Famosa durante la Jamahiriya di Gheddafi per essere città natale del rais, Sirte è stata tra il 2015 ed il 2016 capitale del piccolo califfato dell’Isis sorto in quei mesi dopo che numerose fazioni islamiste della zona avevano deciso di sposare la causa di Al Baghdadi. Oggi questo territorio che dà il nome al vasto golfo dove l’Africa lascia spazio per diversi chilometri al Mediterraneo, è tornato ad essere nuovamente minacciato dalla presenza islamista. Nelle scorse ore, come racconta AgenziaNova, fonti locali hanno informato circa un innalzamento delle misure di sicurezza attorno Sirte, con mezzi e uomini schierati a presidio della città. Movimenti sospetti di terroristi fedeli al califfato, sarebbero stati notati nelle scorse ore nelle zone immediatamente a sud di Sirte.

L’attacco del 2016 che ha deposto l’Isis da Sirte

Proprio in virtù del pericolo rappresentato dalla presenza delle bandiere nere a Sirte, nell’agosto 2016 alcuni raid a guida americana hanno preso di mira le postazioni dell’Isis nella città: lungo la fascia costiera posta tra Tripolitania e Cirenaica, lo Stato Islamico aveva creato un califfato questa volta sul Mediterraneo ed a pochi passi dall’Europa. I bombardamenti Usa hanno facilitato l’azione di terra delle milizie di Misurata, principale gruppo fedele al governo di Al Serraj, di base a Tripoli e riconosciuto dall’Onu. Nel giro di poche settimane, tali milizie sono riuscite a riprendere il controllo di Sirte, stoppando dunque sul nascere il tentativo di espansione del califfato nel nord della Libia. L’eliminazione delle bandiere nere da questa zona però, non ha corrisposto al ritorno della sicurezza e dell’ordine nella stessa Sirte, così come non ha del tutto allontanato lo spettro dell’Isis nell’intero paese.

L’Isis ancora ben radicato in Libia

Già durante l’estate del 2016, quando il califfato indietreggiava dalla città natale di Muhammar Gheddafi, molti analisti hanno previsto una riorganizzazione dei terroristi fedeli ad Al Baghdadi in altre zone della Libia. Del resto, l’instabilità di un paese oramai da considerare fallito, al pari di condizioni di sicurezza sempre più precarie, hanno nel tempo favorito la reviviscenza delle formazioni islamiste e jihadiste. L’Isis, soprattutto tra il 2016 ed il 2017, sembrerebbe essersi riorganizzato nel sud della Libia, lì dove le dune del deserto e le remote oasi lontane dalle principali città hanno creato le ideali condizioni per l’edificazione di centri di addestramento del califfato. Ma non solo: la presenza dell’Isis nel sud della Libia ha permesso ai seguaci di Al Baghdadi di poter attingere a fonti di finanziamento derivanti dal contrabbando e dal traffico di esseri umani.

L’allarme delle scorse ore per Sirte

Movimenti di pick up, strani spostamenti di gruppi formati da almeno venti persone e, soprattutto, il ritrovamento di armi a sud di Sirte: sono questi gli elementi notati e riscontrati nei giorni scorsi che hanno fatto scattare, come affermano diversi media libici, l’allarme per un possibile rafforzamento dell’Isis nella città natale di Gheddafi. Secondo una tv locale, in particolare, le forze di sicurezza che controllano la città in queste ore hanno aumentato i posti di blocco sia in periferia che nella zona costiera. Si respirerebbe un clima di forte tensione, il pericolo è dato dalla possibilità di attentati o di attacchi alle stesse forze di sicurezza, specialmente nelle zone periferiche di Sirte. È soprattutto nella località di Wadi Bi al Raml che, secondo le forze di sicurezza locali, si concentrerebbe gran parte dei terroristi dell’Isis in fase di riorganizzazione.

Lo spostamento dei jihadisti con piccoli mezzi, rende molto difficile il controllo di un territorio già peraltro destabilizzato: nelle prossime ore, c’è attesa per capire come si muoveranno le forze di sicurezza che, da queste parti, sono più fedeli ad Al Serraj che ad Haftar. Intanto in Cirenaica, prosegue l’offensiva proprio del generale Haftar contro gli islamisti ancora asserragliati a Derna: iniziata lunedì sera, l’azione anti jihadista sta andando avanti in queste ore anche se non sono state al momento comunicate importanti novità in merito.