Dura replica del Tehran Times – quotidiano iraniano molto vicino al regime degli ayatollah – al presidente argentino Javier Milei il quale, in diverse occasioni, ha rilasciato una serie di dichiarazioni ostili nei confronti della Repubblica Islamica.
L’editoriale a firma di Saleh Abidi Maleki – apparso in prima pagina lo scorso lunedì 16 marzo e intitolato Milei, Quo Vadis? – è una tagliente critica alla postura assunta dal governo argentino in politica estera, con il pieno allineamento alle posizioni dell’ «asse USA-sionista». «Le dichiarazioni rilasciate negli ultimi mesi da Milei, presidente dell’Argentina, soprattutto dopo l’illegale aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, hanno rivelato ancora una volta una realtà amara e pericolosa. Il governo argentino è diventato uno strumento del regime sionista e degli Stati Uniti per promuovere il progetto iranofobico», esordisce l’articolo del Tehran Times. Secondo il giornalista del quotidiano in lingua inglese, Milei avrebbe oltrepassato «una linea rossa imperdonabile» per aver definito l’Iran «un nemico dell’Argentina» e per aver ribadito la sua alleanza strategica con Washington e Tel Aviv.
Il presidente ultraliberista ha ricordato in un discorso tenuto alla Yeshiva University di New York gli attentati all’AMIA – Asociación Mutual Israelita Argentina, la principale organizzazione della comunità ebraica nel Paese sudamericano – del 1994 e quello all’ambasciata israeliana di Buenos Aires del 1992, attribuendone la responsabilità a Teheran, per quanto l’Iran abbia sempre negato ogni coinvolgimento in quelle vicende, accuse respinte dallo stesso Maleki nel suo pezzo. Durante l’escalation dello scorso giugno, l’economista libertario alla guida dell’Argentina aveva inoltre presentato gli attacchi contro obiettivi iraniani da parte di Stati Uniti e Israele come parte di una lotta legittima contro il «terrorismo internazionale» e li aveva definiti una risposta «necessaria». Milei ha peraltro espresso sostegno sui suoi canali social a Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià dell’Iran, Mohammad Reza Pahlavi, deposto dalla Rivoluzione Islamica del 1979.
«Considerati questi fatti, l’Iran non può rimanere indifferente alle posizioni ostili dell’attuale governo argentino», si legge nell’editoriale di Maleki. «La Repubblica Islamica dell’Iran, pur mantenendo la massima vigilanza contro questi complotti, deve elaborare una risposta proporzionata a questa ostilità. Le mani dei nemici dell’Iran sono macchiate del sangue di persone innocenti nel nostro Paese, tra cui oltre 160 studenti della scuola di Minab, recentemente distrutta da un missile statunitense».
L’Argentina ospita la più grande comunità ebraica dell’America Latina, con quasi 300.000 persone che vivono principalmente a Buenos Aires. Da quando si è insediato come presidente del Paese il 10 dicembre 2023, Milei è stato uno dei più ferventi sostenitori di Israele, rafforzando le relazioni bilaterali a livelli senza precedenti. Nel giugno 2025, ha ricevuto il Premio Genesis da 1 milione di dollari, in riconoscimento del suo incrollabile sostegno a Tel Aviv e del suo impegno per i valori ebraici, durante una visita di tre giorni nello Stato ebraico. Nel corso di quest’ultima aveva anche annunciato che l’Argentina avrebbe trasferito la propria ambasciata a Gerusalemme l’anno seguente, seguendo l’esempio di Stati Uniti, Guatemala, Honduras, Kosovo, Paraguay e Papua Nuova Guinea nel riconoscere la città come capitale di Israele.