Una nuova “defence Arctic strategy” che vedrà schierati nell’Artico centinaia di Royal Marines, unità d’élite delle forze terrestri britanniche, e nuovi caccia intercettori Typhoon della Royal Air Force in vista della crescente minaccia russa sulla regione che il surriscaldamento globale, con il conseguente scioglimento della calotta polare, ha reso terreno di scontro per la supremazia sulle rotte commerciali.

Per questo circa 800 marines della Royal Navy e quattro caccia multiruolo Typhoon della Raf verranno schierati in Norvegia per pattugliare terra e cielo. Da Londra il segretario alla Difesa Gavin Williamson ha comunicato l’intenzione del Regno Unito di aumentare lo sforzo per arginare la minaccia russa che incombe sulla regione artica e sui Paesi alleati della Nato. Secondo gli analisti militari inglesi (ma non è un segreto ormai) l’attività militare registrata nell’Oceano Atlantico ha quasi raggiunto i livelli della Guerra fredda; e al 10 di Downing Street è stata espressa la ferma intenzione di controbilanciare le forze.

Ulteriori sforzi di Londra si concentreranno sul contrastare la minaccia di attacchi informatici attributi al Cremlino: 2mila cadetti verranno infatti addestrati dal Government Communications Headquarters , agenzia governativa britannica che si occupa della sicurezza, spionaggio e controspionaggio nell’ambito delle comunicazioni, per proteggere le reti internet più sensibili dai cyber attacchi. Il segretario alla Difesa Williamson ha inoltre annunciato lo schieramento a partire dal 2020 del velivolo per la lotta antisommergibile P-8 Poseidon: aereo dalle capacità speciali che è stato recentemente schierato dagli americani in Islanda, sempre contro la minaccia russa.

“Con lo scioglimento del ghiaccio, e l’emergere di nuove rotte marittime, l’importanza della regione artica aumenta”, ha dichiarato Williamson, “la Russia, che ha aumentato l’attività dei sottomarini che operano sotto il ghiaccio e che nutre l’a ambizione di installare oltre 100 strutture nell’Artico, intende militarizzare la regione. Dobbiamo essere pronti ad affrontare tutte le minacce che potrebbero emergere”.

Secondo quanto riportato da  Bloomberg, le relazioni diplomatiche che corrono tra la Gran Bretagna e la Russia di Vladimir Putin sono al livello più basso mai raggiunto della Guerra fredda del post anni ’70. Questo anche in seguito al presunto attacco con l’agente nervino di fabbricazione militare sferrato sul suolo britannico che voleva eliminare la spia doppiogiochista Sergei Skripal . Il caso diplomatico apertosi per le accuse mosse dal governo del primo ministro Theresa May e i dinieghi opposti dalla Russia, che ha sempre negato il coinvolgimento del Cremlino nell’eliminazione della spia, che ha portato alla morte accidentale di una cittadina britannica, ha raffreddato oltremodo i rapporti che hanno registrato diverse esplosioni di diplomatici e il congelamento di asset associati a oligarchi russi basati nel Regno Unito.