensi. Non si tratta più di voci messe in giro dai “complottisti”: l’integrazione crescente tra esercito ucraino e Pentagono è ammesso dal capoccia dell’agenzia di sicurezza, William Burns, e sembra stonare con le ipotesi di un accordo sbrigativo, una ritirata frettolosa che Donald Trump siglerebbe una volta insediatosi alla Casa Bianca.

Non solo: questo sostegno statunitense, che include assistenza tecnica e la possibilità di ulteriori finanziamenti, ci ricorda – e forse lo ricorderà anche a Trump nei prossimi giorni – come la guerra in Ucraina sia diventata un’opportunità strategica e commerciale per gli Stati Uniti, e soprattutto per la loro industria bellica.

L’idea che l’Ucraina stia innovando autonomamente nel settore dei droni è quindi un mito che richiede una revisione. Se da un lato l’ingegnosità ucraina ha portato a risultati notevoli, dall’altro il sostegno americano ha giocato un ruolo cruciale nel potenziare queste capacità. Questa sinergia tra innovazione locale e supporto internazionale ha permesso all’Ucraina di emergere come un attore significativo nel campo della tecnologia bellica.

La questione più ampia che emerge da tutto ciò è la natura della guerra moderna, in cui l’innovazione tecnologica gioca un ruolo fondamentale. La competizione tra Russia e Ucraina non è solo una battaglia militare, ma una corsa per la supremazia tecnologica, e la guerra dei droni è solo una delle tante dimensioni di un conflitto complesso e in evoluzione. Entrambi i paesi stanno investendo risorse significative nella ricerca e nello sviluppo, aiutati dai rispettivi partner, mentre l’Europa, tanto per cambiare, assiste a questo scambio come un pugile suonato.