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Una visita in ospedale del vice ministro della Difesa, l’assegnazione di medaglie e almeno otto soldati mutilati seduti su una carrozzina ad attendere il proprio turno per l’improvvisata cerimonia all’interno di una stanza. Sono scene tipiche di ogni contesto bellico. Ed è questa la cosa “strana”. Perché la visita è avvenuta all’interno dell’ospedale Vishnevskij di Mosca e la cerimonia è stata trasmessa in un notiziario del Primo Canale russo. Ai russi a cui è stato anche vietato di pronunciare il termine “guerra” sono state mostrate immagini di una guerra. Di un conflitto peraltro che non sta andando come previsto e che non sta restituendo alle proprie famiglie tutti i giovani mandati oltre confine a combattere. Qualcosa quindi, nella narrativa bellica russa, sta cambiando.

La visita di Aleksandr Fomin in ospedale

Nel pomeriggio di martedì il vice ministro della Difesa, Aleksandr Fomin, si è recato in uno dei principali ospedali di Mosca. Al Vishnevskij vengono portati molti soldati feriti gravemente in Ucraina. Tra questi c’è chi ha subito l’amputazione degli arti, chi è rimasto in come per diversi giorni. La visita di Fomin è forse la prima di un rappresentante del governo in un ospedale dall’inizio del conflitto. Forse, perché se in passato ci sono state non sono comunque state trasmesse in televisioni. Ieri, al contrario, sul Primo Canale il vice ministro si è fatto vedere mentre visitava alcuni dei feriti. Poi, dopo l’incontro con i soldati qui ricoverati, si è svolta una breve cerimonia. Ad otto militari su una sedia a rotelle, privi di uno o di più arti, è stata consegnata una medaglia. Un breve discorso e una breve dichiarazione da parte di Fomin ha chiuso la messa in onda della sua visita.

Chi da casa ha osservato la scena per la prima volta ha potuto toccare con mano il fatto che il conflitto in Ucraina non è una passeggiata. Non è quindi un’operazione militare, semplice o speciale che sia. É, al contrario, una guerra che, come tale, manda a casa ragazzi senza arti oppure separa per sempre decine di soldati dall’affetto delle famiglie. In Russia in questo mese si è parlato di un intervento militare chirurgico, volto a mirare su specifici obiettivi militari e non civili. Non soffrivano cioè, secondo questa prospettiva, né gli ucraini e né i soldati. A meno di eccezioni. Da alcune ore anche l’opinione pubblica sa che non è così. La situazione è diversa e negli ospedali militari ci sono interi reparti destinati a chi è stato ferito gravemente in qualche remota campagna ucraina.

Perché Mosca sta cambiando narrativa?

Che un vice ministro visiti i soldati ci sta. Anzi, è probabile che nelle prossime settimane possa essere lo stesso Putin a farlo. Ciò che appare strano e diverso invece riguarda la messa in onda della visita. Far vedere ragazzi mutilati rende l’idea di quanto sta accadendo. E la trasmissione di martedì pomeriggio non è stato l’unico caso di questi giorni. Così come segnalato su Repubblica, diversi esperti militari nelle Tv russe hanno iniziato a parlare di un’operazione (non di una guerra) che potrebbe durare addirittura settimane. Se non addirittura anni. La retorica dell’intervento lampo sembra essere sparita. I russi stanno intuendo che qualcosa non sta andando per come preventivato e che il Cremlino ora sta cercando di rivedere i suoi piani.

Ma perché farlo notare proprio adesso? Forse, fanno sapere da ambienti diplomatici, il governo russo vuole preparare la popolazione a una guerra di lunga durata. Una guerra in cui il nemico occidentale vuol logorare la Russia con le sanzioni e a cui tutta la popolazione deve rispondere unita. Mostrare il sacrificio di giovani ragazzi feriti in Ucraina in tal senso potrebbe suscitare quella commozione capace poi di tramutarsi in unità nazionale. Una sorta di “chiamata a raccolta” contro il nemico comune, una retorica che già in passato il Cremlino, anche quando sventolava una bandiera rossa sulla Piazza Rossa, ha utilizzato e ha fatto propria. Con risultati, però, non sempre positivi.

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