Ne avevo scritto in agosto, segnalando che dietro tanti ipocriti propositi di evitare la famosa “escalation”, la guerra in Ucraina atta producendo un numero sempre crescente di vittime civili, falciate da armi sempre più potenti usate con sempre maggiore crudeltà. Adesso è arrivata la voce autorevole di Volker Türk, alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani a confermarlo. Anzi: a tracciare un quadro ancora più drammatico di una situazione in costante deterioramento. Parlando al Consiglio per i diritti umani dell’Onu, Türk non ha solo esortato a fare “un passo decisivo verso la de-escalation e la pace”, come fanno tutti e in primo luogo quelli che non ci credono, ma ha prodotto alcune cifre che non possono lasciarci indifferenti.
Türk ha descritto le dimensioni di una “catastrofe per i diritti umani che cresce e si intensifica di settimana in settimana”, con “livelli scioccanti di violenza sessuale contro i civili e i prigionieri di guerra”. Nello stesso tempo ha accusato la Russia di “servirsi di questi orribili atti per torturare, intimidire e sottomettere individui e comunità”. Mosca è sul banco degli imputati e porta le principali responsabilità, anche se l’Alto Commissario non assolve totalmente neppure l’Ucraina: “Di più di mille casi documentati dal mio ufficio, l’89% è attribuito alle autorità russe e l’11% a quelle ucraine”.
Le violenze sessuali vengono esercitate soprattutto sui soldati prigionieri ma sono registrati molti casi di abusi sulle donne e persino sui bambini. E di certo non è estraneo a questo il fatto che ai combattimenti partecipino mercenari o “volontari” di molte altre parti del mondo, con la spietatezza del soldato di ventura o del fanatico: Türk spiega che gli ucraini hanno prigionieri di guerra “russi” di 36 Paesi diversi.
E se già queste considerazioni sono raccapriccianti, le cifre sul sacrificio dei civili ucraini (Türk dice di sapere che anche in Russia ci sono vittime civili ma di non aver potuto verificare per l’opposizione delle autorità russe) destano orrore. A Kiev l’allarme aereo è attivo per 33 ore ogni 48, con la popolazione costretta a vivere nella costante ansia degli attacchi aerei russi. “Nei primi otto mesi di quest’anno”, spiega Türk, “abbiamo verificato circa 15.280 civili uccisi e feriti, in media più di 400 a settimana, per 34 settimane. Si tratta del 55% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”. Questo accade perché l’Ucraina è diventata una specie di poligono internazionale per la sperimentazione l’impiego di sempre nuove armi.
Türk lo dice chiaramente, a più riprese: “L’Ucraina è un laboratorio per la guerra con i droni. Sono necessarie misure urgenti a livello internazionale per affrontare la carneficina causata da questi sistemi d’arma in tutto il mondo”. E anche: “Nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Sumy e Zaporizhzhia, l’impiego di bombe plananti da parte della Federazione Russa ha causato un significativo aumento del numero di civili uccisi e feriti. Nei primi otto mesi di quest’anno, tali armi hanno provocato la morte o il ferimento di quasi 2.500 civili: il 62% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”.
Il discorso di Türk è concentrato sull’Ucraina perché, come si diceva prima, le autorità russe non consentono ai funzionari Onu di verificare sul terreno gli effetti collaterali, per così dire, degli attacchi ucraini. Quando l’Alto Commissario dice che gli ucraini “avrebbero” (condizionale) colpito raffinerie, infrastrutture e magazzini in Russia”, l’effetto è quasi ridicolo. Ma è evidente che, essendo la Russia non solo il Paese invasore ma anche il Paese occupante, insediato su una parte del territorio ucraino, la sorte dei civili ucraini è una sua responsabilità.
L’Alto Commissario Türk ha concluso il suo discorso con un appello, questo: “Alla comunità internazionale, e in particolare agli Stati dotati di influenza, dico: vi prego, agite con urgenza per promuovere una pace negoziata subito, prima che questa tragedia peggiori ulteriormente”. Viene da chiedersi, a questo punto, chi ci sia in giro disposto a battersi per UNA PACE NEGOZIATA SUBITO. Non la Russia, è chiaro. Vladimir Putin ne ha parlato qualche giorno fa, dicendo che nella regione di Donetsk gli ucraini controllano ormai solo l’11% del territorio e che presto perderanno anche quello. Non per gli europei, che quattro anni e mezzo dopo l’inizio dell’invasione ancora perseguono la sconfitta sul campo della Russia. Non l’Ucraina, che dietro le parole “pace negoziata subito” teme possa nascondersi una richiesta di resa. Il tutto alla vigilia di un inverno da cui tutti pensano di trarre vantaggio: i russi per stroncare con il buio e il freddo lo spirito degli ucraini, gli ucraini per bloccare le velleità di avanzata dei russi. Questa follia, purtroppo, non finirà presto.
Riferimenti
Per l’aumento delle vittime civili: https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-e-ucraina-evitare-lescalation-ma-allargare-il-conflitto.html#google_vignette
Per il discorso di Türk: https://www.ohchr.org/en/statements-and-speeches/2026/10/hc-turk-ukraine-alongside-peace-there-must-be-accountability
Per le bombe plananti: https://aertecsolutions.com/en/blog/smart-gliding-ammunition-what-it-is-and-how-it-works/
Per le affermazioni di Putin: https://t.me/letteradamosca/38646