L’Ucraina lancia l’allarme: i satelliti russi di Rassvet vanno in orbita più in fretta del previsto

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L’allarme è arrivato direttamente dai vertici dell’apparato militare ucraino. In un’intervista concessa all’emittente ucraina RBC-Ukraine, il generale Vadym Skibitskyj, vice-capo del GUR (il servizio segreto militare) ha raccontato che la Russia sta costruendo il sistema satellitare Rassvet in tempi più rapidi del previsto, tanto che potrebbe avere 300 satelliti in orbita entro il 2027. A quel punto, avrebbe completamente annullato il vantaggio strategico (comunicazioni e direzione delle operazioni) che il sistema satellitare Starlink di Elon Musk (da cui la Russia è stata esclusa) ha finora garantito all’Ucraina. I satelliti russi in orbita bassa ora sono solo 16 (un primo gruppo lanciato in marzo, un secondo in giugno) e ciò fa sì che l’osservazione dallo spazio sia possibile, per i comandi russi, solo quando uno di loro sorvola l’Ucraina. Ma quando i satelliti saranno 200 o 300…

Skibitskyj ha anche detto che tra l’Ucraina e i suoi alleati sono già in corso studi specifici su come contrastare la minaccia dei satelliti russi. Anche perché il pericolo futuro si intreccia con quello presente. Ovvero, la capacità russa di rifornire il proprio arsenale missilistico di fronte a un’Ucraina che, al contrario, ne scarseggia. È stato proprio Skibitskyi a spiegare che Mosca, nei primi sette mesi del 2026, ha già raggiunto la quota di produzione annuale per i missili Zircon e Oniks e “sta superando i suoi obiettivi di produzione missilistica per il 2026 del 10-20%”. Le scorte russe di missili balistici Iskander-M, l’arma più micidiale dei suoi attacchi, sempre secondo Skibitskyi sono intorno ai 130 esemplari, di cui 65 nuovi prodotti a luglio. Un vantaggio che i russi vogliono a tutti i costi conservare, il che spiega l’accanimento con cui cercano di colpire l’industria missilistica che l’Ucraina cerca a propria volta di costruirsi.

Un analogo allarme era stato lanciato, ancor prima di quello di Skibitskyi, dal maggiore Robert “Magyar” Brovdi, comandante dei reparti ucraini dei droni. Parlando con l’Associate Press questi aveva ricordato che i russi avevano già lavorato per complicare le connessioni con Starlink attraverso apparati di jamming dei segnali, avendo già dotato molti dei propri droni Geran 4 di sistemi di guerra elettronica capaci di confondere i droni ucraini, e aveva portato l’attenzione sui progetti russi per i satelliti, definendoli “un pericolo per il mondo intero”.

Per la Russia odierna il progetto Rassvet (in russo “alba”) è di fondamentale importanza, sia nel settore civile sia in quello militare. Non a caso il ministero della Difesa e quello delle Comunicazioni lavorano insieme: il primo garantisce le strutture (il lancio dei primi satelliti è avvenuto dal cosmodromo militare di Plesetsk) e il secondo ha finora garantito un finanziamento superiore al miliardo di dollari. In mezzo, come braccio tecnologico dell’impresa, una compagnia privata, con 3.500 dipendenti, Bureau 1440, pronta a investire altri 3 miliardi. Vale la pena spendere qualche parola su Bureau 1440: è stata fondata nel 2020 da Aleksej Shelobkov, 47 anni, uno dei tanti geni russi dell’informatica. Dopo qualche anno trascorso tra i quadri dell’IBM, Shelobkov nel 2014 ha fondato, insieme con altri fuoriusciti dalla compagnia americana, una propria azienda, Yadro, specializzata nello sviluppo e produzione di server, sistemi di archiviazione dati, apparecchiature per le telecomunicazioni, hardware informatico di consumo e microprocessori. Idea di successo visto che dieci anni dopo Yadro aveva 6.500 dipendenti e sedi a Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Nizhnyj Novgorod e nella capitale bielorussa Minsk. Nel 2023, alla vigilia della fondazione di Bureau 1440, l’azienda di Shelobkov vantava un fatturato di 1 miliardo e 200 milioni di dollari.

Come si diceva, Rassvet è oggi un progetto strategico per il Cremlino. Nel breve termine prevalgono ovviamente le esigenze belliche: l’obiettivo è annullare il vantaggio che la disponibilità esclusiva di Star Link sta garantendo all’Ucraina. Al di là delle intuizioni del ministro Mychajlo Fedorov, peraltro da poco silurato da Zelensky, la spina dorsale della strategia ucraina per colpire in profondità la Russia è costituita proprio dalla facilità con cui i satelliti di Elon Musk possono fornire osservazioni del terreno, informazioni sulle traiettorie e dislocazione degli obiettivi, informazioni fondamentali per i militari. Se la Russia potesse disporre di un sistema analogo, non solo annullerebbe lo svantaggio ma potrebbe aumentare la pressione già enorme che esercita attraverso la propria superiorità missilistica.

Ma nel progetto Rassvet non c’è solo questo. C’è anche l’idea, che il Cremlino di Putin persegue da molto tempo, anche se ufficialmente solo dal 2019 (si parla informalmente di Legge sull’Internet sovrano, anche se in realtà si trattava di una serie di emendamenti a leggi già esistenti), di costruire uno spazio comunicativo totalmente autonomo, detto RuNet, che le autorità possano aprire e chiudere secondo bisogno o volontà. Come per tutti i progetti di controllo della società e dei cittadini, anche in Occidente, l’idea di RuNet è stata giustificata con esigenze di sicurezza nazionale, come l’azione di Star Link sembrerebbe confermare. In realtà, i provvedimenti del 2019 già prevedevano una serie di misure per instradare il traffico dati verso punti di scambio controllati dallo Stato, obbligando altresì gli operatori a installare apparecchiature per l’analisi dei pacchetti di dati per filtrare ed eventualmente censurare i contenuti, potendo identificare mittente e destinatario.

RuNet è stata spesso paragonata al Great Firewall della Cina. Ma c’è una differenza di non poco conto. Quello cinese è un sistema per controllare e, nel caso, bloccare i contenuti in arrivo. Il progetto RuNet, di cui il sistema satellitare Rassvet è tassello fondamentale, è pensato per consentire alla Russia di staccarsi dalla Rete globale riuscendo però a far funzionare Internet all’interno dei propri confini. Il distacco, nonostante alcuni test di prova nel corso degli ultimi anni, non è ancora avvenuto e nessuno sa se e quando sarà davvero possibile. Ma non v’è dubbio che la Russia abbia tutte le intenzioni di procedere su quella strada.

Riferimenti

Per le notizie sull’Ucraina: https://newsukraine.rbc.ua

Per l’intervista al maggiore Brovdi: https://apnews.com/article/magyar-drones-russia-ukraine-crimea-ef27266b99b2b0a706e011b642d4c3a5

Per i nuovi apparati dei droni russi: https://t.me/letteradamosca/37562

Per Bureau 1440: https://1440.space/en/

Per i cambiamenti nel governo ucraino anche oltre Fedorov: https://it.insideover.com/politica/zelensky-ha-scelto-tutto-il-potere-ai-militari.html. E anche: https://it.insideover.com/politica/cambiare-tutti-per-non-cambiare-nulla-il-senso-di-zelensky-per-gli-equilibri-del-potere.html

Sul varo di RuNet: https://it.euronews.com/2019/11/01/in-russia-entra-in-vigore-la-controversa-legge-su-internet