“Il crociato italiano ucciso negli scontri nella città di Baghouz”. Così lo Stato islamico ha annunciato di aver ucciso Lorenzo Orsetti, il volontario italiano in prima linea con i curdi per eliminare l’ultima sacca dell’Isis a est dell’Eufrate. Oltre al messaggio, una carta di credito e la tessera sanitaria di Lorenzo.

Lorenzo in prima linea a Baghouz (Foto di Fausto Biloslavo)
Lorenzo in prima linea a Baghouz (Foto di Fausto Biloslavo)

Orsetti è il secondo italiano ucciso dai miliziani dell’Isis. Prima di lui Giovanni Francesco Asperti, 50enne morto nel governatorato di Al Hasakah il 7 dicembre scorso e noto con il nome di battaglia di “Hiwa Bosco”.

Il volontario era stato intervistato da Fausto Biloslavo lo scorso febbraio, a Tell Tamer, nel nord della Siria e aveva raccontato la dura vita contro i jihadisti: “Un paio di volte sono quasi riusciti ad accerchiarci. Nel deserto hanno contrattaccato e travolto le nostre postazioni. Quando iniziano a morirti i tuoi compagni accanto, soprattutto per le mine e  cecchini, non lo dimentichi. Adesso molti miliziani stranieri si arrendono, ma spesso si sono fatti saltare in aria quando non avevano vie di scampo. Lo Stato islamico è un male assoluto. Questa è una battaglia di civiltà”.

Lorenzo era noto con il nome di battaglia “Tekoser”, ovvero “lottatore”. Il miliziano italiano combatteva tra le file degli internazionalisti dell’alleanza curdo-araba delle Forze democratiche siriane (Sdf). Nel messaggio fatto circolare su Telegram dallo Stato islamico, si mostra anche una foto dell’uomo privo di vita con l’uniforme dei combattenti. Per adesso, il ministero degli Esteri ha fatto sapere che “sono in corso verifiche”, senza dare ulteriori specificazioni.

In un’intervista a Il Corriere Fiorentino, Orsetti aveva raccontato di aver lavorato per 13 anni nella ristorazione e di essersi unito alla causa dei curdi convinto “dagli ideali che la ispirano”, ovvero “una società più giusta e più equa”, che include “l’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia”. Proprio per questo motivo, Lorenzo Orsetti aveva anche combattuto ad Afrin, durante l’assedio da parte delle truppe turche. Assedio che rientrava nell’operazione di Recep Tayyip Erdogan nota come “Ramoscello d’Ulivo”.

Sono settimane che l’alleanza curdo-araba ha iniziato l’assedio di Baghouz, l’ultima ridotta dei jihadisti. Da gennaio, con l’assalto curdo sostenuto dalla Coalizione internazionale a guida americana, dalla roccaforte sono uscite oltre 60mila persone. Ma l’assenza di notizie sulla quantità di civili, donne e bambini, sta rallentando sensibilmente le operazioni delle truppe anti Isis.