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Sapevano in anticipo quando e dove la Russia avrebbe colpito. È per questo motivo che, all’inizio della guerra, l’esercito ucraino è riuscito a prevenire le mosse dei russi, posizionando i sistemi anti aerei nelle aree più calde e mettendo al sicuro i propri velivoli. Non è un particolare da poco, visto che così facendo le forze di Kiev sono riuscite prima ad arginare l’assalto dei nemici, poi a causar loro discrete e inaspettate perdite, costringendo il Cremlino a rivedere tattiche e strategie.

Il deus ex machina che ha consentito alla resistenza ucraina di non sciogliersi come neve al sole di fronte a bombe e missili sparati dagli uomini di Mosca ha un nome ben preciso: si chiama intelligence statunitense. Già, perché se la Russia non è riuscita a sfondare il fronte settentrionale come forse avrebbe voluto, è stato soprattutto a causa delle informazioni dettagliate fornite dall’intelligence statunitense agli alleati ucraini; informazioni che contenevano, ad esempio, la lista degli obiettivi nel mirino dei russi e la tempistica con la quale i soldati di Vladimir Putin avrebbero sferrato i loro attacchi.

Come hanno raccontato alcuni ex funzionari americani alla Nbc, la condivisione delle suddette informazioni è avvenuta “quasi in tempo reale”, ha “spianato la strada all’abbattimento di un aereo russo che trasportava centinaia di soldati nei primi giorni della guerra” e ha pure contribuito a respingere un attacco di Mosca contro un aeroporto vicino Kiev, lo scalo di Hostomel.



Il ruolo della Cia

La resistenza mostrata dagli ucraini è stata senza ombra di dubbio eroica. Eppure, sarebbe un grave errore spiegare il mezzo fallimento iniziale dei russi semplicemente affidandosi al’eroismo delle forze di Kiev. Se l’Ucraina è fin qui riuscita a resistere, gran parte del “merito” va al ruolo giocato dalla Cia; un ruolo indiretto, silenzioso e lontano dall’epicentro del conflitto, ma allo stesso tempo decisivo e determinante.

Fin dai primissimi giorni del conflitto l’intelligence statunitense ha condiviso ogni informazione con il governo guidato da Volodymyr Zelensky. Non solo: gli americani starebbero anche proteggendo il presidente ucraino in tempo pressoché reale, consigliando ai partner ucraini come evitare che la sua localizzazione possa finire nelle mani dei russi, impedendo che le sue comunicazioni possano essere intercettate e proteggendone i movimenti.

La longa manus di Washington è ancora più visibile sul campo di battaglia, dove la Cia si starebbe preoccupando di aggiornare l’esercito ucraino, quasi live, delle mosse russe. In altre parole, gli Stati Uniti stanno guidando passo dopo passo la resistenza di Kiev.

Il successo della resistenza ucraina

Grazie ai preziosi consigli provenienti dagli Stati Uniti, gli ucraini hanno impedito che i russi potessero avere la supremazia dei cieli e hanno costretto Mosca a rivedere i propri piani d’azione. Scendendo più nei particolari, fin qui la Cia ha consegnato a Kiev immagini satellitari strategiche e informato gli alleati sulla posizione esatta dei nemici; un particolare, quest’ultimo, che avrebbe consentito agli ucraini di falcidiare decine di comandanti e generali russi.

Da qualche giorno, inoltre, abbiamo assistito ad un salto di qualità nella condivisione delle informazioni da parte della Cia. Se in un primo momento Washington si limitava a consegnare a Kiev dettagli su come prevenire gli assalti nemici, adesso la sensazione è che gli Stati Uniti stiano aiutando l’Ucraina anche a contrattaccare.

Un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale ha confermato in una nota che Washington “sta fornendo regolarmente informazioni dettagliate e tempestive agli ucraini sul campo di battaglia per aiutarli a difendere il loro Paese dall’aggressione russa”. “E continueremo a farlo”, ha aggiunto la stessa fonte anonima.

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