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La guerra in Ucraina potrebbe terminare il 9 maggio, in concomitanza con la festa russa per la vittoria di Mosca sulla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Oppure, come ha ipotizzato il premier britannico Boris Johnson, potrebbe andare avanti fino al termine del 2023. Ma non sono da escludere neppure altri scenari più o meno intermedi, soprattutto se la situazione sul campo dovesse improvvisamente pendere in favore di una delle due parti.

Insomma, le ipotesi sul tavolo sono pressoché infinite e risulta impossibile stabilire quale sia quella più plausibile. C’è chi, citando non meglio specificate fonti, sostiene che entro il 9 maggio la Russia esibirà al suo popolo i trofei ottenuti (leggi: città e regioni strappate all’Ucraina) e che Vladimir Putin ordinerà la sospensione dell’operazione militare speciale.

Altri sono molto più pessimisti – o forse sarebbe meglio dire realisti – e collegano le loro analisi allo sviluppo bellico, tralasciando voci e indiscrezioni. E allora, seguendo questo approccio, cerchiamo di capire quanto ancora potrebbe durare il conflitto e in quali aree si potrebbero decidere le sorti dell’Ucraina.



Lo scenario degli 007 britannici

Abbiamo citato le recenti parole di Johnson. Il premier britannico ha parlato del 2023 non per caso, ma probabilmente perché “imbeccato” dall’intelligence di Londra (che, va detto, dallo scorso 24 febbraio ad oggi ha dimostrato di essere quotidianamente sul pezzo).

Nel caso in cui il conflitto dovesse protrarsi per così tanti anni, c’è effettivamente la probabilità che la Russia possa aver la meglio grazie ad una migliore e maggiore potenza di fuoco, e nonostante il supporto indiretto fornito a Kiev dal blocco occidentale. A Londra sono convinti che, al netto degli errori iniziali, i russi non abbiano ancora calato tutti i loro jolly. Nei prossimi giorni, ad esempio, il Cremlino potrebbe attingere all’artiglieria in modo massiccio per fiaccare gli ucraini asserragliati nel quadrante orientale del Paese e lungo la fascia costiera.

Nell’ultimo report dell’intelligence britannica si sottolinea come l’esercito russo stia ancora soffrendo per le perdite subite all’inizio del conflitto ma che, nonostante questo, stia proseguendo la sua avanzata nel Donbass. Il Cremlino avrebbe fatto ricorso al trasferimento di attrezzature in Russia per la riparazione, mentre la decisione di Putin di bloccare l’impianto siderurgico Azovstal a Mariupol indicherebbe il desiderio di contenere la resistenza ucraina e liberare le forze russe per il quadrante est.

Dove si deciderà la guerra

Va da sé che le aree nelle quali si decideranno le sorti dell’Ucraina sono il Donbass e la fascia costiera. Resta da capire se i russi vorranno conquistare tutta la costa fino a ricongiungersi con la Transnistria o se si accontenteranno di Mariupol e Kherson, lasciando perdere Odessa. Ma resta anche da stabilire quanto Donbass ha in mente di conquistare Putin, perché i confini immaginati da Mosca potrebbero non coincidere con quelli geografici e istituzionali.

In ogni caso, i riflettori sono puntati sul citato quadrante orientale. Al momento l’esercito russo preme da Izyum, nel tentativo di sfondare verso sud e conquistare Sloviansk, Kramatosk e Pkrovsk. Per agevolare la discesa e tenere impegnati gli ucraini, Mosca starebbe lanciando ripetuti attacchi a Kharkiv e dintorni. Il sospetto è che la Federazione Russa abbia ricalibrato il suo piano per una guerra da estendere nel medio-lungo periodo. O forse Mosca è sempre stata pronta a tale evenienza, in barba al presunto blitz iniziale con il quale, a detta di molti media occidentali, Putin avrebbe voluto conquistare Kiev in un paio di giorni.

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