L’Ong israeliana denuncia Sanchez alla Corte Penale Internazionale: “Ha aiutato l’Iran”

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La Spagna di Pedro Sanchez è stata accusata da un’organizzazione non governativa israeliana di aver aiutato l’Iran e di essere addirittura complice in crimini di guerra nel pieno di uno scontro tra Madrid e Tel Aviv che rappresenta la più grave crisi diplomatica di sempre tra i due Paesi.

Shurat HaDin, Ong che si presenta anche con il nome di Israel Law Center, ha citato in giudizio Sanchez nientemeno che alla Corte Penale Internazionale per la scottante accusa di crimini di guerra. L’organizzazione è formalmente indipendente ma più volte è stata accusata di agire se non per conto, sicuramente in sinergia con le volontà del governo di Tel Aviv, che le sono costate l’accusa di essere “un’organizzazione non governativa organizzata dal governo”. In questo caso, il lawfare contro Madrid usa tempi, modi e scenari tipici delle nazioni critiche di Israele. L’attacco a Sanchez cade nel pieno del cessate il fuoco mediato dal Pakistan nella Terza guerra del Golfo e dopo che Madrid e Tel Aviv sono arrivate ai ferri corti negli ultimi mesi: Sanchez ha definito “genocida” il governo di Benjamin Netanyahu e denunciato come ostile agli interessi europei la scelta di Usa e Israele di colpire l’Iran.

In particolare, Shurat HaDin ha agito “accusando la Spagna di aver sostenuto indirettamente il regime iraniano fornendo componenti a duplice uso legati agli esplosivi”, nota I24News, aggiungendo che “queste esportazioni – stimate in 1,3 milioni di euro tra il 2024 e il 2025 – non riguardano semplici prodotti industriali. Al contrario, si tratta di componenti critici che consentono il funzionamento di ordigni esplosivi”, come i missili che l’Iran ha lanciato su Israele nel giugno 2025 e da febbraio ad aprile 2026 nelle due guerre combattute attivamente tra le due nazioni mediorientali. Secondo l’Ong, il fatto che i funzionari iraniani abbiano ringraziato la Spagna, primo Paese occidentale a riaprire la sua ambasciata a Teheran dopo il cessate il fuoco dell’8 aprile, per l’atteggiamento equilibrato tenuto nella guerra è un’altra prova di questa presunta complicità.

Tendiamo a ritenere quantomeno eccessive le critiche israeliane: 1,3 milioni di dollari di esportazioni sono una quantità risibile, e potrebbero riguardare anche transazioni private di cui Sanchez e il governo non sanno nulla, e inoltre in vari settori definire la componente “dual use” dei prodotti è quantomeno complesso. Inoltre, la correlazione causa-effetto dall’export all’uso bellico lo è ancora di più. Peraltro, Sanchez ha criticato la guerra senza essere affatto favorevole al regime iraniano e a fine gennaio Madrid ha sostenuto le nuove sanzioni europee ai Pasdaran dopo la repressione delle proteste. Non certamente l’atteggiamento di un Paese fiancheggiatore degli Ayatollah. Ma ormai la guerra è anche un lawfare. Madrid sostiene all’Onu la causa della Corte Internazionale di Giustizia per verificare le accuse contro Israele per il genocidio a Gaza. L’Ong che attacca Madrid risponde sostenendo Tel Aviv su un altro fronte. Ma è quantomeno chiaro che sostenere tali accuse sarà quantomeno complesso.